Gellify: il real estate e il lending nel Metaverso

metaverso real estate
Mario Karaboja, Client Engagement Manager di Gellify

In questo episodio del nostro podcast parliamo di uno dei temi sicuramente più forti degli ultimi mesi: il Metaverso. E, nello specifico di real estate nel Metaverso.

Intervistiamo Mario Karaboja, Client Engagement Manager di Gellify

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AG. Puoi presentarci Gellify in 60 secondi?

MK. Gellify è la “purple innovation factory” che abilita le organizzazioni ad avere successo come moderni business digitali, attraverso un mix unico di tecnologia, ingegno umano e capacità di interpretare il futuro. 

Nello specifico, significa che aiutiamo le organizzazioni a implementare nuovi modelli di business, roadmap tecnologiche, strategie digitali e prodotti anche grazie al nostro portafoglio di asset software.

AG. Allora, oggi parliamo di Metaverso, un tema su cui c'è un sacco di hype e di scetticismo. Come definite che cos'è il Metaverso? E ritenete avrà successo?

MK. Purtroppo non c’è una definizione comune del Metaverso. Però sicuramente quello che possiamo dire è che la nostra visione è il Metaverso è necessariamente l'evoluzione di quello che siamo abituati a vedere. 

Il Metaverso è quindi semplicemente, per come la vediamo noi, un nuovo modo di interagire con le tecnologie emergenti. Non è una nuova tecnologia, ma è la combinazione tante tecnologie che già esistono, come la realtà aumentata. È una serie di cose, con la declinazione che può essere un metaverso aperto e chiuso in base al fatto che ci possa essere o meno la blockchain, perché lì si apre effettivamente un vaso di Pandora.

AG. Passiamo al rapporto tra finanza decentralizzata e Metaverso, che potrebbe in realtà declinarsi in moltissimi modi, e ne parleremo anche in altri episodi. Oggi ci soffermiamo sul real estate e sul lending. Nel mondo fisico siamo abituati a parlare, ad esempio, di contratti di affitto e di mutuo. Come si declinano questi concetti nel Metaverso e che cosa potrebbero rappresentare per gli utenti, per le aziende e soprattutto per le banche?

MK. C'è una similitudine molto forte tra realtà e quello che sta succedendo nel Metaverso. Ovvero: già oggi ci sono effettivamente dei contratti di lending anche nel Metaverso. 

Il primo caso è avvenuto quest'anno: il 29 gennaio 2022 è stato effettivamente erogato il primo prestito all'interno del Metaverso per l'affitto di una Land. Il metaverso, non essendo molto regolamentato, riesce a dare spazio effettivamente ad aziende tecnologiche che possono effettivamente erogare credito, perché tanto è un mondo non regolamentato, non ha quei freni che di cui dispongono le banche. 

Nel mondo reale ci sono delle società che hanno un business plan, quindi hanno bisogno magari di un building perché vogliono farci qualcosa all'interno, vogliono farci un ristorante, vogliono farci qualsiasi genere di cose, un ufficio e quant'altro. 

La stessa cosa avviene nel Metaverso, cioè c'è un'azienda che vuole costruire un mondo virtuale all'interno di una land di un metaverso specifico. È il caso di Decentraland, che aveva l'ambizione di costruire qualcosa di esperienziale per i propri utenti che sarebbero finiti in quella Land. Non avevano i soldi per potersi comprare quella Land e quindi costruirci sopra. 

TerraZero Technologies, che è una startup canadese di Vancouver, non è una banca, ha dato un prestito a un’azienda che ha presentato un business plan nel Metaverso, dettagliando che cosa intendevano costruire e come potevano guadagnare. Ed effettivamente Terra Zero ha fatto un check simile a quello che la banca fa nel mondo fisico, controllando quindi il business plan e cercando di capire se c’era mercato per quel determinato progetto e così via, prima di erogare il prestito. 

Queste sono veramente tante similitudini rispetto a quello che succede nella realtà. La grande differenza che c'è, però, è che il credito nel Metaverso oggi non viene erogato da una banca, ma da un'azienda tecnologica. Questo perché effettivamente le banche tradizionali oggi hanno problemi a erogare in criptovalute e c’è un tema importante di scarsa regolamentazione nel Metaverso.

AG. Questo esempio ci fa capire che Metaverso e mondo reale non restano separati ma sono collegati, anche per quanto riguarda il denaro e il valore: posso generarli in un mondo e portarli nell’altro, e viceversa. È così?

MK. Assolutamente sì. Pensiamo ai finanziamenti. Siamo abituati, quando chiediamo un prestito, a dare qualcosa come garanzia, come collaterale. Sta avvenendo qualcosa di interessante: nel mondo reale, oggi, potresti dare come garanzia un qualcosa di digitale. 

Ci sono persone che si sono arricchite con le criptovalute e non possono utilizzarle nel mondo reale, anche se hanno un valore effettivo, perché esiste un mercato secondario.

Se ho molti criptoasset e poca liquidità FIAT, posso comprarmi una casa, mettendo a collaterale i miei criptoasset?Qualcosa del genere è già stato fatto. C’è un’azienda che si chiama Zelf che sta lavorando a dei prodotti di embedded banking e permettere di dare asset digitali come collaterale. Per ora eroga solo piccoli prestiti, fino a 50 euro al giorno.

AG. Mi vengono in mente anche aziende o persone che hanno un lotto di terreno, una Land, in decentraland e non sanno come gestirlo o come usarlo. Vedremo altre iniziative del genere nei prossimi anni?

MK. Assolutamente sì, infatti è quello che sta avvenendo. Quando le persone chiedono dei soldi per acquistare una Land, magari su Decentraland, non lo fanno soltanto con l'ambizione effettiva di costruirci sopra qualcosa. Ma anche per affittare quella Land ad aziende che magari hanno le capability per poter costruire un'esperienza.

Non dimentichiamoci che nel Metaverso bisogna andarci con l’abilità di costruire un’esperienza che piaccia agli utenti finali, che hanno in genere un’età media molto bassa.

AG. Mi piace distinguere due ambiti diversi quando parliamo di banca e Metaverso. Il primo è la banca nel Metaverso, inteso come spazio di business e interazione con il cliente: e qui abbiamo visto solo qualche operazione di puro marketing. Il secondo ambito, più interessante ma anche più insidioso, è quello della banca per il Metaverso, cioè come fornitore di servizi finanziari, transazionali e di custodia. Le banche dovrebbero guardare a questa opportunità? C’è il rischio di finire disintermediate da altri soggetti, nel mondo virtuale?

MK. Ci sono diverse banche che si sono mosse nel Metaverso, ma non permettono ancora al cliente di fare granché. C’è poi chi, come American Express, ha richiesto dei brevetti per le transazioni.

Di fatto, allo stato attuale, per una banca è complesso addentrarsi nel Metaverso. Se ci guardiamo intorno, penso alla Cina, agli USA, all’Unione Europea, vediamo però che le banche centrali stanno lavorando a valute digitali. E questo, in futuro, semplificherà le cose per le banche, evitando la complessità regolamentare delle criptovalute.

Per ora, comunque, i limiti regolamentari sono troppo stringenti.

AG: Con l'arrivo della MICAR a livello europeo, il caro Vecchio Continente si trova avanti rispetto ad altri, in cui la regolamentazione è meno evoluta. L'esistenza di un primo framework su temi come i criptoasset può essere un vantaggio per l'Europa, che su altre tecnologie di frontiera è drammaticamente in ritardo?

MK. Certo, ma può essere anche un'arma a doppio taglio. Sicuramente la MICAR permetterà a molte aziende che operano nel mondo crypto di espandere il proprio modello di business in altre regioni e in tutta l'Europa. Funziona un po’ come la MiFID, come un passaporto. Se tu puoi operare in Italia, domani avrai più facilità a operare in un altro mercato UE. 

Per gli operatori innovativi è un’ottima opportunità di scalare il business su più Paesi e ottenere economie di scala.

Dall’altro lato, bisogna capire quali sono i limiti che poi la MICAR impone direttamente. Il mercato cinese, ad esempio, è molto più avanti su alcune sperimentazioni, ad esempio con pagamenti digitali anche offline. 

In sintesi: attenzione ai limiti imposti agli operatori e cogliere i molti benefici che offrirà una normativa unica.

 

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