Il fintech cresce nel mercato immobiliare

Proptech in Italia
Victor Ranieri, Country Manager Italia di Casavo, Paolo Manetta, Co-Founder & CEO di RE-Lender, Gianluca De Simone, CEO e co-founder di Recrowd e Giulio Licenza e Ivano De Natale, Founder di Reviva

Il Proptech esplora i mille volti della filiera casa, applicando la tecnologia a vari ambiti del mercato immobiliare, persino a quelli più di nicchia: ecco quindi che le fintech si muovono nel mondo delle aste, nel crowdfuding per offrire investimenti in progetti residenziali, fino a sostenere chi cerca e vuole acquistare casa, mutuo incluso.

I risultati di questi player sono tutti in crescita e trascinano con loro tutta la filiera che ruota attorno al mercato immobiliare.

Casavo, che di recente ha anche messo in campo dei consulenti per la stipula dei mutui passando a un modello d’offerta phygital, a fine settembre in Italia ha generato un giro d’affari che supera i 250 milioni di euro, intensificando la penetrazione su determinate piazze: Milano, Roma, Torino, Firenze e Bologna.

«Ne beneficiano poi tutti gli attori coinvolti nella filiera: tipicamente agenzie immobiliari e imprese di ristrutturazione – racconta Victor Ranieri, Country Manager Italia di Casavo – che quest’anno hanno generato un valore economico di 30 milioni». La fintech copre tutte le esigenze collegate alla vendita di un immobile, con un’offerta che entro fine anno verrà ampliata, e al suo acquisto. Con una serie di servizi a corollario, come la piattaforma Casavo Homeplus che offre sconti e offerte su brand partner utili per arredare casa.

Il crowdfunding immobiliare...

Ma il mattone è anche uno strumento d’investimento che, nell’era della democratizzazione degli investimenti, trova spazio sulle piattaforme di crowdfunding e riscontra un grande interesse da parte degli investitori: ad esempio, gli utenti di RE-Lender, che è una piattaforma che permette di investire in più settori, prediligono i progetti immobiliari.

«Su un totale di 30 milioni raccolti – racconta Paolo Manetta, Co-Founder & CEO di RE-Lender – i progetti immobiliari finanziati rappresentano quasi il 60% ed entro fine anno dovrebbero salire al 67%. Inoltre, le compravendite nel settore residenziale sono in crescita sul 2021, secondo i dati del Rapporto Immobiliare Residenziale dell’OMI, e questo ha un effetto positivo sulla percentuale di successo dei progetti immobiliari presentati sulla piattaforma. Tutto ciò si traduce in una più efficiente raccolta di capitale, pagamento degli interessi e rimborso dei prestiti entro i termini stabiliti e, come conseguenza, in un alto grado di soddisfazione delle imprese che richiedono credito e degli utenti che investono».

… per diversificare l’investimento

Che il crowdfunding immobiliare sia destinato a crescere lo conferma anche Gianluca De Simone, CEO e co-founder di Recrowd, realtà che negli ultimi 12 mesi, attraverso le piattaforme, ha messo a disposizione delle imprese immobiliari 127 milioni di euro (+38%, al 30 giugno).

«Rispetto all’anno scorso, abbiamo visto che gli utenti che si avvicinano alla piattaforma investono di più e sono più maturi, sia in termini di partecipazione ai progetti sia per quanto riguarda le domande che rivolgono al nostro team – precisa De Simone. Gli investitori, anche quelli più esperti, vedono difatti il crowdfunding immobiliare come asset class per diversificare il proprio portafoglio e si aspettano una proposta sempre in evoluzione per ogni singolo progetto».

L’immobile in asta

Il mercato delle aste immobiliari, infine, è un’altra sfaccettatura dell’ampio mercato delle compravendite: spesso però è difficile accedere a un’asta e ancora più completare l’acquisto. Tanto che sul numero totale di compravendite quelle avvenute in asta sono il 10%.

Reviva ha portato la digitalizzazione in questo settore, per vivacizzarlo, e a fine settembre ha gestito oltre 144mila aste in Italia, per un valore di 19,2 miliardi.

«Abbiamo creato un ecosistema di brand che promuove in modo efficace gli immobili ai diversi segmenti di acquirenti – illustrano Giulio Licenza e Ivano De Natale, Founder di Reviva –, con l’obiettivo di portare più persone ad acquistare in asta ed evitare che si svalutino gli immobili a causa dei pochi acquirenti. A ogni modo, lo scenario cambia di anno in anno: nel 2022 sono diminuite le aste nel nord del Paese (-10,8%) e aumentate al sud (+14%) e nelle isole (+15,6%). Ed è mutata anche la tipologia di immobile all’asta, con l’aumento della componente residenziale (oltre 78mila aste), mentre il prezzo medio è aumentato esponenzialmente: 112mila euro, contro una media lo scorso anno di 80mila euro circa».

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di novembre 2022 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop

 

La Rivista

Maggio 2026

LE BANCHE COSTRUISCONO LA LORO AI

I progetti e i test in corso per portare l'AI in banca

Tutti gli altri numeri