AM. Se le Reti fanno meglio delle banche

Credit Fire

Commissioni e ricavi da consulenza? Le Reti battono le banche. E la differenza la fa il modello di business. Ecco perché le prime sapranno forse fronteggiare meglio le sfide future dell’AM, come l’entrata in vigore della Mifid2.

Commissioni attive: le Reti crescono, le banche no

A dirlo è uno studio firmato Excellence Consulting, che ha analizzato le principali banche italiane (Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco BPM, MPS, UBI, BPER, Credem e Creval) e Reti come Fideuram, Mediolanum, Fineco, Banca Generali, Azimut, Allianz Bank FA, Deutsche Bank FA, IW e Widiba. Le prime non hanno dato il meglio di sé sul fronte delle commissioni attive (soprattutto nei servizi di tenuta e gestione dei conti correnti e di incasso o pagamento): sono passate dai 23,75 miliardi del 2007 ai 22 miliardi del 2017. Le Reti invece hanno fatto meglio, passando da 3,16 miliardi a 6,13 miliardi. Numeri più piccoli ma segnale di un comparto più dinamico.

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Ricavi da consulenza: segno meno per le banche

Idem per i ricavi da consulenza. Anche qui le banche hanno visto il segno meno: l’incidenza sul totale delle commissioni attive si è ridotta dal 23% all’11%. Solo Credem e UBI si sono distinte con performance migliori e un’incidenza rispettivamente del 46% e del 25% (sopra la media quindi). Al contrario, i ricavi dalle banche Reti sono cresciuti: l’incidenza sulle commissioni è passata dal 35% al 55%, trainata soprattutto dallo sviluppo di Fideuram, Mediolanum, Generali e Azimut.

Collocamento vs consulenza

Il modello di business fa ovviamente la differenza: se le banche puntano soprattutto sul collocamento di titoli, di fondi comuni di investimento e di prodotti assicurativo-finanziari, le Reti invece scommettono di più sui servizi di consulenza e gestione patrimoniale. Non stupisce infatti come le Reti cresciute meno siano proprio quelle con un modello di business più simile a quello delle banche (anche se si parla di un modello ad “architettura aperta”, che poche banche hanno).

Negoziazione titoli? In Italia non va

In termini di ricavi da negoziazione titoli, invece, sia le banche sia le Reti non hanno dato il massimo. Si sono distinte solo Fineco e IW Private Investments, ma con percentuali sul totale delle commissioni comunque contenute: 16% la prima, 17% la seconda. A testimonianza di un servizio sì molto sviluppato nel mercato anglosassone, ma poco diffuso in Italia.

Excellence Consulting AD«L’Asset Management – commenta Maurizio Primanni, CEO di Excellence Consulting - per le banche commerciali ha ancora ampi spazi di crescita e sviluppo; attraverso questa crescita le banche possono compensare la perdita di ricavi sui servizi di gestione dei conti correnti e di incasso e pagamento. E’ necessario però verificare se il modello di collocamento titoli ad architettura chiusa attualmente prevalente sia la strada migliore per realizzare tale sviluppo. Per quanto riguarda le banche reti di consulenti invece, la maggior parte di esse hanno già realizzato un percorso di significativa crescita dei ricavi da consulenza. Per il futuro sarà necessario trovare ulteriori revenue pool, ad esempio attraverso lo sviluppo dei prodotti di investimento alternativi, lo sviluppo dei servizi di Wealth Management (consulenza immobiliare, su passaggio generazionale, fiscale, etc.), oppure il lancio di una nuova generazione di servizi di negoziazione titoli e consulenza su amministrato».

 

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