Frodi: oltre 9mila in sei mesi

Sono oltre 9mila i casi di frodi creditizie accertati nei primi sei mesi del 2012. I dati emergono dall’Osservatorio di CRIF sui furti di identità e le frodi creditizie in Italia e confermano un trend già noto: con il continuare della crisi economica, il fenomeno dei furti di identità non diminuisce e, anzi, vede la crescita dell’uso illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento.

Cresce il peso delle frodi sulle linee di credito erogate
Un dato particolarmente allarmante è il rapporto tra il numero delle frodi creditizie e il numero di linee di credito erogate: + 17,9% nei primi sei mesi del 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011. Per i criminali, accedere a informazioni personali e riservate è piuttosto facile, intercettando documenti sia cartacei sia digitali, e per i frodatori c’è la quasi certezza di non andare incontro a rischi e sanzioni particolarmente severe. Da segnalare anche la difficoltà degli istituti di credito nel verificare la rispondenza dei dati forniti dal frodatore, oltre alla cronica scarsa conoscenza del problema da parte dei cittadini, che non adottano comportamenti virtuosi o sistemi di protezione per la tutela dei loro dati.

Manca la consapevolezza nel cliente
“In Italia, le frodi creditizie si confermano essere in costante ed inesorabile crescita, ma purtroppo non aumenta  parallelamente la consapevolezza di questo fenomeno criminale tra i consumatori, conferma Beatrice Rubini, Direttore Personal Solutions & Services di CRIF.  Per altro, i dati dell’Osservatorio dimostrano che sono soprattutto gli under 30 ad essere maggiormente colpiti dal furto d’identità e dalle frodi creditizie. Eppure sono proprio i giovani che, almeno teoricamente, dovrebbero avere una maggiore sensibilità verso questa tipologia di crimine, in quanto particolarmente esposti alla circolazione di propri dati personali, in particolare sul web. Al contrario, molto spesso dimostrano di non conoscere nemmeno il significato di furto d’identità, o di sottostimare la frequenza con cui si verificano queste forme di frodi. Essere consapevoli dell’esposizione dei propri dati personali sul web, ad esempio, potrebbe rappresentare il primo passo  per evitare di scoprire troppo tardi di essere vittima di furto di identità, con i relativi danni che ciò può creare alla gestione delle proprie finanze e alla possibilità di accedere al credito”.

8 frodi su 10 colpiscono i prestiti finalizzati
I prestiti finalizzati restano al centro dell’attenzione dei frodatori, con una incidenza dell’82,4% sul totale, mentre diminuiscono del 35% rispetto al 2011 i casi registrati sulle carte di credito a saldo. Crescono del 45,4% le frodi di importo inferiore ai 1.500 euro: questi finanziamenti, erogati di frequente presso un esercizio commerciale, hanno tempi di erogazione più rapidi e controlli meno sofisticati sull’identità del richiedente credito. Nel 70% dei casi la frode è stata realizzata fornendo una carta di identità totalmente falsa, che non presentava una numerazione congruente al Comune di emissione, nel 5% dei casi invece il truffatore ha utilizzato un documento apparentemente valido nella numerazione. In tutti gli altri casi il documento era smarrito, rubato, oppure clonato: riportava quindi gli stessi dati del documento originale della vittima.

Tempi di detection lunghi
I tempi di scoperta della frode si confermano piuttosto lunghi: la metà delle frodi, infatti, viene intercettata dopo oltre un anno dall’evento, mentre le frodi creditizie scoperte dopo più di 5 anni sono cresciute del 44% rispetto al recente passato. E’ un aspetto molto delicato, perché all’allungarsi dei tempi di scoperta aumentano le difficoltà della vittima nel ripristinare la propria posizione creditizia e diventa più complesso individuare l’autore del crimine. Aumentano anche le frodi scoperte dopo più di un mese ma entro i 6 mesi dall’erogazione (+27%): spesso la frode viene scoperta dai consumatori a fronte delle prime azioni di sollecito o di recupero dei crediti seguenti ai primi mancati pagamenti del finanziamento erogato.

I social network? Una miniera di dati

“La sofisticazione con cui vengono attuate le frodi creditizie tramite furto d’identità è sempre maggiore, illustra Maria Luisa Cardini, Senior Business Consultant di CRIF, e i dati che emergono dall’Osservatorio CRIF purtroppo confermano un trend in costante crescita. Del resto è facile per  i frodatori reperire informazioni personali altrui, specie online, anche grazie ai siti di social network, che da questo punto di vista sono delle vere e proprie miniere di dati personali, spesso forniti dagli utenti stessi con scarsa attenzione alle possibili conseguenze. Con questi dati, poi, la tecnica più utilizzata dai frodatori consiste nel produrre documenti falsi e tentare la frode soprattutto su prestiti finalizzati di piccolo importo, spesso erogati direttamente presso i punti vendita e, quindi, soggetti a controlli meno approfonditi rispetto ai finanziamenti erogati presso gli sportelli degli Istituti di credito”.  


 

 

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