ETF Securities vola con il mercato dei cambi: +32%

mercato valuteCrescita a doppia cifra per il patrimonio gestito da ETF Securities in Italia tramite la piattaforma di cambi. Da gennaio 2014 l’AuM ha superato i 150 milioni, una crescita del 32% in tre mesi, con quasi 3 milioni al giorno di volumi per i 30 ETC sulle valute quotati in Borsa Italiana.

Italiani, ancora pessimisti sull’euro

A rappresentare ben l’80% di questa raccolta trimestrale è il 3X Long USD Short EUR (EUS3 MI), che ha aumentato il patrimonio del 51% dall’inizio dell’anno, raccogliendo ben 54 milioni di euro. «E probabilmente – aggiunge Massimo Siano, Head of Italy and France di ETF Securities – entro la fine dell’anno questo ETC raggiungerà i 200 milioni di euro di AuM. Eppure, anche se gli investitori italiani sembrano essere pessimisti sull’andamento dell’euro, le situazioni di mercato ultimamente sono cambiate e l’euro presenta ottime prospettive: il rischio Italia e quello spagnolo sono infatti in diminuzione e con la crescita dell’euro e il continuo calo degli spread l’EUR/USD si riprenderà, toccando per la fine dell’anno anche l’1,45».

Short dollaro australiano, long euro: il cross vincente

Ma il migliore ETC sulle valute in Borsa Italiana è stato il 3X Short AUD Long EUR, che da inizio anno ha registrato una ottima performance, crescendo circa del 12%. «Ad ogni modo, esistono diverse correlazioni che rendono il mercato dei cambi interessante – precisa Siano. Difatti, il mercato valutario presenta una volatilità più bassa rispetto agli indici azionari e obbligazionari, rivelandosi adatta a quegli investitori che risultano essere più avversi al rischio e che comunque seguono con interesse le vicende politiche ed economiche globali».

Le diverse correlazioni valutarie

Oltre alle correlazioni macroeconomiche, e quindi alla possibilità di scegliere la tipologia di investimento long/short a seconda del PIL di determinati Paesi, è possibile anche procedere secondo altri principi: seguire, ad esempio, la storica correlazione inversa presente tra USD e materie prime, oppure l’andamento quasi di pari passo del dollaro australiano (AUD) e dei metalli industriali simile a quello che accomuna la Corona norvegese (NOK) e il Brent, e anche la correlazione tra Franco svizzero (CHF) e oro, ultimamente caratterizzata da una discrasia «l’oro è sceso e il CHF ha aumentato il proprio valore rispetto all’Euro – spiega Siano – ma adesso è probabile che si incorra in una svalutazione del CHF o in una ripresa dell’oro».

Image courtesy of moomsabuy / FreeDigitalPhotos.net 

 

La Rivista

Settembre 2026

Dare credito al futuro dell'energia

Le banche e la transizione green di consumatori, imprese e produttori di energia

Tutti gli altri numeri