Imprese. Meno insoluti, ma importi medi più alti

Un primo rallentamento per gli insoluti, anche se gli importi medi dei mancati pagamenti superano del 63% i livelli pre-crisi. Euler Hermes ha analizzato i mancati pagamenti, per settore e per regione, del 2014, sottolineando i primi segnali di ripresa per quanto riguarda il trend dei debiti non onorati dalle imprese: -30% di mancati pagamenti nel mercato domestico rispetto al 2013.

Debiti nelle transazioni verso l’estero

Per le transazioni commerciali tra imprese italiane ed estere, il calo della frequenza è stato del 16%, mentre, la severità è rimasta stabile (+1%). A destare maggiore preoccupazione tra i dati consuntivo 2014 è il livello degli importi medi che, rispetto al 2007 (pre-crisi), è ancora superiore del 63% sul mercato domestico e del 57% nell’export.

Ludovic Subran EulerHermes«Contrazione economica, consumi deboli, credit crunch finanziario e investimenti deboli sono le principali componenti che hanno contribuito a indebolire lo stato di salute delle imprese italiane anche nel 2014 – afferma Ludovic Subran, capo economista Euler Hermes. Il trend in diminuzione dei mancati pagamenti riflette in pieno il rallentamento dell’intera economia nazionale e non rappresenta un reale miglioramento degli scambi commerciali tra le aziende».

I mancati pagamenti delle imprese: regioni...

Entrando nel dettaglio regionale, la Valle d’Aosta è l’unica che ha ancora entrambi gli indicatori dei mancati pagamenti in accelerazione, mentre, Trentino Alto Adige e Toscana raddoppiano la severità degli importi, rispettivamente nelle province di Trento, Lucca e Livorno, impattate dagli andamenti negativi delle commodities (distribuzione petrolifera) e del comparto cartario.

... e settori

Tra i settori segnali molto positivi arrivano da agroalimentare e chimica farmaceutica che fanno segnare, per il secondo anno consecutivo, un confortante (e a doppia cifra) segno meno. Il comparto tessile registra un forte miglioramento in particolare nei confronti del pre-crisi del 2007, dopo la selezione naturale che ha comportato nell’ultimo ciclo la fuoriuscita dal mercato delle aziende marginali e di piccole dimensioni. In ripresa meccanica e siderurgia le cui aziende, più di altri comparti, hanno nell’ultimo biennio lavorato su processi di riorganizzazione e di ristrutturazione interna, a beneficio dei conti aziendali e dei mercati di sbocco.

Massimo Reale EulerHermes«L’andamento dei mancati pagamenti, registrato nel 2014, soprattutto nel mercato domestico, consolida secondo le nostre valutazioni una tendenza emersa negli ultimi due esercizi – dichiara Massimo Reale, Direttore Information & Grading Euler Hermes Italia. Da un lato le aziende italiane hanno dimostrato di saper ben gestire la liquidità, destinandola alla gestione ordinaria e di breve termine per il business; dall’altro però, la crisi congiunturale ha comportato la concentrazione delle transazioni commerciali su un numero minore di aziende presenti sul mercato, con l’effetto finale di amplificare la severità degli insoluti, anche con riferimento a relazioni commerciali consolidate».

Le previsioni per il 2015

Il 2015 dovrebbe segnare la fine della recessione in Italia dopo tre anni, con il PIL che timidamente si affaccerà in zona positiva (+0,3%) grazie alla ripresa dei consumi interni e al costante traino dell’export (+2,6%), sostenuto da un esercito di circa 214mila imprese esportatrici.

10 miliardi di export addizionale

Nel 2015 si attendono oltre 10 miliardi di export addizionale, proveniente principalmente dai partner storici come Francia e Germania, grazie ai benefici del QE e dagli USA e Svizzera, dove la svalutazione dell’euro genererà ulteriori benefici per le imprese export oriented. La crescita estera si registrerà principalmente nella meccanica, tessile, food e la chimica. Bisogna tenere conto, inoltre, del perdurare delle sanzioni sulla Russia, ma le imprese italiane hanno già intrapreso un percorso di delocalizzazione dei mercati, sui quali esportare il made in Italy, come ad esempio, Polonia e Romania.

Più consumi da famiglie e imprese

In aumento è atteso l’indice di fiducia delle imprese e delle famiglie che farà ritornare in terreno positivo l’indicatore dei consumi. Gli investimenti saranno ancora deboli, mentre, la leva finanziaria sarà meno sotto pressione, a partire dal secondo semestre del 2015.

«In Italia sia i giorni di incasso di un credito (DSO), attesi a quota 111 giorni, sia i mancati pagamenti sia le insolvenze aziendali (-2%) – conclude Subran –, dovrebbero segnare un lieve miglioramento nel 2015 così come il rischio di insolvenza delle controparti estere. Uniche eccezioni Russia, Repubblica Ceca e gli emergenti Brasile e Cina».  

Infografica mancati pagamenti

 

 

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