Frodi creditizie: 26mila nel corso del 2013

Non si arresta il boom delle frodi creditizie: nel 2013 in Italia ne sono state oltre 26mila, con una crescita dell’8,3% rispetto all’anno precedente. Il dato, diffuso da CRIF, conferma il trend di crescita, soprattutto alla luce del rapporto, ancora da quantificare, tra casi intercettati e totale degli eventi fraudolenti: e ormai è enormemente superiore al migliaio di rapine perpetrate contro le banche sempre nel 2013.

Cresce l’incidenza delle frodi sul totale dei prestiti

Il fenomeno del furto dell’identità e dell’uso illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene, la frode creditizia appunto, pesa soprattutto sul credito al consumo. In un quadro di generale calo del credito, particolarmente intenso per i finanziamenti all’acquisto di beni di consumo, l’incidenza delle frodi sul totale dei prestiti è addirittura cresciuta.

Vittime di frode creditizia: crescono donne e over 50

L’Osservatorio CRIF sui furti di identità e le frodi creditizie traccia anche il profilo delle vittime. 6 su 10 sono uomini: ma la quota delle donne è in crescita dell’8,2% su base annua. I più colpiti restano gli under 30, con il 26,1% del totale, ma anche qui il fenomeno è particolarmente in crescita in un’altra fascia, quella tra i 51 e i 60 anni (+9,2%) seguita dagli over 60 (+6%)

Accedere ai dati è troppo facile

«Nell’analizzare questo fenomeno, che non sembra conoscere crisi, è necessario rimarcare l’estrema facilità con la quale i criminali riescono ad accedere a informazioni personali e riservate altrui, attraverso documenti cartacei o in formato digitale ma anche grazie all’enorme diffusione di dati e profili scaricabili dai social network - spiega Beatrice Rubini, Direttore della linea MisterCredit di CRIF. In effetti, è più semplice di quanto si possa pensare carpire le informazioni necessarie per ricostruire il codice fiscale e i dati anagrafici di una persona ignara dei rischi. Con questi dati, poi, la tecnica utilizzata dai frodatori è quella di produrre documenti falsi o contraffatti, i quali vengono utilizzati per la richiesta di finanziamenti o per altre operazioni truffaldine».

I criminali riescono ad accedere con estrema facilità a informazioni personali e riservate altrui, attraverso documenti cartacei o in formato digitale ma anche grazie all’enorme diffusione di dati e profili scaricabili dai social network

8 frodi creditizie su 10 nei prestiti finalizzati

L’81,2% delle frodi riguarda prestiti finalizzati, sfruttando la rapidità delle procedure presso i punti vendita, attenti a rispondere al cliente e meno a prevenire frodi. Ancora una volta, però, la crescita maggiore riguarda un fenomeno emergente, quello delle frodi sulle carte a saldo: riguardano ancora solo l’1,6% del totale, ma sono cresciute del 64,4% in un anno. In drastico calo le frodi su mutuo (-87,5% anno su anno) e sui leasing (-32,6%).

Cambiali ed assegni fraudolenti per milioni di euro

Si conferma poi la “moda” delle cambiali e degli assegni emessi a nome di altre persone: è il caso, ad esempio, dell’utilizzo di carnet di assegni rubati o smarriti ed emessi falsificando la firma del titolare, ma anche l’apertura di un conto corrente a nome della vittima per poi emettere assegni a suo nome. Quando l’assegno non incassato viene protestato, le conseguenze si riversano sulla vittima: nel 2013 i titoli di credito protestati con firme falsificate a seguito di furto di identità sono stati 4.590, con un importo medio di circa 4.400 euro. L’importo totale di assegni e cambiali protestate emessi con falsificazione della firma e furto di identità nel 2013 ha superato i 20 milioni di euro.

Quasi la metà delle frodi sotto i 1.500 euro

Guardando all’importo, gli small ticket continuano a riguardare il 41,9% delle frodi, che non supera i 1.500 euro: sono d’altronde proprio questi prestiti ad avere i tempi di erogazione più rapidi e i controlli meno sofisticati, presso i punti vendita. Il 26% delle frodi, però, riguarda importi superiori ai 10mila euro, con trend in aumento anche per la fascia al di sopra dei 20mila euro.

Il 26% delle frodi riguarda importi superiori ai 10mila euro

La frode va scoperta subito

Il 52,5% delle frodi viene scoperto entro 12 mesi, ma il 16% richiede 4 anni o anche di più per essere individuato. Si può addirittura parlare di una polarizzazione: se la frode non è rilevata nei primi mesi, ad esempio nel caso dei primi solleciti di pagamento inviati al consumatore frodato, rischia di restare nascosta molto a lungo, rendendo molto complicata l’opera di ricostruzione a posteriori del caso e il ripristino della reputazione creditizia della vittima. Oltre che individuare l’autore del crimine.

Se la frode non è rilevata nei primi mesi rischia di restare nascosta molto a lungo

Crescono le frodi creditizie nei piccoli centri

Le regioni più colpite sono Campania (16,3%), Sicilia (14%) e Lombardia (11,3%), seguite da Lazio, Puglia e Piemonte: sono le stesse regioni ai vertici nelle rilevazioni degli scorsi anni. L’unica regioni in cui il fenomeno frodi creditizie fa rilevare una diminuzione dei casi è la Valle d’Aosta. Guardando a livello provinciale, il 10,8% delle frodi italiane si concentra in provincia di Napoli, seguita da Roma (7,3%), Palermo (4,5%) e Milano (4,1%). I trend di crescita sono comunque maggiori nelle città minori e in provincia, forse a causa di un minore livello di consapevolezza dei consumatori e di controlli meno sofisticati da parte di istituti di credito ed esercenti.

 

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