Bitcoin, +66% da inizio anno. La chiarezza regolamentare aiuta la crescita

Bitcoin report CheckSig
Ferdinando Ametrano, Direttore scientifico di DGI e Amministratore Delegato di CheckSig

Continua il trend positivo del bitcoin, una crescita aiutata dalla maggiore trasparenza e chiarezza regolamentare nel mercato degli asset digitali.

Questa la cornice delineata dall’ultimo report trimestrale di settore redatto da Digital Gold Institute (DGI), ufficio studi di CheckSig specializzato in Bitcoin, crypto-asset e blockchain.

I dati

Secondo lo studio, il bitcoin ha beneficiato di un aumento del prezzo di mercato del +66% da inizio anno. CheckSig chiarisce che questo risultato non si esprime solo in una performance di rendimento che supera di gran lunga tutte le altre asset class.

Infatti, come rimarca Ferdinando Ametrano, Direttore scientifico di DGI e Amministratore Delegato di CheckSig, «la volatilità di Bitcoin conferma il trend decrescente degli ultimi 12 mesi, scendendo da oltre il 70% a meno del 50%, un livello comparabile con Tesla, Netflix, Apple e Amazon, gli altri campioni di rendimento dell’ultimo decennio. Le correlazioni con le altre asset class sono tornate tutte ampiamente sotto il 50% confermando il potenziale di diversificazione associato all’inserimento di Bitcoin in un portafoglio di investimento. Infine, escludendo gli stable-coins che non hanno funzione di investimento, Bitcoin rappresenta il 64% dei volumi scambiati negli ultimi 12 mesi in ambito cripto».

Il Bitcoin presenta quindi una certa resilienza. «Ether, la seconda cripto-attività per volumi scambiati (25%), ha sottoperformato Bitcoin negli ultimi 12 mesi, senza riuscire ad esprimere in pieno le aspettative suscitate dal passaggio a proof-of-stake della piattaforma Ethereum. Ether resta comunque l’unico protagonista alternativo o complementare a Bitcoin, mentre il resto rimane poco significativo», conclude Ametrano.

Crescente chiarezza regolamentare

L'approvazione della regolamentazione MiCA (Markets in Crypto Assets), che diventerà efficace in tutti i paesi dell’Unione Europea nel 2024, delinea un quadro normativo più chiaro, aumentando la fiducia degli investitori. La trasparenza delle regole è, infatti, un elemento chiave per il settore e incoraggia maggiore partecipazione e investimenti rilevanti.

Aggiunge Ferdinando Ametrano, «MiCA e l’inquadramento fiscale dell’ultima finanziaria hanno spazzato via la percezione che l’investimento cripto possa essere in qualche modo illegittimo. Gli ultimi dati dell’OAM certificano che oltre 900.000 italiani detengono presso gli intermediari autorizzati 1,2 miliardi in cripto-attività e circa 0,6 miliardi in valute tradizionali destinate al trading su quella asset class». Se aggiungiamo che negli Stati Uniti cresce la pressione, anche politica, affinché la SEC approvi l’ETF Bitcoin, «è evidente che ingenti capitali premono per trovare modalità affidabili per l’investimento in Bitcoin».

 

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