La carica delle Green FinTech: dall'impronta carbonica all'azione

Calcolare l’impronta carbonica dei consumi per azzerarla. Indirizzare i propri risparmi al sostegno di progetti di sviluppo ecosostenibili. O, ancora, lasciarsi accompagnare in un percorso di miglioramento delle proprie abitudini per diminuirne l’impatto ambientale. Sono alcuni degli obiettivi delle Green FinTech, una nuova generazione di servizi finanziari digitali ad alta carica di green.

Competizione e collaborazione

E, proprio come nel FinTech generale, anche nel suo ramo green troviamo modelli differenti. Di collaborazione con il sistema bancario tradizionale, oppure di aperta contrapposizione; approcci B2C a diretto contatto con il cliente finale e altri B2B che vogliono aiutare altre aziende a dare risposta alla domanda di ecosostenibilità dei loro clienti.

Quanto inquini con i tuoi consumi?

Il calcolo dell’impronta carbonica dei nostri consumi è una funzionalità molto popolare tra FinTech, neobanche e banche digitali. L’italiana Flowe, per esempio, permette agli utenti con l’account a pagamento Premium di vedere la CO2 prodotta dai loro acquisti e di compensarla piantando alberi. Un’opzione offerta in collaborazione con ZeroCO2 ed Everyday Climate Action.

La FinTech con il manifesto

Anche la spagnola Mitto, classica neobanca mobile con carta collegata, ha una funzionalità analoga, disponibile anche nella versione per i minorenni dai 14 anni in su. Mitto ha un vero e proprio manifesto in cui dichiara l’intenzione di fare capire ai consumatori l’impatto dei loro soldi e dei loro comportamenti: una transazione per volta. Ogni acquisto è classificato in base a un MCC (Merchant Category Code, o codice di categoria merchant), che viene usato per classificare un’azienda in base ai prodotti o servizi che offre. L’algoritmo di Mitto assegna a ogni acquisto, in base agli euro spesi, una emissione di CO2 determinata. E non poteva, ovviamente, mancare un network di partner. Mitto permette di acquistare, con sconti fino al 30%, merce di una serie di marche e servizi sostenibili daproduttori che usano materiali riciclati, cibi salutari e così via.

L’affollato panorama UK (in waiting list)

In UK, la FinTech Creed sta raccogliendo le pre-adesioni per il lancio del proprio servizio. Non offre un conto di pagamento né una carta, ma è un aggregatore: sfrutta l’open banking per analizzare le transazioni dei clienti sui conti e sulle carte che detengono presso altre banche (attualmente copre il 97% delle realtà attive nel Regno Unito) e determinare l’impronta carbonica degli acquisti. Creed prevede anche altre funzionalità, come l’impostazione di obiettivi di risparmio, e include un robo-advisor per investire in aziende sostenibili, con premi e ricompense per gli acquisti green. Attenzione, non fa tutto questo gratis, ma per 1,25 sterline la settimana. A oggi comunica di avere oltre 1.200 utenti in lista di attesa.

Sempre nel Regno Unito abbiamo anche Tred, FinTech che fa più o meno le medesime cose di Creed ma aggiunge al pacchetto anche un conto collegato a una carta di debito, rigorosamente in materiale riciclato. Il lancio sul mercato è previsto all’inizio del 2022. Sta raccogliendo adesioni alla lista di attesa anche Novus, che dichiara 25mila registrazioni: per ogni pagamento effettuato con la carta di pagamento, la FinTech si impegna a finanziare una “buona causa” a scelta del cliente, senza alcun costo supplementare. E a inviare una notifica come “hai appena speso 50 euro in questo negozio e hai contribuito alla lotta contro la malaria”.

La sostenibilità è “as a Service”

Ancora negli USA, il modello della sustainability as a Service è alla base del progetto di Picnic, che si definisce “FinTech for good”. Un po’ banca digitale, un po’ fornitore di servizi in ottica B2B, Picnic vuole creare accordi con aziende non inquinanti verso cui indirizzare gli acquisti dei clienti mediante un “cashback etico”. Da seguire con attenzione, per capirci qualcosa di più, anche il progetto di un servizio di “concierge green” per supportare il passaggio dei clienti a uno stile di vita più sostenibile grazie all’analisi dei dati. L’idea di sostenibilità è declinata anche in ambito finanziario, con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per identificare il rischio di spendere più del dovuto, attivando un meccanismo automatico di copertura dello scoperto. E con l’analisi delle spese a medio termine per suggerire come ottimizzare il budget.

Disponibile in open banking

In Europa, la berlinese ecolytiq, che fornisce appunto soluzioni di sustainability as a service, ha concluso un accordo con Worldline. Il software di ecolytiq calcola gli impatti dei comportamenti personali sull’ambiente, tra cui le emissioni di anidride carbonica. equensWorldline offre ora il servizio di calcolo della carbon footprint all’interno della propria piattaforma di open banking, con l’accesso ai dati di oltre 3mila banche in 18 Paesi europei. L’idea è di consentire a qualunque banca partner di offrire questo servizio ai clienti finali.

Ma diventerà una commodity

La ricchezza dell’offerta a oggi disponibile lascia comunque pensare che questa funzionalità diventerà disponibile nelle app di molte banche e neobanche. E che possa essere il primo mattone su cui costruire una strategia di differenziazione indispensabile per sopravvivere tra tanti concorrenti.

I tuoi soldi per un mondo più sostenibile

E anche sul secondo mattone per costruire questa strategia sembrano esserci pochi dubbi: accompagnare il cliente dalla semplice consapevolezza del proprio impatto verso un ruolo attivo e responsabile di:

  • consumatore: mediante partnership con aziende che offrono prodotti o servizi sostenibili e green (e qui la capacità di garantire l’effettiva sostenibilità sarà fondamentale);
  • risparmiatore: garantendo che i depositi saranno impiegati (direttamente dalla FinTech, se ha licenza bancaria, oppure da eventuali partner) per finanziare la transizione verde;
  • investitore: offrendo una gamma di prodotti di investimento, poco importa se fondi, ETF, crowdfunding o altro, che rispettino i criteri ESG.

Quanto inquina il tuo risparmio

In Europa, ad esempio, abbiamo la francese Helios, la cui dichiarazione di intenti “il tuo denaro sul conto corrente non dorme, inquina!” sintetizza perfettamente la promessa di destinare i depositi al finanziamento della transizione energetica. Con una chicca notevole che rafforza il messaggio: dal sito web di Helios si accede a un motore di calcolo, fornito da Oxfam Francia, per calcolare l’impronta carbonica dei propri risparmi presso le principali banche transalpine. E avere una ragione in più per spostarli su Helios.

Finanziamenti 100% green

Tra le ultime nate in questo filone di “FinTech per il risparmiatore green” c’è Tomorrow, banca mobile (che però, con un’intelligente scelta di differenziazione del business, eroga anche una serie di funzionalità GreenTech per le altre neobanche), che si impegna a non investire in armamenti, energia a carbone o ingegneria genetica, ma a finanziare solo progetti sostenibili, impegnandosi a monitorarne l’impatto ecologico, sociale ed economico passo dopo passo. Sul medesimo modello, negli Stati Uniti, è stata recentemente lanciata Climate First Bank: ha scelto di aprire una filiale fisica, in Florida, nello stesso ufficio in cui ha sede. Forse anche per le caratteristiche ambientali uniche del territorio in cui si trova, collabora con moltissime attività locali, pur avendo un’offerta di prodotti e servizi sostanzialmente imperniata su web e mobile. Anche questa banca dichiara di finanziare solo progetti sostenibili.

Il crowdfunding a impatto

Sul fronte degli investimenti continuano a operare piattaforme di crowdfunding per investire in progetti green, come le italiane Ener2Crowd ed Ecomill, e anche nel fortunatissimo filone del crowdfunding immobiliare si ritrovano diversi progetti di efficientamento energetico. Recentissimo il lancio di Demetra Lending, società benefit italiana di lending crowdfunding immobiliare a impatto. I progetti ospitati dalla piattaforma devono soddisfare requisiti sociali e ambientali di “impact First”: niente consumo di suolo, danni all’ecosistema e violazione di territori vergini. Dal punto di vista sociale, le operazioni di pre-auction per gli esecutati prevedono che, trovato l’accordo con i creditori, la procedura esecutiva sia estinta e l’esecutato esdebitato: l’immobile sarà venduto al mercato libero e gli sarà riconosciuto il 50% della marginalità sulla compravendita. In arrivo entro 2 anni una sezione ad hoc per la riqualificazione ambientale.

Microinvestimenti green e social

C’è spazio anche per i micro-investimenti, secondo Circa5000 (ma fino a settembre questa FinTech si chiamava Tickr), una piattaforma del Regno Unito che ha raccolto 3,4 miliardi di dollari di funding a febbraio 2021. Tra gli obiettivi c’è l’espansione in Europa, anche se l’Italia non dovrebbe essere tra i mercati prioritari (più probabili Germania, Scandinavia e Irlanda). Circa5000 permette di investire piccole somme, da un minimo di 10 sterline (il precedente business model di Tickr aveva un minimo di 5) per sostenere aziende a impatto ambientale, sociale o entrambi, mediante un conto di risparmio o ETF. Circa5000 dichiarava 100mila utenti nel Regno Unito, l’80% dei quali non aveva mai investito prima (verosimilmente perché molto, molto giovane). Disponibile anche la valutazione della propria impronta carbonica e un network di partner sostenibili per i propri acquisti. Circa5000 costa 1 sterlina al mese, più lo 0,5% annuo di quanto investito. A cui si sommano le eventuali commissioni degli ETF. C’è anche una versione Junior, per i ragazzini, che costa sempre 1 sterlina al mese ma applica una commissione dello 0,3% annuo solo sui conti di risparmio che superano le 3mila sterline.

Comportati bene e la banca pianta un albero

Un ulteriore aspetto su cui lavora il Green FinTech è la costruzione di una rete di partnership per consentire ai propri clienti di “fare qualcosa” per l’ambiente e la società in cui vivono. Diverse realtà finanziarie italiane collaborano con Treedom, piattaforma di e-commerce per piantare (a pagamento) alberi in diverse parti del mondo. Tra queste UniCredit, Banca Sella, Credem, FCA Bank e Younited Credit. In alcuni casi, il numero di alberi piantati è direttamente collegato a comportamenti virtuosi dei clienti, tipicamente la scelta di ricevere l’estratto conto o altra documentazione in formato digitale e non cartaceo.

Cliente, ti presento una buona azione

Ma le sinergie tra app di mobile banking e iniziative a favore dell’ambiente sono quasi infinite. imagin, la mobile app destinata ai più giovani della spagnola CaixaBank, ha chiesto ai propri utenti di partecipare a una raccolta di plastica, per un totale di 200 chilogrammi di materiale recuperato. E ha promosso l’adozione del servizio TooGoodToGo, attivo anche in Italia, che permette di acquistare a un prezzo fortemente scontato una confezione di cibo prossimo alla scadenza, che supermercati e ristoranti avrebbero altrimenti buttato. E sta sostenendo due startup, eCoDeliver e Kidalos: la prima vuole rendere più sostenibile il trasporto di pacchi, affidandoli a privati che devono percorrere con i loro mezzi il tragitto necessario, e a una flotta di veicoli elettrici all’interno delle città; la seconda è una piattaforma di “toys as a Service”, un catalogo di giocattoli per bambini che possono essere noleggiati e poi restituiti quando non sono più adatti all’età dei propri figli.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di novembre 2021 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

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