Special Finance. Ecco dove vanno le FinTech

Capgemini Fintech

È l’anno della verità. Così Deloitte ha definito il 2019: perché è quest’anno che avverrà una selezione tra le FinTech che operano nel mercato, per lasciare solo i vincitori. In grado di competere su temi come la UX e con la capacità di presidiare nicchie di mercato.

Il P2P lending

Per le FinTech inizia la vera missione: sviluppare casi di special finance e occupare quello spazio di domanda esistente ma non considerato dalle banche. Un esempio classico è proprio quello dei piccoli prestiti alle PMI: secondo KPMG, c’è una domanda inevasa di almeno 50 miliardi di euro, in prestiti sotto i 100mila euro, vitali per le microimprese ma che per le banche tradizionali sono solo un costo, non garantendo alcun margine. Differente, quindi, il ruolo delle nuove piattaforme di peer-to-peer lending, come Borsadelcredito.it ad esempio (ma anche altre, vedi October), che puntano a erogare queste piccole somme grazie all’abbattimento dei costi concesso dall’uso della tecnologia.

La nicchia in Italia...

Proprio Borsadelcredito.it ha recentemente creato una linea di credito dedicata ai seller italiani che operano da almeno 3 mesi su Amazon. In questo modo, i venditori possono aumentare le scorte di magazzino e pagare i fornitori al giorno zero, ottenendo condizioni di acquisto migliori e aumentando i propri margini. Per valutare il merito dei venditori, i dati del richiedente sono raccolti tramite API grazie a una app sviluppata inhouse che si collega al profilo Amazon e li combina con i tradizionali parametri usati per l’emissione del giudizio di solvibilità. Lo scorso anno invece la FinTech ha stretto un accordo con Italmondo, azienda di logistica in Italia, con l’obiettivo di finanziarie i piccoli trasportatori che si occupano delle consegne nell’ultimo miglio per conto del vettore milanese.

... nel mondo del credito

Ma ci sono altri esempi: illimity, la banca di Corrado Passera nata dalla fusione tra Spaxs e Banca Interprovinciale, si focalizza sulla nicchia del credito alle medie e piccole imprese ad alto potenziale ma con rating basso o senza rating, quella della gestione dei Corporate NPL e quella dei servizi di direct/mobile banking per imprese e famiglie. O, ancora, Satispay, l’app per i pagamenti via cellulare, punta a soddisfare la domanda dei Millennials che sempre più intendono pagare anche il caffè senza contanti.

L’esempio Oltreoceano

Guardiamo anche all’estero: negli USA c’è Kabbage, che eroga credito alle PMI e che di recente ha sviluppato un prodotto che finanzia chi fa acquisti sul portale Alibaba. Il servizio, che si chiama Pay Later Program, è dedicato alle imprese americane che comprano all’ingrosso presso l’e-commerce cinese: i prestiti sono fino a 150mila euro, a un tasso dell’1,25% al mese (competitivo rispetto ai prodotti di credito tradizionali). E a valutare l’affidabilità creditizia del richiedente è un algoritmo di machine learning che consente di approvare una richiesta in 10 minuti.

 

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