Ci sono troppi servizi in abbonamento e gestirli è complicato. Un recente sondaggio su 2.500 utenti americani ha confermato che l’offerta è ormai forse troppo ampia (basti pensare alla TV in streaming).
Ma anche che la gestione finanziaria di tutti questi pagamenti ricorrenti richiede strumenti nuovi. Qualcosa che le neobanche, anche in Italia, hanno già capito.
Iniziamo dai dati della ricerca, svolta negli USA da una società indipendente (no, non è stato comunicato quale) per conto della fintech Bango. Che, ovviamente, si occupa proprio di unificare la gestione degli abbonamenti. Nota importante: i 2.500 intervistati erano tutti utenti di servizi in abbonamento.
Troppi servizi, serve una dashboard
Secondo il 72% degli intervistati, il numero di fornitori di “subscription” è ormai eccessivo. C’è un problema di orientamento e scelta, quindi, ma anche di gestione degli abbonamenti e dei pagamenti.
Il 78% vorrebbe una piattaforma unica per gestirli tutti. E il 63% sarebbe disposto ad acquistare anche più abbonamenti, ma in formato “a pacchetto” centralizzato e, quindi, più semplice da tenere sotto controllo.
In media, ogni intervistato ha 5 diversi abbonamenti mensili, ma il 19% ne ha 8 o anche di più. I servizi più popolari includono lo streaming video, i giochi, la musica, il fitness, la consegna di cibo a casa e altri.
Il 45% di loro ha problemi a tenere traccia delle proprie spese per gli abbonamenti e il 35% dichiara candidamente di non sapere quanto spende esattamente ogni mese. Ben il 34% sta pagando l’abbonamento ad almeno un servizio che non utilizza mai.
C’è un certo livello di insoddisfazione anche verso il modello della subscription economy. Avere più abbonamenti significa ricordarsi username e password di diversi account, comprendere i diversi pacchetti disponibili, gestire ogni pagamento.
Le principali fonti di frustrazione sono:
- aggiornare i dati personali su diversi account, 48%;
- impostare e accedere gli account su più device per ogni abbonamento, 47%;
- i pagamenti, 43%;
- le difficoltà nel disdire gli abbonamenti, 43%;
- le modalità di rinnovo dei contratti, 42%.
Queste frustrazioni non possono essere una giustificazione per la pirateria, ma il 39% del campione ha ammesso di avere ottenuto un accesso o un contenuto “piratato” per evitare la fatica di gestire un abbonamento.
E questo spiega anche perché il 78% degli intervistati vorrebbe una piattaforma o, comunque, un unico punto per gestire tutti i propri abbonamenti. Il 77% sogna un unico addebito per più sottoscrizioni, con una formula “a pacchetto”.
Per un ulteriore 79%, questa formula permetterebbe di avere maggiore visibilità dell’impatto di questi servizi sulle spese domestiche, in un momento di rincari.
Fintech e gestione degli abbonamenti
Diverse neobanche offrono un servizio di gestione delle sottoscrizioni a streaming e simili: N26, Revolut e bunq sono tra le realtà che offrono questa funzionalità.
Arriverà in Italia anche Subaio, realtà che permette di controllare e gestire (quindi anche disattivare) gli abbonamenti e le sottoscrizioni attive.
A proporlo sul mercato italiano, ma bisognerà aspettare almeno il 2023, è Mastercard: la funzionalità di gestione degli abbonamenti di Subaio portrà essere integrata all’interno delle piattaforme di home e mobile banking delle banche italiane che decideranno di integrare il servizio.