Il mercato italiano del fintech raggiunge il valore di 882 milioni di euro nel 2022 dove a fare la differenza sono stati i mega-round di oltre 50 milioni. Milano si conferma invece capitale del fintech italiano.
Questi alcuni dei dati emersi dal nuovo rapporto dell’Osservatorio FinTech redatto da PwC.
Gli investimenti crescono del 240%
Secondo lo studio, gli investimenti nel comparto fintech condotti dai fondi di venture capital sono cresciuti del 240% rispetto all’intero volume di finanziamenti distribuito nel 2021. PwC segnala anche come tra il 2020 e il 2022 si sono verificati alcuni mega-round (raccolta di fondi superiori ai 50 milioni di euro).
Tuttavia l’ecosistema italiano, al netto di queste grandi operazioni, avrebbe tutt’altra connotazione, con una raccolta di finanziamenti che nel 2022 ammonterebbe a soli 76,2 milioni di euro, cifra inferiore del 11% rispetto a quanto investito dagli operatori nel 2021 e che limiterebbe al 16,9% l’incremento del CAGR a partire dal 2017. La crescente enfasi sui mega-deal riflette invece la consuetudine dei venture capital stranieri a selezionare startup che scalano più rapidamente e che adottano modelli di business distintivi e meno esposti alla competizione.
Pagamenti digitali, prestiti e insurtech si confermano i segmenti più maturi
Secondo PwC, nei pagamenti digitali è in corso una trasformazione che porta i tradizionali strumenti/servizi a convergere verso un’offerta completamente rinnovata in termini di modelli di business. Il settore ha registrato la chiusura di diversi round da parte delle fintech e il suo dinamismo è confermato anche dal costante aumento del numero dei nuovi entranti: nel solo biennio 2021- 2022, in Italia risultano autorizzati 59 operatori, di cui 30 di derivazione non bancaria.
Sul fronte dei prestiti, PwC sottolinea uno sviluppo importante dei finanziamenti erogati alle imprese, specialmente quelle di piccole e medie dimensioni. Questi, nel primo semestre 2022, hanno superato i 2 miliardi di euro (+49%).
Analizzando i dati insurtech invece, lo studio riporta come dopo la crescita accelerata degli scorsi anni per numero di startup attive, la curva di sviluppo del comparto Insurtech ha iniziato a flettere nel corso del 2022 principalmente per due motivi: la diminuzione di investimenti finanziari in soluzioni Insurtech da parte delle compagnie assicurative tradizionali e il rafforzamento dei player già attivi sul mercato. Tuttavia, nonostante la flessione, migliorano e si specializzano i servizi erogati ai clienti.
Milano conferma il suo ruolo guida
Lo studio inoltre certifica che il 79% delle startup fintech italiane ha sede nel nord Italia. A tale proposito Milano si conferma la capitale italiana del fintech. Il capoluogo lombardo ospita il 54% delle imprese del settore a livello nazionale e concentra il 70% degli investimenti e conferma la sua vocazione di piazza finanziaria di riferimento per il mercato.
Crescono i modelli collaborativi tra fintech e finanza tradizionale
In Italia la collaborazione tra finanza tradizionale e fintech è oggi un fenomeno di grande rilievo. Come spiega Marco Folcia, Partner Transformation FS PwC Italia questo dato è stato certificato «dalle analisi che confermano come i modelli collaborativi abbiano maggiori possibilità di generare valore e sinergie rispetto ai modelli alternativi. Lo scenario Fintech italiano nel 2022 evidenzia quindi una stabilità rispetto ai valori dell’anno precedente. Attraverso l’Osservatorio Fintech 2023 di PwC Italia - prosegue Folcia - oltre a settori già maturi, abbiamo rilevato la crescita di nuovi segmenti di mercato come quello delle Fintech in ambito ESG o quello delle piattaforme/soluzioni di Intelligenza Artificiale per l’automazione dei processi di customer care, KYC, credit scoring».