UniCredit avvia il collocamento di un nuovo certificato tematico open end a gestione attiva che utilizza Bitcoin ed Ethereum.
Il prodotto è dedicato esclusivamente alla clientela professionale di UniCredit in Italia e in Germania con un investimento minimo pari a 100mila euro.
Diversificazione e strategia
Il certificato mira a fornire una diversificazione efficiente rispetto alle asset class tradizionali attraverso una strategia non direzionale, in grado di offrire bassa volatilità e di sfruttare le dislocazioni del mercato.
Lo strumento si basa su modelli sistematici elaborati da Banor Labs, il laboratorio tecnologico di Banor dedicato all’ideazione e allo sviluppo di strategie d’investimento quantitative su asset digitali e alla progettazione di infrastrutture basate su blockchain.
Finestra di collocamento
Il certificato è in collocamento dal 15/05/2026 al 15/06/2026, successivamente porà essere acquistato sul mercato secondario.
«Le soluzioni onemarkets rispondono in modo puntuale alle esigenze di tutta la nostra clientela, dagli investitori retail a quelli più professionali – ha dichiarato Chicco di Stasi, Head of Group Investment Product Solutions e Head of Equity & Credit Sales and Trading di UniCredit. Per coloro che hanno una maggiore esperienza finanziaria e capacità di investimento, progettiamo strumenti che forniscono l’accesso ad asset class non tradizionali attraverso soluzioni strutturate e coerenti con i loro obiettivi di investimento».
«Siamo orgogliosi di collaborare con UniCredit a un’iniziativa che contribuisce ad ampliare l’offerta di soluzioni di investimento focalizzate sui digital asset – ha commentato Alvise Saccomani, Managing Director di Banor Labs. La scelta di UniCredit di avvalersi della nostra tecnologia proprietaria conferma la capacità di Banor di innovare e di promuovere progetti pionieristici nel settore degli investimenti finanziari. Attraverso Banor Labs, sviluppiamo e consolidiamo il nostro know-how nell’ambito dei digital asset e delle strategie sistematiche e AI-driven».
«Fino a oggi, l’esposizione agli asset digitali avveniva principalmente attraverso due modalità – ha aggiunto Saccomani. Da un lato, gli ETP e gli ETF regolamentati, emessi da grandi istituzioni finanziarie e distribuibili sui canali tradizionali, che offrono un’esposizione direzionale al mercato degli asset digitali e risultano quindi fortemente correlati alla loro volatilità. Dall’altro, i fondi hedge con approccio market neutral, focalizzati su multi-strategie decorrelate dall’andamento del mercato, ma generalmente caratterizzati da maggiore complessità operativa e da un profilo di rischio operativo più elevato. Con questo certificato abbiamo cercato di unire i punti di forza di entrambi gli approcci: una struttura regolamentata e un’infrastruttura di custodia istituzionale, combinate con una strategia market neutral basata su strumenti nativi del mercato degli asset digitali. L’obiettivo è generare rendimenti maggiormente decorrelati dalla performance dell'asset class crypto, preservando al contempo un quadro normativo idoneo alla distribuzione istituzionale. In questo modo, rendiamo accessibili ai canali della finanza tradizionale - in forma regolamentata e standardizzata - le dislocazioni e le opportunità tipiche del mercato degli asset digitali attraverso uno strumento innovativo».