Chi investe in robotica (e sicurezza)

Robotica investimenti

L’automazione come megatrend di investimento. Cresce l’offerta di prodotti a gestione attiva e passiva che permettono di esporsi a società protagoniste della robo-rivoluzione.

Trend in forte crescita

Un tema trasversale per settori e applicazioni. Come spiega Massimo Siano, Head of Southern Europe di ETF Securities, «la robotica è il tema dei prossimi anni. Il problema chiave è la produttività, ai livelli minimi dal dopoguerra. L’automazione permetterà di aumentare la produttività in tutti i settori, ma anche la qualità della vita delle persone». Oggi la media mondiale vede 66 robot in fabbrica ogni 10mila lavoratori: un dato che tiene conto dei quasi 500 raggiunti in Corea del sud, ma anche dello stato ancora embrionale dell’automazione industriale in economie fondamentali. La Cina, per capirci, è ancora sotto la media. (dati IFR 2015)

Raccolta importante anche in Italia

ETF Securities sul segmento offre da tempo il ROBO Global Robotics and Automation GO UCITS ETF: da inizio anno ha raccolto 200 milioni di euro solo nel nostro Paese, a conferma del forte interesse degli investitori per questo trend. D’altronde, oggi il mercato della robotica è stimato in 64 miliardi di dollari: entro il 2025 le previsioni parlano di un valore di almeno 1.200 miliardi. Con un traguardo temporale così vicino, è chiaro che la curva di crescita sarà molto ripida. Anche perché l’automazione tende ad autorafforzarsi: i costi di automazione diminuiscono, chi investe in robotica acquisisce un vantaggio competitivo sulla concorrenza e tenderà ad automatizzare ancora di più. Cambierà l’idea di lavoro, in cambio di un aumento della qualità dei prodotti e dei servizi. E ci sarà molto da ripensare, anche perché a braccetto con la robotica vanno tecnologie come l’internet delle cose, l’intelligenza artificiale, i veicoli autonomi e così via.

Player “puri” nella robotica

Sul medesimo megatrend punta anche Credit Suisse, che ha da poco fatto il punto sul primo anno di vita del fondo Global Robotics Equity Fund. Anche in questo caso l’idea è quella di un investimento puro su robotica e ambiti immediatamente affini: niente investimenti IT troppo generici, compresi i colossi tecnologici in cui la robotica è un “di cui”. Il criterio minimo è che almeno il 50% del fatturato sia legato alla robotica (e solo società quotate). Anche per Credit Suisse la robotica sarà spinta dai problemi legati a produttività e costo della manodopera. Qui l’accento è sul costo di un’ora di lavoro: 40 euro per un operaio tedesco, 10 per uno cinese, 6 per un robot. «Ma ci sono anche lavori dove manca la manodopera qualificata – spiega Filippo Rima, Global Head of Equity di Credit Suisse – oppure che nessuno vuole o può fare, ad esempio perché molto pericolosi. Persino le maggiori aspettative di regolatore e consumatori in merito agli standard di qualità dei prodotti spingono alla crescita della robotica, perché richiedono processi di produzione più sicuri e controllati».

Anche la compliance spinge il robo

Il fondo di Credit Suisse esclude le aziende che si occupano di difesa attiva, ad esempio nella costruzione di droni militari e di armi intelligenti (o presunte tali). Il CAGR del settore tra il 2009 e il 2015 è stato del 9,5%, dal 2015 a oggi del 15%: anche qui, per il futuro si aspetta un rendimento importante, anche in seguito a una compliance stringente che costringerà le aziende di molti settori ad automatizzare i processi di produzione per garantire il rispetto degli standard.

Niente automazione senza sicurezza

Strettamente collegato al tema della robotica è quello della sicurezza informatica. In cui sono presenti tanto ETF Securities quanto Credit Suisse. Non è pensabile che l’automazione si diffonda in modo così capillare in tutti i settori senza la garanzia di un livello più che adeguato di sicurezza. La crescita della criminalità informatica e delle frodi, le azioni di cyberwarfare e di cyberspionaggio tra le nazioni, per non parlare del rischio di una escalation del terrorismo che potrebbe mettere nel mirino le infrastrutture critiche con attacchi informatici, porteranno certamente a investimenti importanti in questo ambito nei prossimi anni. L’ETF ISE Cyber Security di ETFS è nato nel 2015 proprio con questa impostazione. Mentre il Global Security Equity Fund di Credit Suisse, con i suoi 10 anni di storia, ha visto il portafoglio evolversi fino a privilegiare l’ambito della sicurezza informatica rispetto a quella fisica.

Di investimenti nei megatrend tecnologici parliamo nel numero di giugno di AziendaBanca, con interventi di Allianz Global Investors, Amundi, Credit Suisse, ETF Securities, iShares, Source.

 

La Rivista

Marzo 2026

IL RITORNO DELLA FILIALE

Perché il presidio territoriale è di nuovo una priorità

Tutti gli altri numeri