Dagli smart payments all’open banking, +36% di compagnie fintech in Colombia. I fattori chiave? Investimenti stranieri e pieno supporto del governo. Bogotà è pronta a diventare polo fintech nella regione
Decolla il settore fintech in Colombia e le startup locali stanno diventando sempre più centrali nella digitalizzazione del settore finanziario del paese latinoamericano. Come in altre regioni, anche in Colombia gli strumenti fintech si stanno rivelando preziosi per favorire la ripresa economica ed incoraggiare una reale inclusione finanziaria che abbracci sia utenti comuni che piccole e medie imprese, da sempre trascurate da un sistema bancario tradizionale.
Secondo i dati, l’intero settore fintech colombiano conta 322 compagnie registrando una crescita del 36% rispetto agli ultimi tre anni. Bogotà si conferma il principale incubatore fintech del paese, mentre nove sono i settori chiave in cui operano le startup colombiane: Digital credit, Digital Payments, Business Finance, PFM e Wealthtech; Regtech, Cryptocurrency; Insuretech; Crowfoundng e Neobanks.
In questa cornice cruciale è stato il ruolo del governo. L’innovazione oramai sta andando di pari passo con l'enorme quantità di startup che sono emerse nelle economie più sviluppate come USA, Europa, ed ovviamente Cina, dove oggigiorno i pagamenti sono catalogati come i più innovativi.
La Colombia è pronta a cambiare le regole del gioco. I pagamenti digitali al primo posto
La Colombia è uno dei paesi (come il resto dell'America Latina) in cui gran parte della popolazione è unbanked, ragion per cui le autorità hanno posto l'inclusione finanziaria in cima alla loro agenda digitale. Su questo fronte la Colombia ha compiuto notevoli progressi attuando una politica che ha permesso al sistema finanziario di espandersi in tutto il paese e di aumentare l'accesso a diversi servizi finanziari fornendo, allo stesso tempo, soluzioni intelligenti.
“La Colombia ha una grande opportunità per avanzare sui pagamenti digitali - ha affermato Felipe Liga, Direttore del Regulatory Projection and Financial Regulation Studies Unit (URF) - Solo il 20% dei negozi accetta pagamenti elettronici e solo il 10% delle transazioni avviene attraverso questi canali. Il Covid-19 ha cambiato questa tendenza con i consumatori che chiedono ora nuove modalità per accedere e fornire servizi finanziari”. Il governo sta quindi lavorando per invertire questa situazione. Un primo passo è stata la discussione di una nuova legge sui pagamenti digitali, il Decreto 169 del 2020, attraverso il quale è stata aggiornata la disciplina del sistema dei pagamenti digitali di modico valore, adeguando e specificando attori, ruoli e fasce.
Prossima fermata, Open Banking
Il nuovo obiettivo è ora l'open banking. Come affermato dai media locali, il paese sta sviluppando il proprio modello di banca aperta attraverso una regolamentazione ad hoc che dovrebbe favorire la concorrenza dell’intero comparto, traducendosi anche in migliori servizi digitali per i clienti. Secondo la URF, l'agenzia governativa incaricata della stesura, la nuova legge dovrebbe entrare in vigore nel 2022.
Stando alle prime indiscrezioni, sembrerebbe che il governo abbia deciso per un approccio duro al fine di dare una sferzata agli istituti di credito tradizionali. Le banche colombiane presentano infatti diversi livelli di sviluppo digitale, con realtà che vantano un ricco portfolio di servizi innovativi e competitivi e player che si fermano solo all’internet banking quando si tratta di innovazione. Nonostante l’URF abbia più volte ribadito che il regolamento non ha ancora un ambito di applicazione definito di per sé, l’obiettivo a lungo termine è quello di avere un’architettura aperta a tutti i prodotti e servizi finanziari, che semplifichi le operazioni sia per istituti che per le persone, creando così una maggiore mobilità. Le istituzioni sono ben consapevoli che tale programma richiederà tempo, ma un primo punto di partenza, come ha sottolineato l’URF, sarà il segmento dei prodotti di risparmio e prestito.
Così facendo i regolatori sperano che le realtà finanziarie comprendano finalmente il valore aggiunto che l'open banking può avere per i propri clienti e il proprio business proiettando così la Colombia nell'elenco di paesi - come Brasile e Messico - che non solo sono diventati top player FinTech nell’America Latina, ma hanno anche definito i propri sforzi per mettere in atto un quadro di norme a sostegno dell'inclusione finanziaria.
Facilitare le linee di credito alle PMI
Benché il tema su come costruire una concreta portabilità finanziaria sia ancora aperto, il piano di sviluppo di un open banking colombiano è stato ben accolto dalle istituzioni finanziarie. Tuttavia, gli stessi protagonisti ammettono che il cammino della Colombia nel vasto panorama fintech è solo all’inizio. Tante le sfide davanti. In primis quelle normative. Asobancaria* ad esempio, ha sostenuto che le nuove leggi devono essere implementate anche da regole chiare per quelle parti terze che andranno a loro volta ad incamerare ed utilizzare i dati di utenti e clienti. “L'abilitazione delle API dovrebbe comprendere tutte le entità che gestiscono anche le informazioni finanziarie degli utenti, non solo le banche", ha affermato la scorsa estate l’associazione.
In Colombia la fintech è quindi ancora in una fase embrionale, ma questa sta diventando lo strumento principale per le piccole imprese locali per accedere al credito. Secondo i dati della CAF-Development Bank of Latin America, “nel caso di Argentina, Brasile e Messico, che rappresentano il 65% del PIL della regione, solo il 40% delle piccole imprese formali ha accesso a una linea di credito, mentre più oltre il 95% delle grandi aziende gode di questo e di altri servizi finanziari”. Una proiezione che si ripete anche in Colombia dove l'accesso e il costo del credito sono i principali ostacoli all'attività delle PMI.
In questa cornice, fattori come lo scoppio della pandemia ed i ben noti ostacoli di un sistema bancario troppo tradizionale sono stati il motore perfetto per far decollare il fintech colombiano. Il supporto del governo, come visto, è stato cruciale, ma anche gli investimenti stranieri, con il loro bagaglio di know-how tecnico, hanno dato il loro prezioso contributo. Secondo i dati, dal 2017 al 2020, i finanziatori esteri hanno investito oltre 1 miliardo di dollari, di cui 300 milioni di dollari sbarcati nei primi cinque mesi della pandemia. Solo per citare un esempio concreto, nel 2019 il conglomerato giapponese SoftBank, ha investito ingenti somme in Rappi*, e questa è solo la punta dell’iceberg.
Trasformare le sfide in opportunità, questo è il motto di Bogotà. Da quando Iván Duque Márquez è diventato presidente della Colombia nel 2018, realtà governative come Colombia Fintech o la Camera di commercio elettronico colombiana, sono diventate più attive. Significa che Fil governo è profondamente connesso all'innovazione. Márquez mira a trasformare il paese in uno dei principali ecosistemi fintech dell'America Latina, ma la Colombia è pronta? Forse è troppo presto per rispondere, ma il paese ha già iniziato un suo percorso dove le fintech non hanno paura di sporcarsi le mani ed investire. Ed il paese ben accetta player stranieri che vorranno partecipare alla corsa.
*Asociación Bancaria y de Entidades Financieras de Colombia
*Fondata nel 2015 Rappi è definita la prima super-app dell’America Latina che include diversi servizi fintech