Il Banking as a Service deve raccontare i suoi use case. In Italia? Ci chiedono le carte crypto

intergiro

Potremmo presto assistere al lancio di nuove crypto carte sul nostro mercato. È questo, infatti, uno dei servizi di Intergiro che riscuote maggiore interesse tra le aziende italiane.

A raccontarlo è Adam Sadler, Chief Operating Officer di Intergiro, fornitore di Banking as a Service con quartier generale a Stoccolma.

AG. Adam, per chi non dovesse conoscervi: che cosa è Intergiro?

AS. Intergiro è un operatore con licenza Imel che offre servizi di Banking as a Service per banche, fintech e aziende di ogni settore. Abbiamo anche un’offerta diretta di servizi di pagamento per le PMI europee.

AG. Che cosa significa Banking as a Service?

AS. Intergiro può integrare i propri servizi e processi con quelli dell’azienda cliente, mediante API. E occuparsi di alcuni aspetti che richiedono competenze specifiche: dall’onboarding, compresi AML e KYC, ai conti di pagamento fino alle carte, virtuali e fisiche.

Abbiamo anche una licenza di acquiring per permettere di accettare pagamenti digitali, crypto comprese.

AG. I pagamenti sono stati il punto di ingresso di molte Fintech nel perimetro tradizionale dei servizi bancari. Il pagamento è diventato una commodity o c’è ancora spazio per l’innovazione?

AS. C’è ancora molto spazio. In questi ultimi mesi siamo stati contattati da diverse realtà italiane interessate a sviluppare servizi finanziari. E una delle funzionalità più ricercate è proprio la possibilità di emettere carte multivaluta, che integrano fiat e cripto.

Integiro permette anche di abilitare i merchant a ricevere pagamenti in criptovaluta, con conversione immediata in fiat.

AG. Stiamo parlando di aziende non bancarie: in che settori operano?

AS. Ci sono diversi settori ad alto potenziale. Nell’Energy ci sono già molte iniziative per il pagamento delle bollette, ma la trasformazione verso l’internet delle cose e una nuova mobilità porterà le utility a costruire un’offerta a piattaforma. In cui il pagamento è trasversale all’intero sistema.

Credo che il gaming e il commercio elettronico siano altri due ambiti molto interessanti. Il mondo dell’embedded finance, ad esempio, permette di integrare prodotti e servizi finanziari all’interno del customer journey di molti settori.

AG. Tra i vostri interlocutori ci sono anche molte neobanche. Quanto è facile, oggi, aprirne una?

AS. In realtà è abbastanza facile, dal punto di vista tecnologico, e anche il budget non è così proibitivo.

La questione è individuare un modello di business sostenibile e redditizio, distinguendosi dagli altri.

Con la crescita del Banking as a Service, molti servizi diventano commodity. Una soluzione per le neobanche è lavorare sulle nicchie. Gruppi con esigenze specifiche per cui si costruisce un ecosistema di servizi specializzati, in cui il pagamento è un valore integrato.

Un esempio è Fundof.me, con cui stiamo lavorando. È una neobanca per creatori di contenuti, che consente di ricevere “mance” e altri contributi liberi da parte dei lettori e dei fan. E di mantenere una relazione con loro.

Un altro caso recentissimo è in Charge, un progetto consumer per offrire servizi finanziari di base ai rifugiati ucraini, in modo che possano pagare le bollette e ricevere o inviare denaro. Ha richiesto 4 settimane di lavoro appena.

E seguono questo modello anche le molte Fintech green, con varie iniziative in tutto il mondo, e le banche che si rivolgono alle minoranze.

AG. Il Banking as a Service è in forte crescita, come tutto il fintech, ed è affollato di nuovi player. Pensi che siamo vicini a una fase di consolidamento e di M&A?

AS. Ci sono ancora nuove realtà che entrano sul mercato. Ma, allo stesso tempo, ci sono già state alcune fusioni, pensiamo a Solaris Bank e Contis, le cui offerte avevano ampi spazi di complementarietà.

Uno dei fattori chiave per il futuro assetto del Banking as a Service sarà proprio la capacità di rispondere a tutte le richieste dei clienti.

In questo momento, le aziende di ogni settore vogliono sperimentare con diverse cose: conti, carte, crypto e così via.

Ma non tutti i fornitori BaaS le offrono tutte. Ciascuno ha i propri punti di forza. Noi di Intergiro, ad esempio, abbiamo una licenza di acquiring, che non è così frequente.

AG. E quindi, chi vincerà?

AS. Stiamo costruendo un’industria completamente nuova. Vinceranno le realtà che hanno il servizio migliore e più adatto a tutte le esigenze.

Ma è anche importante fare educazione e spiegare alle aziende che ci sono davvero molti use case che possiamo offrire e che forse non immaginano ancora.

 

 

La Rivista

Marzo 2026

IL RITORNO DELLA FILIALE

Perché il presidio territoriale è di nuovo una priorità

Tutti gli altri numeri