L’open banking di Enel X passa da Tink

enel x tink

Enel X ha scelto Tink come fornitore di tecnologia open banking per sviluppare soluzioni finanziarie digitali in Italia e in Europa.

Come Iren Pay nelle scorse settimane, anche Enel X entra così nell’arena dell’open banking. Ed è una mossa particolarmente interessante: Enel X è la business line che si occupa di prodotti innovativi e servizi digitali in ambiti fondamentali per il futuro, come città, casa, industria del futuro e mobilità elettrica.

E la controllata Enel X Financial Services è un istituto di moneta elettronica autorizzato dalla Banca d’Italia che fornisce soluzioni di pagamento a consumatori e imprese. La nuova app si chiamerà EnelX Pay e partirà dai pagamenti delle utenze: come già Iren Pay, non si punta tanto a cannibalizzare l’addebito in conto corrente, quanto a conquistare quei clienti che preferiscono controllare i consumi prima di pagare la bolletta. E che vanno a saldare i bollettini in uffici postali o tabaccai, pagando in contanti o con carte di credito: in ballo ci sono quindi un bel po’ di commissioni.

L'offerta di prodotti bancari

Gli step successivi sono a tutti gli effetti bancari, come anticipato negli scorsi giorni in un'intervista al Sole 24 Ore. Dall’apertura di un conto corrente alla richiesta di carte di debito e prepagate, fino ai prodotti di investimento. Inevitabile pensare a sinergie con l’offerta in ambito smart home e smart city, in primis con i sistemi di ricarica delle vetture elettriche su cui proprio Enel X sta lavorando sodo.

Esperienze di acquisto seamless

Concorrenza con le banche quindi? Forse, sì, in parte: ma anche la possibilità di integrare il pagamento di beni e servizi all’interno di esperienze di acquisto interamente brandizzate Enel X. Magari con la possibilità di attivare un finanziamento o una copertura assicurativa: con una base clienti di 30 milioni di utenze in Italia, gli aspiranti partner non mancheranno.

Tink è la piattaforma di open banking

Con Enel X c’è Tink, nata in Svezia nel 2012, tra le principali piattaforme europee di open banking: connette oltre 2.500 banche per un totale di più di 250 milioni di clienti bancari. «L’open banking non è utile solamente per le banche – commenta ad AziendaBanca Marie Johansson, Country Manager di Tink per l’Italia. Gli use case sono praticamente infiniti e questa nuova partnership ce lo dimostra. Tutto sta diventando sempre più interconnesso, motivo per cui sia i servizi finanziari che le utilities devono stare vicino agli utenti finali.  Le utilities, ad esempio, possono usufruire dei servizi di payment initiation per semplificare e risparmiare sui pagamenti delle bollette, o dei servizi di account aggregation per proporre offerte migliori ai loro utenti finali».

L'open banking per le utilities

I casi d’uso più interessanti per le utilities sono quelli che creano «un ecosistema in cui l’utente finale possa accedere ad un ambiente totalmente interconnesso, con le utilities e le finanze, accompagnandolo su entrambi i fronti prosegue Johansson. Bisogna però segnalare che i casi d'uso a cui molte istituzioni stanno dando la priorità sono relativi alle prime fasi del percorso del cliente. In Europa, sono molti gli istituti finanziari che stanno cercando servizi di open banking per migliorare il processo KYC (know your customer), semplificare l’onboarding ed effettuare il credit scoring in tempo reale, accelerando così l'accesso dei clienti ai servizi finanziari».

 

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