
Fare leva sul wealth management per crescere
A dirlo è uno studio di Excellence Consulting sui piani industriali delle big four italiane: Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco BPM e UBI Banca. Tutti istituti di grandi dimensioni che puntano quindi su economie di scala, ma anche sulla diversificazione del business. Facendo leva sulla rete di consulenti e sulle società di asset management e bancassurance, recuperano risorse da aree meno produttive per dirottarle dove ci sono maggiori potenzialità di crescita.
Intesa Sanpaolo la più ambiziosa
Tuttavia, questo nuovo approccio non è così facile da seguire. E lo dimostrano le performance delle big four, dove solo Intesa Sanpaolo spicca fra tutte per l’accelerazione sulla gestione dei risparmi e degli investimenti. Le commissioni di gestione patrimoniale parlano chiaro: UniCredit è in perdita di 502 milioni, UBI di 43 milioni e Banco BPM di 134. Intesa invece raggiunge i 2,7 miliardi con un incremento di 1 miliardo di euro.
In piano anche tagli agli sportelli
Rimane essenziale anche il taglio dei costi. Primo bersaglio sono ovviamente gli sportelli. Intesa Sanpaolo è l’istituto con la mano più pesante, ma del resto è il più grande dei quattro: la banca è pronta a chiudere 944 filiali in tutta Europa entro il 2019. Non è da meno UniCredit, che si prepara a dire addio a 944 agenzie. Non si salvano neanche Banco BPM, che taglierà 355 sportelli, e UBI, che ne chiuderà 279.
Cosa aspettarsi dalla riduzione delle filiali
Le aspettative dalla razionalizzazione delle filiali? UniCredit e Intesa Sanpaolo sono le realtà più ambiziose. L’istituto di Piazza Gae Aulenti punta a 7,6 milioni di proventi e 1,6 milioni di utili per sportello. Intesa 5,8 milioni di ricavi e 1,36 milioni di utili: queste sono tra l’altro le previsioni per fine 2017.
Gli obiettivi delle banche per i ricavi
Intesa è la banca con gli obiettivi più spinti. Conta di far crescere i ricavi del 6% entro fine 2017, fino ai 19,2 miliardi. UniCredit invece sposta la scadenza più lontano, al 2019, con proventi sui 21,8 miliardi e una crescita solo dello 0,6%. Poi c’è UBI, che prevede 3,6 miliardi (+1,9%). E infine Banco BPM che punta ai 5,2 miliardi (+0,4%).