Nuovi prodotti per abbandonare la iper-specializzazione sulle materie prime e uscire dalla secca (momentanea?) del mercato dell’oro. ETF Securities ha annunciato l’arrivo di importanti novità per il prossimo autunno, con lo sviluppo di ETP su nuove asset class, dopo un calo brusco delle masse gestite da 30 a 20 miliardi di dollari dovuto al brusco calo di interesse per l’oro e i metalli preziosi.
Proprio oro e metalli pesano infatti per l’80% delle masse gestite in Europa da ETF Securities: una sproporzione cui fa eccezione l’Italia (in cui oro e preziosi pesano per meno del 50%) e che negli scorsi anni ha portato la società a crescere rapidamente. Salvo dover recuperare terreno, con qualche anno di ritardo, rispetto alla concorrenza ben posizionata su ETP non legati alle materie prime.
Che poi, spiega Massimo Siano, Head of Italian Market, che gli investimenti in oro siano un capitolo chiuso è tutto da dimostrare: lo spostamento degli investimenti verso altre asset class sembrerebbe infatti indicare un clima di maggiore fiducia. «Ma il mercato potrebbe anche sbagliarsi – commenta Siano – ed è presto per decretare la sconfitta dell’oro. Sicuramente non è corretto parlare di una bolla dell’oro: negli ultimi anni, infatti, la quotazione è cresciuta lentamente. Certo, ha raggiunto un picco, ma non in modo rapido e vertiginoso per poi crollare subito dopo, come accade tipicamente al verificarsi di una bolla».
Resta comunque la necessità di riposizionarsi per tornare a intercettare gli orientamenti degli investitori. In uno scenario che non presenta nuove bad news e conferma anzi alcuni fenomeni noti (debito USA in crescita, aumento dei bilanci delle banche centrali, crescita di rilevanza dei mercati emergenti, quantitative easing della FED in rallentamento fino a un deciso calo della disoccupazione americana) ad attirare l’attenzione di Siano è il gap tra l’indice S&P e la quotazione del rame.
Generalmente correlati S&P e rame sono oggi divergenti. Una situazione avvenuta in tempi recenti nel 1992 e nel 2009. «Due momenti completamente diversi – spiega Siano – in un caso il rame, metallo industriale per eccellenza, era sottovalutato; e infatti abbiamo avuto anni di crescita a livello globale. Nell’altro era lo S&P a essere sopravvalutato e abbiamo assistito al crollo di Lehman Brothers e all’esplosione della crisi che continua ancora oggi». In quale dei due scenari ci troviamo oggi? Secondo Siano, l’allontanamento dall’oro, principe dei beni rifugio, lascia intendere che il mercato scommetta su un prossimo ritorno alla crescita. Ma il mercato, sull’oro e non solo, potrebbe anche sbagliarsi.
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