Le Fiere italiane sono alla ricerca di strumenti adeguati per competere nel mercato della globalizzazione. È in questo contesto che nascono una serie di iniziative per l’internazionalizzazione: una prettamente formativa, organizzata dai soci Associazione Esposizioni e Fiere Italiane (AEFI), e una supportata invece da Cariparma Crédit Agricole in collaborazione con Fiere di Parma, con un focus sull’agroalimentare.
Il seminario per il settore
A fare da apripista a una nuova consapevolezza sulla internazionalizzazione è il seminario annuale di aggiornamento formativo per i soci AEFI, che si tiene per il secondo anno consecutivo a Rimini, presso la sede di Rimini Fiera, dal titolo: “L’internazionalizzazione delle fiere italiane: modalità e strumenti per competere”. Una serie di incontri formativi in cui partecipano esperti provenienti da Europa, Thailandia ed Emirati Arabi.
«L’internazionalizzazione – ha sottolineato Giovanni Laezza, Direttore di Riva del Garda Fieracongressi e Vicepresidente di AEFI, in apertura dei lavori – è ormai una scelta inderogabile e un’opportunità a cui il settore non può rinunciare. Il comparto fieristico nazionale, che con mille manifestazioni l’anno è in grado di coinvolgere circa 22 milioni di visitatori, rappresenta una leva strategica efficiente per supportare la crescita delle imprese del nostro Paese e in uno scenario mondiale che negli ultimi anni è completamente cambiato aprirsi all’estero è una scelta ma anche una sfida inderogabile».
Il sostegno economico
Per rafforzare la capacità di sbocco sui mercati esteri, Cariparma ha poi presentato nella cornice di EXPO Milano 2015 il nuovo accordo stretto con SACE e Fiere di Parma, a sostegno delle imprese del padiglione CibusèItalia: : oltre 260 eccellenze provenienti dalle diverse regioni italiane che rappresentano ben 13 filiere dell’agroalimentare Made in Italy. L’accordo metterà a loro disposizione prodotti utili a sostenere la competitività su nuovi mercati, oltre a migliorare la gestione del capitale circolante. Grazie a questa offerta, le imprese potranno usufruire di un accesso facilitato al credito con tempi di delibera ridotti.
150 milioni per il settore conserviero
Inoltre, si aggiunge anche il recente stanziamento di 150 milioni di euro di finanziamenti destinati allo sviluppo di export e internazionalizzazione. Un accordo che, in linea con i temi di EXPO 2015, prevede anche il potenziamento dell’azione congiunta a sostegno delle imprese della filiera agroalimentare grazie all’iniziativa “Fidi di campagna”, le linee di credito dedicate alle esigenze economico-finanziarie specifiche delle imprese del settore conserviero.
I numeri dell’agroalimentare
Un mercato da sostenere, in particolare quello dell’agroalimentare, stando ai dati dell’Osservatorio Agroalimentare effettuato da Nomisma, a cura del Responsabile Area Agroalimentare Denis Pantini. L’indagine ha messo in luce dati molto incoraggianti per l’export italiano, con un +42% rispetto al 2007, con un valore aggiunto cresciuto del 5%. La crisi ha colpito soprattutto le microimprese del settore, che nel periodo 2005-2012 sono diminuite sia per numero, sia per fatturato, sia per valore aggiunto. Quest’ultimo aumenta con il crescere delle dimensioni, così come la propensione all’export.
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