Come sta cambiando il settore bancario e come rispondere alle sfide di domani? L’impatto della pandemia, unitamente ad una serie di trend esogeni in atto da anni, ha costretto gli istituti di credito a ridefinire le proprie strategie.
Più nel dettaglio, globalizzazione, digitalizzazione, transizione demografica e crisi sanitaria hanno accelerato il cambiamento del settore bancario, dimostrando il ruolo fondamentale della risorsa umana, fonte di valore e condizione per lo sviluppo.
Ma hanno anche trasformato il tema delle competenze in una sfida cruciale per le banche.
Questo il risultato emerso dalla ricerca condotta nell’ambito del Progetto Interreg Skillmatch Insubria, l’indagine condotta dalle Università italiane LIUC e Uninsubria e dalla svizzera SUPSI che ha interessato anche i settori meccanico, edilizio, informatico e chimico-farmaceutico.
Tecnologie e nuove figure professionali
Dalle interviste realizzate, sul versante italiano e su quello ticinese dell’Insubria, è emerso chiaramente come, sulla spinta della forte digitalizzazione vi sia la necessità difigure nuove, prevalentemente riconducibili all’area dell’ICT, come specialisti dicybersecurity,data scientist,data analyst, esperti in digital marketingegrowth hacking.
Nelle province italiane l’evoluzione dei modelli di servizio si accompagna alla razionalizzazione della presenza neiruoli di rete commerciale: da un lato è evidente la riduzione del numero di sportelli fisici, sostituiti da quelli digitali per le operazioni più semplici e routinarie; dall’altro, invece, occorre riconfigurare alcune mansioni, come nel caso deigestori di patrimoni.
Staff ageing, un problema registrato in tutti gli istituti
Negli istituti bancari ticinesi intervistati sembra delinearsi una tendenza a puntare sia su una forte cultura organizzativa che definisca l’identità della banca orientata sulla qualità del servizio al cliente, sia sulla formazione per fare fronte ai repentini e numerosi cambiamenti del settore.
Guardando al futuro, rimane saldamente al centro la volontà di garantire una piazza finanziaria di qualità rappresentata da operatori con un mix equilibrato di competenze tecniche e soft skills, ritenute sempre più importanti anche sul versante italiano. Si rileva inoltre la necessità di proporre attività finanziarie che rispondano ai principi di sostenibilità e alla sfide lanciate dalla digitalizzazione e dalla tecnologia.
Un problema rilevato su entrambi i versanti è quello dello staff ageinge dell’obsolescenza delle competenze: vi sono stati (e vi sono tutt’ora) ingenti investimenti per realizzare appositipercorsi diupskillingereskillingdella forza lavoro con l’obiettivo di valorizzare e sviluppare quelmixdi competenze che può fare evolvere verso nuove mansioni di riferimento.Infine, ma non di minore importanza, per molte delle banche intervistate si è reso necessario un sostanziale ripensamento delle attività di selezione del personale, andando a modificare in primo luogo l’employer branding.