LegalTech. Kalipso raccoglie 3,2 milioni di dollari per crescere anche in Italia

Kalipso raccoglie 3,2 milioni di dollari
I fondatori di Kalipso

Kalipso, legaltech attiva in intelligence normativa in tempo reale su oltre 40 giurisdizioni, ha raccolto 3,2 milioni di dollari in un round di investimento sostenuto da Vento, Varsity, Lanai, Plug and Play e Kima Ventures.

Fondata da Virginia Debernardi, avvocata italiana, e Pierre Ferran, ingegnere francese, la società di Regulatory Technology può così proseguire l’espansione in Italia, Regno Unito, Francia, Spagna e Benelux, ampliando anche il team, per rispondere alla domanda di infrastrutture di compliance basate sull’AI e sostenere le organizzazioni nel recepire e implementare i cambiamenti normativi.

Le collaborazioni in corso

L’azienda ha già avviato collaborazioni con istituzioni come Groupe Caisse des Dépôts in Francia e Alma (società di Buy Now Pay Later e pagamenti), registrando una crescente domanda da parte dei dipartimenti di compliance delle grandi organizzazioni e banche, chiamati a gestire obblighi normativi sempre più complessi nei mercati in cui operano.

Il collo di bottiglia nella compliace

La compliance normativa tende a incepparsi nel momento in cui emerge un nuovo obbligo di legge, che deve essere recepito.

Quando entra in vigore una nuova disposizione, è necessario: conoscerla, interpretarla, valutarne l’impatto sull’azienda, individuare eventuali lacune nella documentazione esistente, apportare le modifiche necessarie alle policy ed ai processi aziendali,assegnare eventuali responsabilità e controlli e, dimostrare che tutto è stato implementato correttamente.

Oggi questo processo viene spesso gestito manualmente, spesso con fogli di Excel o report generati da varie società di consulenza, tutti strumenti frammentati e scollegati tra loro.

«Per troppo tempo i team di compliance hanno dovuto gestire le proprie attività attraverso strumenti disconnessi tra loro – ha dichiarato Virginia Debernardi, Co-Founder e COO di Kalipso. Kalipso colma quel divario, portando le organizzazioni dal cambiamento normativo all’implementazione di policy, controlli e procedure all’interno di un unico sistema. I team non hanno bisogno di un altro report o comunicazione, spesso fini a se stessi, ma di un’infrastruttura che trasformi cambi di normativa in azione e della tranquillità di sapere di essere sempre in compliance».

«La parte più difficile della compliance non è interpretare la legge. È trasformarla in azione. E quasi nessuno che costruisce soluzioni in questo settore ha vissuto davvero entrambe le prospettive. Io sì – ha affermato Pierre Ferran, Co-Founder e CEO di Kalipso. In Klarna ho lavorato tra il mondo legale e quello dell’ingegneria e ho visto in prima persona dove e perché questi processi si bloccano. Molti strumenti sul mercato sono sviluppati da avvocati che non conoscono le complessità tecnologiche o da ingegneri che non comprendono fino in fondo il diritto. Kalipso nasce proprio dall’incontro di queste due competenze. Non abbiamo osservato questo problema dall’esterno: lo abbiamo vissuto e abbiamo costruito la piattaforma che noi stessi avremmo voluto utilizzare».

«Ho trascorso la maggior parte della mia carriera all’interno di una delle più grandi banche europee, dove la compliance è ancora in gran parte manuale, frammentata e tardiva – ha commentato Didier Valet, Membro del Consiglio di Amministrazione e investitore, ex Deputy CEO di Société Générale e co-fondatore di Varsity. Ciò che mi ha convinto di Kalipso è il team: due soci fondatori che comprendono il diritto e hanno le capacità ingegneristiche essenziali per realizzare il prodotto, costruendolo e adattandolo a un settore che conoscono dall’interno. Questa è l’infrastruttura di cui l’industria ha bisogno».

Chi sono i co-fondatori di Kalipso

I co-fondatori Pierre Ferran (CEO) e Virginia Debernardi (COO) uniscono competenze legali, tecnologiche e operative maturate in aziende tecnologiche ad alta crescita.

Ferran ha ricoperto ruoli legali senior presso Klarna e Philips ed è anche software engineer (LL.M., Stanford), mentre Debernardi è stata specializzata nella compliance della proprietà intellettuale, avendo lavorato per istituzioni Europee, e successivamente avendo rivestito la qualifica di General Counsel presso Productsup, società in forte espansione.

 

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