Verifica bancaria digitale dell’inquilino. La startup milanese Domopay va oltre la valutazione della busta paga e analizza i dati reali del conto corrente per valutare, in pochi minuti, la solidità economica di un candidato affittuario.
La funzionalità vuole rispondere a una esigenza crescente da parte dei conduttori: in Italia, 8 milioni di famiglie vivono in affitto. Di queste, il 62% paga il canone in ritardo e un inquilino su due lascia l’immobile senza avere saldato i pagamenti dovuti, secondo i dati presentati dalla startup.
Non solo, molte persone vengono escluse dal mercato degli affitti non perché non possono permettersi una casa, ma perché il loro reddito arriva da una partita IVA, da un contratto a progetto, da più fonti diverse.
Il sistema di verifica tradizionale, la busta paga come unico certificato di affidabilità, li penalizza a prescindere dalla loro reale capacità di pagamento.
Come funziona
Con il consenso esplicito del candidato, il sistema analizza in modo sicuro la movimentazione bancaria degli ultimi 12 mesi e genera un report sintetico di sostenibilità del canone: redditi effettivi, pagamenti ricorrenti, stabilità finanziaria reale.
Niente più dichiarazioni fiscali che raccontano solo una parte della storia. Le stesse metriche che le banche usano per concedere un mutuo sono applicate, per la prima volta, al mercato degli affitti.
Il tutto, afferma la startup, nel rispetto del GDPR e degli standard PSD2: l'inquilino mantiene il controllo totale dei propri dati, nessuna informazione di dettaglio viene condivisa.
Il servizio è stato sviluppato in partnership con Experian.
Obiettivi
Disponibile via web e app mobile, Domopay è già operativo con alcune delle principali realtà del settore e aperto a nuove collaborazioni con agenzie, network immobiliari e gestori di portafoglio.
«La morosità non è solo un problema economico: è il principale fattore di sfiducia che blocca il mercato degli affitti italiano – ha dichiarato Fabrizio Raimondo, Fondatore e CEO di Domopay. Per anni si è deciso il destino di un investimento immobiliare sulla base di un documento cartaceo. Noi cambiamo questo. Ma cambiamo anche qualcosa di più profondo: un mercato che oggi penalizza ingiustamente chi lavora in modo diverso da come lavorava una generazione fa. La verifica digitale dell'inquilino diventerà uno standard in Italia - più protezione per i proprietari, più opportunità per gli inquilini, più fiducia per tutti».