Qonto aggrega i dati dei clienti e crea gli Insights: quattro indici per capire come stanno le PMI europee

Qonto aggrega i dati dei clienti e crea gli Insights

Utilizzare i dati aggregati relativi ai clienti impresa per tastare il polso dell’economia europea, quasi in tempo reale. Qonto lancia ufficialmente Qonto Insights, dopo una anticipazione non ufficiale durante l’inaugurazione della sede parigina di Bonne Nouvelle.

Si tratta di un uso interessante dei dati interni. Le transazioni dei clienti business in Francia, Germania, Italia e Spagna vengono infatti aggregate e utilizzate come strumento di comunicazione verso l’esterno. Qonto a così leva sui dati dei 750mila clienti (il dato si riferisce però agli 8 paesi in cui è attiva, mentre gli Insight sono relativi solo ai 4 maggiori) per andare a rivolgersi direttamente non solo ai media, ma anche a decisori, analisti e responsabili politici.

Fornendo loro un dato, non una opinione. Si parte con quattro indici, ad aggiornamento mensile, che analizzano alcuni aspetti chiave per lo sviluppo delle imprese.

L’indice di adozione dell’IA è il più legato all’attualità: mostra quante PMI europee investono nell'intelligenza artificiale, quanto spendono per gli strumenti di IA e a quanti strumenti di IA si abbona un'impresa tipo. 

C’è poi un classicone, almeno per il mercato italiano, cioè l’indice dei ritardi di pagamento: analizza quante fatture vengono pagate in ritardo, quanto tempo le imprese attendono per ricevere i pagamenti e il valore medio delle fatture insolute (Qonto offre infatti anche un servizio di fatturazione elettronica integrato).

Interessantissimo l’indice della riserva di liquidità: grazie anche ai dati storici delle transazioni, valuta per quanti giorni un'impresa tipo dispone di una riserva di liquidità, la quota di PMI con riserve di cassa sufficienti per almeno un mese e quante registrano un saldo negativo in un determinato momento del mese. 

Infine, l’indice delle transazioni internazionali: mappa quante PMI europee operano oltre confine, in quali mercati svolgono la propria attività e l'importo medio dei flussi di denaro transfrontalieri. 

Come stanno le imprese italiane?

Ecco alcuni dati relativi alle PMI italiane nel mese di settembre. La durata mediana della liquidità è scesa a 9,5 giorni (all’anteprima per la stampa erano stati forniti alcuni dati paneuropei, relativi al mese di agosto), mentre i tempi medi di pagamento delle fatture ammontano a 51,2 giorni.

A livello europeo, ad agosto 2026, il 41% delle aziende aveva cash per un mese, mentre la media era di 18 giorni.

Un confronto europeo

I clienti che saldano in ritardo le fatture non sono un problema solo italiano, anzi. Il nostro paese, almeno per quanto riguarda le PMI di Qonto, con il 28,1% di pagamenti in ritardo fa peggio solo della Germania, mentre in Francia siamo al 32,4% e in Spagna al 38,9%.

Appena il 27,8% delle imprese italiane ha liquidità sufficiente per almeno un mese, poco al di sotto della Spagna (29,6%) ma molto peggio delle aziende tedesche (41,1%) e francesi (42,4%).

Per quanto riguarda l’AI adoption index, ad agosto l’adozione era arrivata al 21% in Germania e Spagna, mentre la media europea era del 16%, in rapidissima crescita, con l’Italia che insegue al 13%.

 

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