La genitorialità in cima alle iniziative delle banche italiane

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Cosa fanno le banche italiane in tema di diversità e inclusione? Secondo l’”Italian Financial Industry 2022 Deloitte DE&I Maturity Index”, l’86% delle aziende del settore dei servizi finanziari che operano in Italia sviluppa strategie per promuovere Diversity, Equity e Inclusion sul posto di lavoro.

Secondo i dati della ricerca, infatti, nel settore Financial Services cresce l’attenzione nei confronti delle tematiche di genere, considerate dal 72% dei rispondenti come il principale pilastro strategico su cui concentrare le attività a favore della DE&I.

Iniziative per la genitorialità

Un altro dato interessante che emerge è che l’83% delle organizzazioni afferma di avere delle iniziative legate alla genitorialità.

In particolare, il 49% delle aziende del settore finanziario prevede permessi retribuiti per la cura dei figli.

La leadership inclusiva

Tra gli altri temi maggiormente diffusi lo sviluppo di una leadership inclusiva, promossa dal 49% delle organizzazioni analizzate dal report. Il focus strategico sulle tematiche di genere si riflette anche nella promozione di attività di female representation (72%) e di formazione sull’empowerment femminile, mentre il 74% dei rispondenti ha introdotto indicatori di selezione per tipologia di diversity.

Le donne nel top management

Nella maggior parte delle organizzazioni che hanno partecipato alla survey di Deloitte, meno del 20% delle posizioni apicali è affidato alle donne, mentre la percentuale sale al 30% per quanto riguarda le posizioni di middle management.

In questo senso, il settore assicurativo è quello con più donne in C-Suite e in middle management, mentre l’Asset Management è il comparto con più margini di miglioramento.

Secondo i recenti dati di EY, “EY European Financial Services Boardroom Monitor”, che riguarda le società quotate nel settore finanziario, la percentuale in realtà è diversa: sale al 47% la presenza di donne nei CdA.

Un dato che posiziona l’Italia sul podio dei paesi europei per rappresentanza femminile nei board, seguito dalla Francia (44%). La Germania chiude la classifica con il 25% di donne nei CdA.

Alle spalle il network

Tornando alle politiche di diversity and inclusion, Deloitte segnala come fra le aziende rispondenti che dichiarano di avere una governance DE&I, quasi 8 su 10 afferiscono a un network internazionale (79%) e hanno più di 1.000 dipendenti (85%).

Il 52% delle organizzazioni non hanno una governance DE&I.

Policy LGBTQI+

Un altro tema di interesse per le strategie DE&I è il sostegno alla popolazione aziendale LGBTQI+. Nello specifico, solo il 38% dei rispondenti alla survey afferma di sviluppare delle iniziative a sostegno della popolazione LGBTQI+.

Disabilità e neurodiversità

Il 74% delle organizzazioni adotta iniziative a sostegno della popolazione con disabilità e neurodiversità, tuttavia la loro inclusione viene considerata un pillar strategico solo dal 28% delle organizzazioni rispondenti.

La diversity nel business

La DE&I e i valori che incorpora stanno trovando sempre più spazio nelle relazioni di business. Il 30% dichiara infatti di tenerne conto nell’instaurazione e nella scelta delle relazioni di business con clienti e fornitori e un altrettanto 27% ha dichiarato di volerne tenere conto nel prossimo futuro.

Oltre la metà (il 54%) dei rispondenti inoltre ha sottolineato di considerare rilevante la DE&I nell’erogazione, nel design e della comunicazione dei prodotti e dei servizi.

 

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