Il livello di inclusione finanziaria è in calo: 4% in meno tra il 2012 e il 2018, e il Covid-19 impatterà ulteriormente sulla vulnerabilità finanziaria di imprese e famiglie.

La terza edizione dello studio sull'inclusione finanziaria curato da Banca Etica, “L’economia da ricostruire e le responsabilità della finanza”, utilizza un indicatore elaborato dalla Banca, basato su diverse variabili per misurare la penetrazione dei servizi bancari e le condizioni di accesso al mercato del credito. I risultati sono analizzati nell'arco del periodo 2012-2018, con una segmentazione a livello nazionale, regionale e provinciale.
Tengono Nord Ovest e Centro, crollo al Sud
L’inclusione finanziaria è migliore al Nord Ovest al Centro, anche se è in peggioramento. Più difficile la situazione a Nord Est, dove pesano le crisi bancarie che hanno colpito questi territori. Le condizioni peggiori sono al Sud e nelle Isole, con un gap del 20% rispetto alla media nazionale di otto anni fa.
Milano, Roma e Siena al vertice
A livello provinciale, Milano resta al top, sebbene in calo. Seguono Roma, Siena, Brescia e Treviso. La prima provincia del sud in classifica è Bari, 41° posto, con un livello di inclusione finanziaria comunque inferiore alla media nazionale. Ultima Reggio Calabria, in cui l’indice è al 60% della media nazionale.
Le prime discriminate sono le piccole imprese
L’inclusione finanziaria peggiora dove l’offerta creditizia si riduce: l’aumento della selezione porta alla discriminazione di segmenti della popolazione e del tessuto produttivo. E le prime vittime sono le piccole imprese.
«Il credito è fattore di sviluppo, delle persone, delle imprese e dei sistemi economici - afferma il Direttore Generale di Banca Etica, Alessandro Messina. In un'economia sana, il credito è efficiente, redistribuisce i saldi finanziari, favorisce opportunità per chi ha potenziale immateriale (competenze, capacità produttiva, talento, buone idee) ma non sufficienti risorse. Nella crucialità di questa funzione, associata a quella di gestione e protezione del risparmio, sta la centralità pubblica - perché di interesse generale, a prescindere dagli assetti proprietari - di quanto accade nel mercato bancario».