Cartolarizzazione da 200 milioni di euro per finanziare la ripresa delle imprese italiane. Questa operazione di Credimi è stata denominata “Perseveranza” con l’intento di sottolineare la determinazione delle piccole imprese italiane nel superare la crisi in corso.
Operazione Perseveranza
Grazie a questa cartolarizzazione, piccole e medie imprese potranno richiedere finanziamenti con durata di 5 anni, di cui il primo anno di preammortamento con inizio di rimborso previsto dal 2022.
Questo con una procedura completamente digitale, una richiesta fatta esclusivamente online su www.credimi.com, in 2 minuti, da qualsiasi device, 7 giorni su 7, 24 ore su 24, con documenti firmati digitalmente a fronte di una risposta che arriva in soli 3 giorni.
La finanza in prima linea
Perseveranza è stata sviluppata con la partecipazione di Banco BPM e Intesa Sanpaolo (Senior Noteholder), che con la Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha condiviso con Banca Akros il ruolo di Arranger, BNP Paribas Securities Services (Account Bank e Paying Agent), Banca Finint (Servicer, Corporate Servicer, Calculation Agent e Representative of the Noteholders). Gattai Minoli Agostinelli e Jones Day sono gli studi legali che hanno seguito l’operazione.
Con l’operazione “Perseveranza”, Credimi porta il totale della raccolta a 620 milioni di euro negli ultimi 12 mesi.
Virtuose, piccole imprese
Secondo l’Osservatorio Piccole Imprese Italiane lanciato da Credimi, con il supporto operativo di Nextplora, molte piccole aziende per far fronte alla crisi sono orientate verso soluzioni difensive, che prevedono nella maggior parte dei casi la riduzione degli investimenti. C’è però un 10% di imprenditrici e imprenditori che ha intenzione di sfidare il Covid mantenendo i propri piani di crescita investendo in digitalizzazione (lo dichiara il 16% delle imprese dell’industria, il 21% di quelle del commercio e il 28% dei servizi), in ricerca e sviluppo (secondo il 20% delle aziende dell’industria, 17% servizi, 18% commercio), nel lancio di nuovi prodotti (16% industria, 15% commercio e 17% servizi) e nell’ampliamento della propria rete commerciale. Ma anche nel marketing (17% industria, 22% commercio 26% servizi) e nella pubblicità.