Intacture, il data center ipogeo realizzato nel cuore della Val di Non, sviluppato Trentino DataMine, il partenariato pubblico-privato che riunisce Università di Trento, Covi Costruzioni, Dedagroup, GPI e ISA - Istituto Atesino di Sviluppo, si è aggiudicato il Digital Innovation Award 2026 al Digital Innovation Forum 2026.
Il riconoscimento premia l'innovativa infrastruttura realizzata a circa 100 metri di profondità, capace di coniugare sicurezza fisica, sostenibilità ambientale ed efficienza energetica grazie alla protezione naturale della roccia, a un sistema di raffreddamento a circuito chiuso senza consumo idrico per le sale IT e all'utilizzo di energia rinnovabile.
A distinguere il progetto anche il modello di collaborazione pubblico-privato, che favorisce il trasferimento tecnologico e lo sviluppo di competenze sul territorio.
Le potenzialità del data center
Intacture mette a disposizione capacità di supercalcolo per sviluppare e utilizzare applicazioni di intelligenza artificiale in un ambiente sotto giurisdizione italiana ed europea.
Per Dedagroup e GPI, Intacture si inserisce nelle rispettive strategie di sviluppo dell’intelligenza artificiale: per Deda mette a disposizione la capacità computazionale a supporto dei modelli verticali e di precisione del framework ESS-AI (European Secure&Sovereign AI) capace di gestire l’intera filiera end-to-end del dato nei mercati PA, Finance e Industrial in cui il Gruppo opera.
Per GPI, l'infrastruttura diventa l'ambiente abilitante per portare la potenza dell'AI direttamente nei software sanitari.
«Negli ultimi anni molte organizzazioni hanno sperimentato l'intelligenza artificiale; la sfida ora è portarla stabilmente nei processi, con risultati misurabili e costi sostenibili – dichiara Roberto Loro, Chief Technology Officer di Dedagroup. Per riuscirci servono modelli specializzati, dati di qualità e capacità di calcolo dedicata, ma anche una governance chiara dell’intera filiera: sapere dove risiedono i dati, come vengono utilizzati e chi ne mantiene il controllo. Con Intacture questa catena trova in Italia una base fisica sicura e sovrana. Possiamo così sviluppare modelli di precisione e farli operare su scala industriale con l'affidabilità richiesta a un'infrastruttura critica e un maggior controllo dei costi. È così che l'intelligenza artificiale passa dalla sperimentazione alla produzione».
«La responsabilità verso i cittadini deve coprire l'intera filiera, dal software all'infrastruttura fisica – commenta Oscar Fruet, Deputy Managing Director Country Italia di GPI. Nel momento in cui l'Intelligenza Artificiale entra nelle strutture sanitarie, i modelli clinici governati da Gpi esigono non solo potenza computazionale, ma un presidio ferreo sui dati. Intacture ci fornisce questa base sicura, sovrana e sostenibile nel tempo. Solo così possiamo calare l'AI su scala industriale nei software già usati sul territorio, traducendo l'innovazione nella priorità numero uno dei sistemi sanitari: ridurre i tempi di attesa e liberare spazio per la cura».