
Italia: pochi attacchi o poche segnalazioni?
Sono i dati presentati nel corso di un evento da DLA Piper. Che ci parlano di un Italia che o ha effettivamente subito poche violazioni informatiche o (scenario più probabile) non le ha segnalate tutte, come prevede il GDPR. Come ha spiegato l’Avvocato Giulio Coraggio, Partner a capo del settore Technology e della practice Privacy & Cybersecurity, infatti, «la differenza in termini di segnalazioni rispetto a Paesi come l'Olanda, la Germania e la Gran Bretagna, potrebbe indicare un approccio meno rigido alla compliance privacy da parte delle aziende italiane».
Il gap rispetto ai Paesi nordici
Sono queste 3 le nazioni che si sono distinte con il maggior numero di segnalazioni: rispettivamente 15.400, 12.600 e 10.600. Contribuendo più degli altri Stati europei al totale UE di oltre 59mila notifiche. I Paesi Bassi, in particolare, non sono solo i primi per le segnalazioni, ma dominano anche la classica del numero di notifiche ogni 100mila persone (89,8), prima di Irlanda (74,9) e Danimarca (53,3). Ma del resto non stupisce come i Paesi più grandi registrino più notifiche. Tanto che ad esempio il Liechtenstein si ferma alle 15 segnalazioni, l’Islanda alle 25 e Cipro alle 35.
Occhio al Garante della privacy
Solo con un confronto tra Paesi non possiamo infatti sapere con certezza la verità sull’Italia, né azzardare ipotesi sul livello di compliance al GDPR. È certo però che «le ispezioni del Garante della privacy diventeranno sempre più invasive – ha aggiunto Coraggio – grazie anche ai tecnici della Guardia di Finanza, in grado di verificare se il trattamento dei dati personali rispecchia quanto dichiarato nella documentazione».