Private equity e Venture Capital in Italia: le grandi operazioni portano a numeri da record

Venture Capital in Italia
Francesco Giordano, Private Equity Leader di PwC Italia

In Italia venture capital e private equity non hanno mai investito così tanto: 23,659 miliardi di euro nel 2022, secondo l’analisi condotta da AIFI, in collaborazione con PwC Italia – Deals, sul mercato italiano del capitale di rischio.

Raccolta e numero di operatori stabili

A livello di raccolta il mercato si è stabilizzato. La crescita anno su anno è del 3% (da 5 miliardi circa a 5,7 miliardi di euro), gli operatori che nel 2022 hanno fatto fundraising sono stati 49, cinque in più rispetto al 2021.

La maggior parte dei fondi arriva dall’Italia (55%), mentre gli investitori esteri si fermano al 45%.

Un quinto della raccolta deriva da fondi pensione e casse di previdenza (890 milioni di euro), seguiti dalle assicurazioni (13%, 678 milioni) e dalle banche (9%, 448 milioni).

Gli investimenti

La vera crescita nel venture capital e del private equity è dettata dagli importi investiti dagli operatori: in Italia l’ammontare investito è di 23,659 miliardi di euro. Già lo scorso anno si erano registrati valori record (ed erano meno di 15 miliardi) ma lo stacco è del 61%.

A trainare la percentuale sono alcune operazioni di dimensioni significative realizzate sia nel buy out sia nel segmento delle infrastrutture.

Le grandi operazioni trainano il mercato

Complessivamente nel corso dell’anno sono state realizzate 7 operazioni, con equity versato compreso tra 150 e 300 milioni di euro (large deal), e 17 operazioni di ammontare superiore ai 300 milioni (mega deal), che insieme hanno rappresentato il 76% dell’ammontare complessivo investito nell’anno (17,889 miliardi).

Nel 2021 erano stati realizzati 8 large deal e 8 mega deal, per un ammontare pari a 9,8 miliardi di euro (67% del totale).

Cresce il numero di operazioni

Il numero di operazioni è cresciuto del 30% attestandosi a 848, rispetto alle 654 dell’anno precedente, trainato dall’attività di venture capital, che dal 2020 sta crescendo in modo significativo, grazie all’avvio dell’operatività di un soggetto di matrice istituzionale, focalizzato sugli investimenti in imprese nelle prime fasi di vita.

Buy out e infrastrutture in testa per investimenti

Come detto, i buy out si classificano al primo posto per termini di ammontare investito: 46% del totale, seguiti a breve distanza dalle operazioni in infrastrutture (+39% rispetto al 2021).

Il segmento early stage (seed, startup e later stage) cresce per numero di investimenti (+47%) e raddoppia l’ammontare, superando il miliardo di euro.

Le operazioni di expansion, invece, sono diminuite sia in termini di ammontare, sia in termini di numero e il segmento del turnaround, dedicato alle imprese in difficoltà, ha mantenuto un ruolo di nicchia, con solamente 9 operazioni e 249 milioni di euro investiti.

Comparto ICT, servizi industriali e medicale nella top 3

A livello settoriale, il 2022 ha visto al primo posto per numero di investimenti il comparto ICT, con il 27% delle operazioni totali, seguito dai beni e servizi industriali, 11%, e dal medicale, 10%.

La Lombardia attira più investimenti

A livello geografico la regione che ha totalizzato la gran parte delle operazioni è la Lombardia con il 44% del numero degli investimenti in Italia, seguita da Lazio (10%) ed Emilia-Romagna (9%).

Le new entry del mercato

Si sottolinea che il 53% del numero di investimenti ha riguardato imprese che non avevano mai ricevuto capitali dal private equity, per un ammontare pari al 63% del totale.

Tanti disinvestimenti

Nel 2022 l’ammontare disinvestito al costo di acquisto delle partecipazioni è stato pari a 4,398 miliardi di euro, in crescita del 63% rispetto all’anno precedente. Il numero di exit è stato pari a 117, +13% rispetto alle 104 del 2021.

Il canale maggiormente utilizzato per i disinvestimenti è stato la vendita ad altri operatori di private equity, con un peso del 60% in termini di ammontare (2,651 miliardi di euro) e del 40% in termini di numero (47).

«Nel 2022 sono stati investiti 23,7 miliardi di euro; la crescita è stata del 61% rispetto ai 15 miliardi dell’anno precedente ed è stata possibile grazie all’attività dei fondi paneuropei che hanno chiuso grandi deal – dichiara Innocenzo Cipolletta, Presidente AIFI. In Italia ancora non sono presenti fondi che possano misurarsi con i grandi player globali, è per questo che serve un’azione di sistema, da un lato per permettere ai nostri operatori di diventare competitivi a livello internazionale, dall’altra per ripopolare il segmento del mid market di soggetti dedicati, che non possono che essere domestici».

«Continua la crescita del mercato italiano del Private Equity che fa registrare nel 2022 un nuovo record per investimenti totali – ha sottolineato Francesco Giordano, Private Equity Leader di PwC Italia. Dopo un primo semestre nel segno di grandi investimenti nelle settore infrastrutturale, il secondo semestre 2022 è stato caratterizzato da un notevole incremento dei buy out, che raddoppiano rispetto al 2021, grazie al contributo dei player internazionali che continuano a manifestare un significativo interesse verso le eccellenze del nostro paese».

 

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