Con il nuovo pacchetto europeo antiriciclaggio, banche e intermediari sono chiamati a rafforzare i presidi di compliance, con un aumento di attività operative e costi.
La normativa, come approfondito in un recente articolo di AziendaBanca sull'AMLA, rende l’adeguata verifica un processo continuo lungo tutto il ciclo di vita del cliente e introduce obblighi più stringenti, come l’aggiornamento dei dati almeno annuale per i clienti ad alto rischio e almeno ogni cinque anni per gli altri.
La ricerca
Ad analizzare l’impatto operativo e sui costi per le banche è il paper “AML Package, costi e tecnologia – Il nuovo equilibrio tra rigore normativo e sostenibilità della compliance”, realizzato da Aptus.AI con il contributo di KPMG Advisory e Refink powered by Consilia.
Impatti operativi e costi
Il rafforzamento dei presidi AML comporta un aumento strutturale delle attività lungo tutto il ciclo di vita del cliente, dall’onboarding al monitoraggio continuo.
Secondo benchmark di settore citati nello studio, le funzioni antiriciclaggio incidono già fino al 5% dei costi complessivi di una banca.
Il peso delle attività operative
L’analisi evidenzia poi che nei processi di KYC ben il 75%-80% del tempo è assorbito da attività operative a basso valore aggiunto (raccolta dati, richieste documentali, reportistica), mentre solo il 20-25% è dedicato all’analisi del rischio.
Il ruolo della tecnologia
In questo contesto, la tecnologia diventa una leva chiave per contenere costi e complessità.
Automazione, integrazione dei dati e intelligenza artificiale possono ridurre il peso delle attività operative e migliorare l’efficacia delle analisi, secondo il Paper, contribuendo a rendere sostenibili i processi di compliance senza un aumento proporzionale degli organici.