Italian Tech Alliance - Egon Zehnder: crescono le assunzioni in startup e PMI innovative

Italian tech Alliance ricerca Egon Zehnder
Francesco Cerruti, Direttore Generale di Italian Tech Alliance

In questi due anni, startup e PMI innovative hanno continuato ad assumere nuove risorse in Italia, secondo la ricerca di Italian Tech Alliance, condotta in collaborazione con Egon Zehnder.

Lo scorso anno, infatti, il 78,5 % delle aziende intervistate ha assunto nuove risorse, con una crescita dell’8,5% rispetto al 2020, quando la quota di aziende che aveva assunto nuove risorse aveva raggiunto il 70%.

Un dato che conferma sostanzialmente le aspettative che le imprese avevano nel 2020, quando stimavano una crescita intorno all’80% per l’anno successivo.

Un mercato in crescita

Altro dato interessante è che circa un terzo (31%) delle aziende che ha effettuato nuove assunzioni, ha registrato una crescita dell’organico pari o superiore al 50%.

Ingegneri, ricercatori e sales sono le figure professionali più ricercate.

L’età media del personale delle startup è di 36 anni, con il 52% delle risorse che ha meno di 35 anni. Un dato sostanzialmente in linea con il 2020.

Cresce la presenza femminile

Per quanto riguarda i talenti femminili all’interno delle aziende coinvolte nell’analisi, i dati risultano in linea con quelli sull’occupazione femminile in posizioni apicali in Italia: il 65% delle startup ha almeno una donna all’interno del management team, che rappresenta in media il 23,5% del totale.

In altre parole, circa un quarto dei membri dei management team è donna; un dato certamente migliorabile ma comunque in crescita rispetto al 2020, quando il rapporto tra donne e uomini riferito sempre ai management team era di uno a cinque.

Apertura internazionale

Da sottolineare la presenza di risorse provenienti dall’estero all’interno dei management team delle aziende dell’ecosistema dell’innovazione - il 40% è di provenienza internazionale, mentre in media la quota di membri internazionali all’interno del management team è pari al 35% - e alla distribuzione delle risorse nel territorio italiano, con il Nord Italia che continua a rimanere la principale area di impiego delle risorse (71%), seguita dall’Italia Centrale (20%) e dal Sud Italia (9%).

«Nell’ultimo anno abbiamo assistito ad una accelerazione della domanda di talento in posizioni manageriali chiave di startup/scale up a matrice italiana – commentano Fabrizio D’Eredità e Andrea Splendiani, consulenti di Egon Zehnder. Spesso i founder - il più delle volte a capo dell’azienda - sono alla ricerca di figure senior, sia in area tecnica che commerciale, al fine di effettuare un salto dimensionale soprattutto su scala internazionale. Da un lato i founding member sono sempre più aperti a fare un passo “laterale” per accogliere nuova managerialità ed esperienza oggi non presente in azienda, dall’altro manager qualificati, in alcuni casi residenti all’estero e aperti a un eventuale rientro in Italia, sono più pronti a confrontarsi con realtà meno strutturate dove possano esprimere maggiormente la loro imprenditorialità. Siamo dunque in presenza di chiari segnali di un possibile cambio di passo in termini di qualificazione e sviluppo di imprese innovative e del loro ecosistema».

«Il primo dato interessante che emerge dalla ricerca è senza dubbio quello relativo alla crescita dai posti di lavori creati dalle startup, che hanno continuato ad assumere nella maggioranza dei casi nonostante il perdurare della pandemia e i venti di crisi economica – spiega Francesco Cerruti, Direttore Generale di Italian Tech Alliance. Nel complesso, i dati che emergono confermano come le startup continuino a creare non solo occupazione ma anche posti di lavoro di qualità. C’è ancora molto da fare per quanto riguarda le quote rosa nei management team, anche se riconosciamo che rispetto allo scorso anno il trend è in miglioramento. Da sottolineare anche l’età media dei dipendenti delle startup, che si assesta a 36 anni, con più della metà che è under 35, un dato in controtendenza con molti degli indicatori del settore e che rafforza la nostra convinzione sulla necessità di sostenere le aziende innovative, perché si confermano come un motore fondamentale per guidare la ripresa e la crescita del Paese e della sua economia».

 

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