Crescono gli investimenti in Italia tanto da superare quota 300 milioni nel terzo trimestre del 2023. Superato invece il numero di exit del 2022.
Questa la fotografia scattata dalla settima edizione dell’Osservatorio Trimestrale sul Venture Capital in Italia, realizzato da Growth Capital in collaborazione con Italian Tech Alliance.
La situazione in Italia
In Italia nel Q3-23 si sono registrati 65 round, di cui 14 Serie A e 6 Serie B. Un dato in linea con i 69 del Q2-23 (-6%) e con la media dei 5 anni passati (-1%). La raccolta invece è in aumento rispetto al Q2-23 (da 265 a 302 milioni, +14%) e alla media dei cinque anni passati (+23%).
Dopo il calo del Q4-22, l’ammontare raccolto nel nostro Paese è progressivamente aumentato, evidenziando un trend di crescita più marcato rispetto all’Europa.
«Nonostante il contesto economico globale, il terzo trimestre del 2023 ha visto la raccolta più elevata dell'anno per il Venture Capital italiano. Come previsto, il 2023 si sta rivelando un anno di consolidamento, superando già oggi il numero di exit registrate durante tutto il 2022. In particolare, cresce il numero di round Pre-seed e resta costante il numero di Seed e di Serie A, creando così una pipeline per Late Stage futuri», commenta Fabio Mondini de Focatiis, Founding Partner di Growth Capital.
Sostenere il mercato italiano
«Il mercato italiano del VC ha bisogno di essere sostenuto nel suo consolidamento, e questo può essere possibile solo con un cambio di paradigma, incrementando il coinvolgimento e la partecipazione di quei soggetti come gli investitori istituzionali e corporate, che in questi anni hanno dato segnali positivi ma che possono accrescere la propria presenza nel settore e rappresentare la vera chiave di volta per la crescita dell’ecosistema – spiega Francesco Cerruti, Direttore Generale di Italian Tech Alliance.
Iniziative come quella odierna permettono un confronto costruttivo tra tutti gli attori, favoriscono lo sviluppo di sinergie positive e danno visibilità a storie ed esperienze di successo. C’è ancora molto da fare per allineare il mercato italiano a quello dei principali Paesi europei, ma siamo convinti che non sia troppo tardi per recuperare il divario, che ci auguriamo possa essere colmato anche grazie al lavoro dei nuovi vertici di CDP Venture Capital, il principale veicolo pubblico a sostegno dell’ecosistema dell’innovazione».

Francesco Cerruti, Direttore Generale di Italian Tech Alliance
Le modalità di investimento
Nel Q3-23, Pre-seed e i Seed si sono confermati la tipologia più frequente (65% del totale) e i Serie B+ risultano la tipologia più rilevante per ammontare (64% del totale).
Guardando ai primi nove mesi del 2023, la distribuzione del numero di round per tipologia è comparabile a quanto registrato mediamente negli ultimi 5 anni, con una discontinuità nei Pre-seed, in aumento. La distribuzione per ammontare investito presenta invece differenze più marcate rispetto alla media storica, con un aumento dei Serie A e una riduzione dei Late Stage.
Software primo settore
Guardando ai singoli settori, nel Q3-23, Software (118 milioni) è il primo settore per ammontare investito, seguito da DeepTech (66 milioni) e Smart City (62 milioni). Per quanto riguarda il numero di round, Smart City conta 12 round, DeepTech 11 e Life Sciences 8.
Nel Q3 2023 si sono registrate 11 exit, tutte tramite M&A e, come già nel Q1 e nel Q2-23, la maggior parte delle exit (4) ha riguardato sempre il settore Software.
L’Italia piace agli investitori internazionali?
In media, dal 2018 a oggi un terzo degli investitori attivi sul mercato italiano è internazionale. Nei primi nove mesi del 2023 la loro partecipazione è rimasta stabilmente al di sopra del 35%, con valori equiparabili al biennio precedente.
Analizzando gli ultimi sei anni, mediamente, il 61% degli investitori è di provenienza italiana, il 20% dal resto d’Europa, il 12% dagli Stati Uniti e il 7% dal resto del mondo. Dal 2018 ad oggi, sono poco meno di duecento (191) gli investitori europei che hanno partecipato ad aumenti di capitale in startup italiane (Regno Unito, Germania, Svizzera, Francia e Spagna i Paesi più rappresentati).
Negli ultimi quattro anni, il 26% dei round con ammontare superiore al milione di euro ha visto la presenza di almeno un investitore internazionale. Percentuale che tocca il 55% nei round superiori ai 10 milioni e 85% in quelli di importo superiore ai 30 milioni. Un dato che conferma una correlazione tra round size e partecipazione di investitori esteri.
Uno sguardo sull’Europa
Confrontando lo scenario europeo con quello italiano, lo studio sottolinea come nel Q3-23 in Europa è stata registrata una raccolta di 15,8 miliardi di euro (+6% vs Q2-23) e un numero di round stimato superiore a 2.200 (-21% vs Q2-23).
Nel 2023 si sta registrando però un calo nel numero di round rispetto agli ultimi due anni, accompagnato da una proporzionale riduzione dell’ammontare investito.