Furto d’identità, un italiano su quattro non lo conosce

Più di un quarto degli italiani non ha nemmeno idea di cosa si intenda per furto d’identità. E, peggio ancora, il 50% degli intervistati dallo studio Cermes e Affinion International reputa altamente improbabile che qualcuno apra una linea di debito con dati altrui. Una percezione smentita dal 3,6% del campione, a cui invece è capitato.

Più consapevolezza, invece, sulla eventualità di un uso fraudolento di carte di credito o bancomat: solo il 16% ne è inconsapevole, mentre oltre due terzi di chi è al corrente della possibilità che una carta di pagamento venga clonata non ha idea di come questo possa avvenire, il 40% punta il dito contro gli esercizi pubblici e solo il 3% indica come causa l’aver fornito i propri dati in rete.

Il furto d’identità può avvenire anche in altri modi: dall’intestazione di una sim con dati altrui, che anche se avvenuta solo nel 2% dei casi non è contemplata da metà degli italiani intervistati, all’apertura di un profilo su un social network con identità altrui, un fenomeno conosciuto dal 90% del campione, ma verificatosi solo nel 5% dei casi. Ancora, nell’1,3% dei casi il furto d’identità avviene da banche dati delle aziende.

 

 

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