Appalti pubblici: Cato supera i 100 clienti e arricchisce la piattaforma

Cato supera i 100 clienti e arricchisce la piattaforma
Da sinistra: Matteo Bossolini, CTO e Co founder; Riccardo Sabatti, founder Avvista.ai; e Andrea Zorzetto, CEO e Co founder Cato

Cato, startup che supporta PMI e grandi imprese nell’accesso ai bandi di gara pubblici, ha chiuso il primo anno di attività superando i 100 clienti, a seguito di un round pre-seed chiuso in un solo mese e guidato da Italian Founder Fund (IFF).

Inoltre, la startup ha recentemente integrato la tecnologia di Avvista.ai, neonata startup fondata da Riccardo Sabatti, che ha disegnato una soluzione self-service pensata specificatamente per le aziende con volumi di gare contenuti e senza un ufficio interno dedicato.

L’integrazione, formalizzatasi attraverso una cosiddetta “acquihire”, consente a Cato di coprire così l’intero spettro della domanda, dalle PMI che si affacciano per la prima volta al mondo degli appalti pubblici, alle realtà più strutturate che gestiscono gare complesse.

Inoltre la piattaforma permette di consultare anche opportunità che non si erano prese in considerazione: grazie al matching tra capitolato e cataloghi prodotti è possibile concorrere a lotti che non si stavano considerando.

Il 60% delle PMI fatica a partecipare alle gare

Il contesto è quello di un mercato da 309 miliardi di euro, cresciuto del +13,9% nel 2025 (Relazione Annuale ANAC), in cui il 60% delle PMI fatica ancora a partecipare alle gare pubbliche in modo competitivo.

Il motivo: tra le migliaia di bandi pubblicati ogni giorno, individuare quelli davvero rilevanti per la propria azienda è tutt’altro che semplice, e preparare la documentazione necessaria nei tempi richiesti è spesso impossibile senza un team dedicato e specializzato.

Inoltre il D.Lgs. 36/2023 ha reso obbligatoria la digitalizzazione dell’intero ciclo contrattuale, aumentando il carico normativo e la pressione sugli uffici gare meno strutturati.

«Le gare pubbliche non si perdono solo perché non si trovano, si perdono anche perché non si riesce a gestirle in modo efficace – ha commentato Andrea Zorzetto, CEO e co-founder di Cato. Dietro ogni bando c’è un team di persone capaci che troppo spesso finisce per passare le giornate a sfogliare PDF e compilare moduli, invece di ragionare su come costruire l’offerta migliore e vincere la competizione. Abbiamo costruito Cato esattamente per sollevare le persone - e con loro le imprese italiane - da tutto ciò che può essere automatizzato, restituendo loro tempo e spazio per concentrarsi su ciò che nessun software potrà mai sostituire: la strategia, l’offerta, il rapporto con il cliente».

 

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