Finanza integrata in Italia: puntare su pagamenti, mobilità, e-commerce

Finanza integrata in Italia
Federico Roesler Franz, Managing Director di Solaris Italia

La finanza integrata, o embedded finance, è uno dei modelli emergenti che promettono di trasformare il banking.

Ma a che punto siamo in Italia con l’embedded finance? Ne abbiamo parlato con Federico Roesler Franz, Managing Director di Solaris Italia, in un episodio del podcast #define banking.

AG. Qual è lo stato dell’embedded finance in Italia? Sta crescendo e quanto?

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FRF. Sicuramente sta crescendo. Solaris è nata in Italia nel 2016 e dal 2021 siamo attivi anche in Italia.

Proprio nel nostro Paese abbiamo condotto di recente un sondaggio insieme a Roland Berger, da cui emerge che un accesso più semplice ai servizi finanziari rispetto alle banche tradizionali è la ragione principale per cui il 41% dei consumatori italiani si rivolge alla finanza integrata.

Sicuramente, quindi, sta crescendo l’utilizzo e sicuramente se ne parla di più rispetto a qualche anno fa. Tuttavia, rispetto all’estero ci sono ancora molte opportunità che non vengono colte.

Penso soprattutto al mondo dei pagamenti e dei conti correnti, e alle iniziative delle aziende Corporate. Vedremo una forte crescita nei prossimi due anni.

AG. Torniamo sull’attuale uso dell’embedded finance. Quali sono i prodotti e le funzionalità più utilizzati? I pagamenti si confermano il centro dell’innovazione?

FRF. Sicuramente il mondo dei pagamenti digitali si è evoluto molto negli ultimi anni, non solo con l’embedded finance ma con le molte iniziative anche delle tech company.

Nello specifico dell’embedded finance, vediamo sicuramente molto potenziale nei wallet e nelle carte di debito, come prodotti principali.

Poi c’è il mondo del lending, anche se in Italia le nuove opportunità sembrano attirare meno. Solo il 7% della popolazione, ad esempio, userebbe il Buy Now Pay Later in maniera continuativa come strumento di pagamento.

In Italia il credito, ha sempre rappresentato un verticale particolare. Da noi, ad esempio la prepagata ha sempre avuto un ruolo importante proprio per l’avversione al rischio.

Penso comunque che carte di debito e wallet saranno interessati da una crescita importante. Quando i consumatori acquistano online, che sia in un e-commerce o per l’entertainment, oppure usano un servizio di mobilità, si aspettano di trovare il loro prodotto di riferimento per il checkout e questo spingerà la crescita.

AG. Sappiamo che il nostro Paese ha delle caratteristiche peculiari. Proprio per questo, quali prodotti o servizi potrebbero fare bene nel nostro Paese, ma sono ancora tutti da sviluppare?

FRF. Il retaggio culturale sul lending fa sicuramente pensare ai pagamenti, non solo il digital wallet ma anche ambiti di nuova generazione come i wearables o altri strumenti che rendono più accessibile il pagamento digitale.

Pensiamo a quanto tempo c’è voluto per diffondere i pagamenti contactless, superando le diffidenze del cliente. Ecco, nel giro di qualche anno alcuni strumenti oggi di avanguardia potrebbero essere utilizzati in moltissimi contesti.

Un ambito in cui vedo molto spazio è la mobilità. Pensiamo al pagamento dei mezzi pubblici.

Dal nostro sondaggio, il 61% degli intervistati si aspetta di ricevere un prodotto di embedded finance dal proprio brand preferito di mobilità.

Le compagnie aeree offrono carte brandizzate, ma di tipo tradizionale e finanziario. Parliamo di carte di credito che non forniscono alla compagnia informazioni e dati sulle transazioni. Sono semplici strumenti di loyalty.

Un’integrazione con un’offerta come la nostra fornisce una serie di dati sui pagamenti fatti con quella carta, oltre a delle revenue per l’azienda, derivanti dalle commissioni.

Il mondo della mobilità lavora sulla frequenza di acquisto. Oltre alle compagnie aeree ci sono gli operatori ferroviari, le aziende di trasporto locale, l’automotive e così via. Tutti ambiti in cui il cliente tende a usare un brand di riferimento, anche per abitudine.

Vedo poi molto bene anche l’e-commerce, dove già c’è una prima offerta di finanza integrata, ma restano grandi potenziali sul fronte del credito, a oggi poco esplorato.

AG. In base alla vostra esperienza internazionale, qual è la formula per creare un prodotto o un servizio di embedded finance di successo?

FRF. L’esperienza in Germania ci è utile per la strategia in Italia: abbiamo già testato il terreno per capire i settori e gli ambiti a maggiore potenziale.

Nei primi anni abbiamo lavorato moltissimo con le Fintech in vari verticali, ad esempio challenger bank o neobanche senza licenza che si appoggiavano alla nostra licenza bancaria per fornire servizi finanziari.

Due di esse, in particolare, sono attive anche in Italia. Vivid Money nel B2C e Finom nel B2B. Entrambe hanno strategicamente scelto di evitare la parte burocratica legata ai requisiti normativi per la licenza bancaria preferendo utilizzare per l’appunto un provider esterno per la loro espansione internazionale.

Oggi entrambe offrono IBAN nazionali in Italia e negli altri Paesi in cui operano.

Per conquistare il cliente, l’embedded finance deve puntare in primis sulla user experience. Solaris lavora nel back end, mentre il front rimane totalmente sotto il controllo del cliente.

Vivid Money e Finom hanno costruito la loro user experience in libertà, scegliendo il proprio modello di sviluppo e di offerta di valore. E non hanno dovuto pensare ad altro, perché la parte burocratica è gestita da Solaris.

Un secondo aspetto è la flessibilità nell’offerta al cliente.

Terzo elemento, il pricing, perché le aziende solitamente mirano a ottenere delle revenue addizionali rispetto alle partnership con il mondo bancario tradizionali.

 

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