
Il metodo “Greenfield”
Presentato al World Economic Forum a Davos, il report è intitolato non a caso “Time to Start Again”. Quasi a sottolineare l’urgenza per le banche di ripartire e vincere le sfide poste dalla digital transformation. La soluzione è quella che Oliver Wyman chiama metodo “Greenfield”: cioè ripensare il business senza vincoli, esattamente come fanno appunto i nuovi player.
Liberarsi del legacy per concentrarsi sul cliente
Uno dei limiti principali alla digitalizzazione nel banking, del resto, sono sempre stati i sistemi IT legacy. Svincolandosi dalle infrastrutture “vecchio stampo” e ripartendo come startup invece si può accelerare. E arrivare a studiare un’offerta non più centrata sul prodotto, ma sul cliente. In tutto il mondo sono diversi gli istituti che hanno intrapreso questa strada: il report cita il caso della National Australia Bank e di QuickBiz, per l’erogazione digitale di prestiti non garantiti. Ma è solo uno dei tanti.
Sfruttare il “flywheel momentum”
Le FinTech insegnano poi che, anche se non si ottiene subito un profitto con il lancio di un’offerta innovativa, si può contare su quello che il report chiama “flywheel momentum”. Ovvero l’effetto volano: dopo il lancio, si raccolgono tutti i dati sulla reazione dei clienti e pian piano si affina l’offerta. La banca digitale sudcoreana Kakao e le inglesi Monzo e Revolut si sono fatte strada così nel mercato.
Velocizzare il time to market
Anche per questo le FinTech in genere sono più veloci nel lancio dei nuovi servizi: in appena due settimane l’offerta è sul mercato, mentre gli operatori tradizionali impiegano dai 3 ai 6 mesi. Inoltre i nuovi attori prestano più attenzione all’efficienza: in una banca tradizionale una singola persona serve in genere circa mille clienti, in una FinTech questo rapporto sale a 2.500.
Integrare i servizi di terze parti
Ancora una volta, le banche tradizionali possono quindi imparare dalle realtà innovative. Ma possono anche spingersi oltre la semplice imitazione, per integrare in ottica open banking i servizi di terze parti nelle proprie piattaforme. In questo modo potranno offrire soluzioni da FinTech, pur non essendo una FinTech. Rivolgendosi tra l’altro a una base clienti consolidata, che invece ai nuovi player manca.