
E se l’open banking fosse un’opportunità soprattutto per le banche più piccole? Con Paolo Spadafora, Fondatore e CEO di Epiphany, ci siamo chiesti se un modello di business radicalmente nuovo possa rilanciare gli istituti minori.
D. Paolo, quando si parla di modelli di business emergenti nell’era dell’open banking, quello del Banking as a Service è quasi trascurato, perché richiede alla banca di non avere un rapporto diretto con il cliente retail, per farsi fornitore di una FinTech.
R. Ci sono realtà, all’estero, che hanno costruito un modello di business efficace in questo ambito. Penso a solarisBank in Germania. In generale, un modello Banking as a Service può portare nuova redditività a una banca locale, magari con pochi sportelli in un territorio limitato.
D. Per l’open banking si guarda spesso alle banche maggiori e ai grandi Gruppi. Che spazio c’è per quelle locali?
R. Oggi, con un investimento relativamente basso, si può lanciare una banca digitale appoggiandosi alla licenza bancaria di altri, appunto con un modello “as a Service”, per concentrarsi su un’offerta diretta di prodotti e servizi, anche questi di terzi, con una user experience all’avanguardia e ricavi che derivano da commissioni.
D. Sembra facile da fare per una FinTech senza legacy, ma per una banca già esistente è più complicato.
R. Con l’open banking, al di là della compliance alla PSD2, stanno arrivando piattaforme che abilitano in pochi passi l’accesso a un ecosistema di partner. La standardizzazione portata da queste piattaforme aperte permette alla banca di creare API in autonomia, una sorta di “store” modello Google in cui accedere a terze parti e dare loro accesso. Riducendo il go to market di un nuovo servizio da 18 mesi a 2.
D. Per una banca territoriale, con filiali in piccoli centri, è uno scenario difficile da immaginare.
R. Oggi molte banche sostengono il costo della filiale soprattutto per erogare servizi che offrono già via app. Il modello è quello dell’ecosistema, basato su partnership, in cui ciascuno farà il proprio pezzo di mestiere lungo la catena del valore. Proporre servizi bancari sul canale digitale alla clientela mass richiederà investimenti minori con questo modello: credo che vedremo nuove iniziative sul territorio, con aziende e singoli cittadini che contribuiscono alla nascita di nuove realtà, magari tramite crowdfunding.
D. Una sorta di Gruppo di Acquisto per avere la banca dei propri sogni, unendo l’idea di community digitale con quella di comunità territoriale?
R. Ci sono molte aree in Italia che non hanno più una banca locale di riferimento. Nelle regioni meridionali, ad esempio, sono rimaste pochissime banche. Dal nostro punto di vista di sviluppatori e integratori di sistemi bancari, la tecnologia e la normativa permettono già di rivolgersi a questi territori con modelli leggeri, che affidano a terze parti gli oneri di compliance e permettono di concentrarsi sull’ultimo miglio e sul servizio al cliente.
D. Quando vedremo le prime iniziative in questo senso?
R. Presto, credo molto presto.