Bankitalia: ok alla fusione di Banca Prealpi e Banca Atestina

Fusione-BCC-Banca-Prealpi-Banca-AtestinaUn polo aggregante nelle BCC del Veneto. È così che viene definito il progetto di fusione tra Banca Prealpi e Banca Atestina, che ha ricevuto il via libera da parte di Banca d’Italia. Le due BCC non hanno sportelli sovrapposti e non presentano contiguità territoriale, e la nuova banca aggregata conterà su 42 sportelli (31 di Prealpi e 11 di Atestina) collocati in 37 comuni, in 6 province: Treviso, Belluno, Padova, Venezia, Vicenza e Pordenone.

I “conti in tasca” alla nuova banca

Inoltre, aggregando i dati di conto economico e di stato patrimoniale delle due BCC al 31 dicembre 2014 risulterebbe una banca con le seguenti caratteristiche: total capital ratio al 17,64% e tier 1 capital ratio al 17,62% (entrambi ben superiori ai valori minimi regolamentari e anche alla media delle BCC/Cra del Veneto, rispettivamente 14,22% e 13,53%); fondi propri per circa 251 milioni di euro; cost income al 51,64% e commissioni nette che incidono per il 62,18% sulle spese del personale; rapporto tra finanziamenti lordi verso clientela e debiti verso clientela, comprensivi dei titoli di debito emessi, pari al 82,44%; circa 1,78 miliardi di euro di finanziamenti lordi a clientela, con partite deteriorate al 13,76% degli impieghi (incidenza più bassa di quella media delle BCC del Veneto a 17,60%), sofferenze lorde al 8,57%, incagli al 4,14%; buona copertura delle partite deteriorate con rettifiche di valore complessive (44,24% rispetto a 39,22% medio regionale): 57,25% quella delle sofferenze, 26,53% quella degli incagli; un’incidenza del credito all’edilizia (costruzioni + attività immobiliari) rispetto al totale dei finanziamenti erogati al 21,95% (media delle BCC del Veneto a 23,23%).

Fusione per il 2016

«Oggi per una banca risulta decisivo – ribadisce Carlo Antiga, Presidente di Banca Prealpi – dotarsi di dimensioni di impresa che consentano economie di scala, diversificazione del rischio e del reddito e basi organizzative sempre più solide. Da qui l'intensificazione del dialogo fra le due banche e la presentazione del progetto industriale di fusione in Banca d'Italia, con l'obiettivo di far decorrere gli effetti della fusione a partire dal 1° gennaio 2016».

«Si tratta di un'operazione fortemente innovativa e che farà scuola – sottolinea Fabrizio Gastaldo, Presidente di Banca Atestina – perché offre le soluzioni più opportune rispetto al delicato momento economico che sta vivendo il nostro Paese e il nostro sistema bancario. Carlo Antiga e io siamo due imprenditori e come tali abbiamo pensato ad un progetto industriale valido, solido e ricco di prospettive».  

Image courtesy of FreeDigitalPhotos.net

 

 

La Rivista

Settembre 2026

Dare credito al futuro dell'energia

Le banche e la transizione green di consumatori, imprese e produttori di energia

Tutti gli altri numeri