Kevin. è una “tech company specializzata in pagamenti” e arrivata da poco in Italia. Il debutto è avvenuto proprio in prossimità del terzo anniversario dell’entrata in vigore della PSD2.
Ne abbiamo approfittato per fare due chiacchiere su pagamenti e open banking insieme a Filippo Bergamin, Country Manager Italia di Kevin.
AG. Che cosa è Kevin.?
FB. Noi definiamo Kevin. “l'infrastruttura di pagamento del futuro”, che collega le oltre 6mila banche in Europa con una tecnologia, le API, che le stesse banche ci mettono a disposizione a seguito della PSD2.
Kevin. crea anche delle soluzioni concrete che permettono ai merchant e ai consumatori finali di scambiarsi pagamenti tramite una intricata rete di connessioni, sia online sia nei negozi fisici.
Proprio il canale POS è un prodotto di punta, perché al momento siamo gli unici ad averlo sviluppato.
A oggi, la maggior parte dei pagamenti digitali, online e offline, avviene tramite carta di credito, debito o prepagata che sia. Noi crediamo che le carte siano un sistema inefficiente per gestire la catena del valore di pagamenti, perché richiedono svariati intermediari: i circuiti, gli acquirer, i merchant, chi distribuisce le carte e così via.
Questa complessità rende l’ecosistema delle carte estremamente costoso per il merchant, che accetta i pagamenti, e spesso molto poco sicuro per il cliente finale, che quei pagamenti deve farli.
Noi risolviamo queste inefficienze con la tecnologia. Diamo la possibilità al cliente di pagare il merchant con un bonifico, dal proprio conto al conto del merchant. Il tradizionale bonifico, senza intermediari e in tutti i canali possibili: web, mobile o negozio.
Stimiamo che potremmo arrivare a un 97% di risparmio sulle commissioni per i merchant.
AG. Ci sono due aspetti che vorrei approfondire: la PSD2 e il POS fisico. Iniziamo dalla Direttiva: sono passati tre anni dalla sua entrata in vigore e si sente spesso dire che le aspettative iniziali non si sono realizzate. Che cosa non ha funzionato e che cosa, invece, sì?
FB. Quando parliamo di PSD2, noi di Kevin. guardiamo soprattutto all’open banking che, per definizione, è un mondo aperto e richiede quindi che molti attori vadano nella stessa direzione per avere successo.
E proprio per questo gli sviluppi, pur avvenendo giorno dopo giorno da tre anni, sono lenti. Quello che sicuramente è accaduto è che sono nate molte realtà fintech operanti in questo settore. E la competizione porta sempre valore al cliente.
Quello che è mancato fino a ora, secondo noi, è una forte domanda da parte dei clienti, siano essi privati o i merchant. Perché si fatica a spiegare o trovare gli effettivi benefici dell’open banking.
Come Kevin. abbiamo individuato delle soluzioni concrete per i merchant e infatti vediamo una domanda crescente, che va a vantaggio dell’intero ecosistema.
Un altro aspetto positivo e che sta funzionando bene è il dialogo tra le fintech e i regolatori. L’Europa, su questo, si sta dimostrando all’avanguardia rispetto a molte altre aree del mondo.
La PSD2, come ogni legge, è nata imperfetta, ma è stata oggetto di molte piccole modifiche e di proposte che porteranno alla PSD3. Siamo già nella giusta direzione per portare valore a tutti gli attori coinvolti.
AG. Parliamo del POS fisico e del pagamento con bonifico. La user experience classica è di appoggiare la carta al POS, oppure d'inserirla. Cambia qualcosa nelle abitudini del cliente che paga con la vostra soluzione?
FB. Questo è stato forse l’elemento più innovativo della nostra soluzione: la user experience non cambia.
Quello che oggi accade quando carichi una carta di pagamento nel wallet di uno smartphone è tecnicamente una tokenizzazione: in parole semplici, è un salvataggio sicuro della carta nel telefono.
Noi, anziché salvare la carta, salviamo il conto corrente del cliente: lo colleghiamo tramite API, grazie alla PSD2, a una app, che potrebbe essere di una banca o di un merchant, oppure un wallet.
Posso così pagare al POS semplicemente appoggiando il cellulare e utilizzando la tecnologia NFC. Pago in un tap, come con una carta contactless o con un wallet, ma l’addebito avviene sul conto corrente.
AG. Si guarda alla PSD2 anche per la messa a punto di alcuni meccanismi dell’open banking, non solo tecnologici, e per il decollo di nuovi servizi innovativi. Dal vostro punto di vista, che cosa manca nello scenario attuale?
FB. In generale, abbiamo bisogno della diffusione dei servizi di pagamento open banking. In ogni direzione: lato client e lato merchant, erogati da Kevin. o da altri. Dobbiamo lavorare come ecosistema.
Lato merchant, bisogna allargare l’accettazione. Noi ci integriamo via web con le principali piattaforme e-commerce. Sul fronte POS, i nostri fondatori si sono posti l’obiettivo di coprire l’85% dei POS europei entro il 2023 e siamo già sulla buona strada.
Abbiamo una partnership con Worldline e con diversi player minori locali.
Sarebbe utile anche collaborare con le banche, integrandoci direttamente per migliorare l’esperienza d’acquisto e fare sì che sia senza frizioni e pienamente rispettose della SCA. Questo è essenziale perché il cliente si abitui a usare questi servizi.
Un secondo aspetto è invece più complicato: dobbiamo sensibilizzare i clienti sulle tematiche di sicurezza. Non inviando messaggi quasi terroristici sul rischio di condividere i propri dati bancari, ma spiegando loro con chi e attraverso quali canali farlo, in cambio di quali benefici.
Nei prossimi 18 mesi penso vedremo molte novità nell’ecosistema italiano dei pagamenti, sia grazie a Kevin. sia grazie agli altri attori, banche comprese.
