Dal comportamento virtuoso, benessere diffuso

Con 120 anni di storia, un impegno, già a livello di statuto, volto a “creare coesione sociale, con particolare attenzione all’ambiente, alla comunità e al territorio”, Emil Banca è la candidata perfetta a operare con un atteggiamento e una filosofia finalmente a tutto tondo.

L’istituto, nato dall’esperienza di 19 Casse Rurali e Artigiane, 85 filiali, 700 dipendenti e 150mila clienti, di cui 44mila soci, non è orientato, proprio per i presupposti di cui sopra, a realizzare solo raccolta e impieghi, ma a vivere e incarnare atteggiamenti virtuosi, e allo stesso tempo a premiare e valorizzare i clienti che vantino gli stessi comportamenti rispettosi dell’etica e dell’ambiente.

Addirittura, come spiega Daniele Ravaglia, Direttore Generale: «Oggi non ha nemmeno più senso precisare che alcune operazioni sono “verdi” o “sostenibili”, perché tutte le nostre attività possiedono questa sensibilità». L’attenzione all’aspetto sociale del business porta Emil Banca a guardare con attenzione, e premiare, le aziende che hanno il Rating di legalità, il cui numero sta crescendo. Le aziende, iscritte all’apposito albo, confermano di attuare comportamenti nel segno della compliance a tutte le norme etiche e legali. «La banca le agevola, utilizzando nei loro confronti processi decisionali di credito più veloci – spiega Ravaglia. L’88% delle aziende nostre clientidotate di Rating di legalità ha potuto beneficiare di tempi ridotti per l’istruttoria. Indipendentemente dalla pratica - linea di credito, fido, ipoteca - i tempi sono stati diminuiti sempre di circa la metà».

Smart è più bello

Emil Banca ha avviato diversi percorsi nel segno della sostenibilità a tutto tondo. Non si tratta solo di singoli interventi, ma di un approccio globale che, come vedremo, tocca tantissimi aspetti dell’organizzazione. Ravaglia snocciola le diverse iniziative, ormai ben inserite nella “visione smart della banca”. Si parte con l’energia: Emil Banca aderisce a Bcc Energia, il Consorzio del Credito Cooperativo per i Servizi Energetici, che acquista energia e gas naturale unicamente prodotti da fonti rinnovabili, certificate come tali al cento per cento. Tutte le sedi della banca utilizzano lampadine a basso consumo.

Gli impianti civili e industriali vengono di volta in volta rinnovati per migliorare la classe energetica degli edifici. L’uso della carta è stato drasticamente ridotto ovunque e ove possibile si è passati alla fruizione dei documenti in formato digitale. La carta ancora in uso è sempre di produzione riciclata. I toner delle stampanti son ugualmente riciclati e la posta viene consegnata con l’ausilio di personale che si sposta in bicicletta. «Incentiviamo il car pooling – prosegue Ravaglia – e mettiamo a disposizione gratuitamente un pullman che accompagna circa 30 dipendenti da Reggio Emilia a Bologna».

Le attestazioni di valore

Un conto è raccontarsi, un conto è essere raccontati. Il valore dei progetti e dell’impegno della banca nei confronti della sostenibilità e della responsabilità sociale è stato codificato da un ente terzo ed è oggi incontestabile. Emil Banca è stata infatti l’unica in Italia ad avere ottenuto il Rating Sociale da parte di MicroFinanza Rating, una delle quattro società certificatrici della cosiddetta “Client Protection”.

Spiega il Direttore Generale: «questa società valuta, appunto, la protezione del cliente, ossia verifica che i processi tutelino il suo interesse. La valutazione a cui ci siamo sottoposti è rigida e per certi aspetti pericolosa perché il risultato, qualunque esso sia, viene comunque reso pubblico. Questo è forse l’elemento che frena altri istituti. Per noi è invece motivo di orgoglio avere ottenuto una A-. Non solo, siamo già impegnati a ottenere risultati ancora migliori». Con il Rating Sociale, Emil Banca conferma, a se stessa e ai suoi clienti, che in molti casi sono anche soci, che i prodotti che vende non sono collocati solo per mero interesse aziendale: anzi, questo eventuale atteggiamento viene impedito dalle policy esistenti. Sempre per confermare l’attenzione alla comunità e al territorio, Ravaglia precisa l’impegno dalla banca nei confronti del microcredito sociale, che avviene tramite convenzioni con enti e associazioni.

Conferma inoltre che queste attività “sostenibili” non sono solo virtuose, ma anche profittevoli. «Siamo certi, infatti, che questi comportamenti che attuiamo nel lungo periodo portano a vantaggi economici – chiarisce Ravaglia. Inoltre aumentano la nostra reputation - si pensi alla scelta di sostenere il credito delle aziende che non inquinano, che pagano regolarmente i dipendenti e così via - e la soddisfazione di clienti e soci. Ancora un tassello è mancante, perché la “costruzione” sia perfetta: misurare i risultati. Ma anche in questo caso, ci stiamo attrezzando: entro il prossimo anno saremo infatti in grado di calcolare il ritorno economico dei nostri comportamenti virtuosi. Possiamo già confermare che, per esempio, i fondi etici garantiscono rendimenti superiori agli altri». Un quesito, allora, resta, nella mente del Direttore Generale: «se sappiamo che a comportamenti etici corrispondono guadagni interessanti, per quale motivo non tutte le banche adottano questa sensibilità?».

“UNITI PER DISTRIBUIRE VALORE”

Emil Banca comunica le sue attività legate alla cultura della solidarietà attraverso il Bilancio Sociale: per rendere la fruizione agevole, ogni anno viene predisposto un video riassuntivo di circa 6 minuti, che viene presentato sia in Assemblea che in occasione degli incontri sul territorio. Le attività sono inoltre promosse sui canali social (Twitter, Facebook).

 

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