La trasparenza è parte dell’etica

Etica Sgr Grossi Roberto

La Direttiva MiFID II nasce con lo scopo di rafforzare le tutele nei confronti degli investitori, puntando su una maggiore trasparenza nella modalità in cui i prodotti vengono concepiti e proposti al pubblico da parte degli intermediari, sia produttori sia distributori.

 

«Il concetto di trasparenza, per noi, non è una novità – afferma Roberto Grossi, Vice Direttore Generale di Etica Sgr – in quanto l’articolo 4 dello Statuto di Etica Sgr (nata nel 2000, NdR) recita che “(…) L’attività della Società è improntata alla massima trasparenza”. Una trasparenza declinata con una struttura dei costi dei fondi semplice e lineare, evitando tipologie di costi che il cliente fatica a capire, come “commissioni di performance” o “commissioni di uscita a tunnel” e così via. Il cliente è così in grado di confrontare e capire le tipologie di costi legate all’investimento per scegliere un prodotto in modo più consapevole, in base alle proprie esigenze».

Una chiara informazione al pubblico

La trasparenza, soprattutto in un momento in cui il tema della sostenibilità è diventato strumento di marketing e non viene sempre usato a proposito, si riflette anche in un aspetto fondamentale: la rendicontazione. «Non solo quella finanziaria – precisa Grossi – ma anche quella extra-finanziaria, che dà conto degli impatti positivi, dal punto di vista ambientale, sociale e di buon governo, delle nostre attività di selezione dei titoli e di engagement, in particolare del dialogo, portato avanti con le aziende in cui investono i nostri fondi. Una chiara informazione al pubblico rende i risparmiatori più consapevoli delle proprie scelte di investimento».

È una scelta del risparmiatore

Con MiFID II, d’altronde, la tutela del risparmiatore e l’analisi dei suoi bisogni diventano parte integrante della creazione del fondo di investimento: l’ESMA (Autorità Europea di Sorveglianza nei Mercati Finanziari europei), nelle Linee Guida per le Autorità di Vigilanza nazionali ha evidenziato tra i bisogni della clientela sia gli “investimenti verdi” sia gli “investimenti etici”. «L’investimento sostenibile e responsabile – commenta Grossi – viene riconosciuto come una vera e propria esigenza del risparmiatore. Se il cliente chiede di investire in modo responsabile, è suo diritto ricevere dalla casa prodotto e dai distributori delle proposte in linea con questa richiesta».

Un riconoscimento per tutta l’industria

«Etica Sgr ha in qualche modo precorso i tempi – conclude Grossi – abbracciando l’investimento sostenibile e responsabile sin dalle origini. Siamo tuttora l’unica società di gestione italiana a proporre al pubblico esclusivamente fondi comuni di investimento sostenibili e responsabili, mossi dalla convinzione che analizzare e selezionare imprese e Stati con questo approccio sia una conditio sine qua non per la creazione di valore nel lungo periodo e per mitigare i rischi finanziari e reputazionali. Tutti gli strumenti finanziari che compongono i fondi sono selezionati sulla base di un’accurata analisi degli emittenti, sia per esclusione di settori controversi (ad esempio il settore petrolifero, gli armamenti, l’energia nucleare, il gioco d’azzardo) sia individuando gli emittenti migliori dal punto di vista ESG (dall’inglese “environmental, social and governance”). In qualità di investitore responsabile, ci auspichiamo che la sostenibilità possa essere presto considerata una dimensione imprescindibile degli investimenti, anche in considerazione del successo che gli investimenti responsabili stanno riscuotendo nel mondo della finanza, oltre che tra i clienti».

 

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