Rischi gravi. Se il primo pilastro non basta

Il welfare pubblico non basta per tutelarsi contro i rischi gravi. Secondo una ricerca di elipsLife e Prometeia, infatti, la protezione del primo pilastro non è sufficiente per far fronte agli impatti finanziari derivanti da casi come la morte e l’invalidità permanente. Ed è qui che può trovare spazio il secondo pilastro: il welfare aziendale.
ElipsLIfe Prometeia

Scoperto l’82% della domanda di protezione

Lo studio ci parla dei cosiddetti rischi biometrici (casi gravi, come la morte e l’invalidità permanente appunto). E stima una domanda di protezione per il mercato italiano (cioè l’importo complessivo assicurabile) da 10mila miliardi di euro. I dati parlano chiaro: mentre 300 miliardi (il 3%) sarebbero già assicurati con polizze Vita collettive e individuali e 1.500 miliardi (il 15%) coperti dal sistema di welfare pubblico, 8.200 miliardi di euro al momento non hanno copertura alternativa. Un buon 82% del totale è quindi a oggi senza alcuna assicurazione contro i rischi biometrici.

Il welfare pubblico non basta

Il primo pilastro non è quindi sufficiente a coprire l’intera domanda potenziale. Del resto, in una famiglia che conta solo sul welfare pubblico, le rendite garantite da enti come INPS, INAIL e Casse di Previdenza sono in media inferiori ai 9mila euro lordi all'anno. Una cifra molto bassa se consideriamo che solo la spesa totale per la crescita di un figlio da 0 a 18 anni oscilla tra i 114mila e i 271mila euro (in base al reddito familiare).

I vantaggi del secondo pilastro: dalle coperture…

La soluzione, secondo lo studio, potrebbe allora essere il secondo pilastro: coperture come la Temporanea Caso Morte e Invalidità Totale Permanente, la polizza infortuni contro i rischi biometrici o la cosiddetta Long Term Care. In grado di assicurare, ad esempio in caso di decesso (per i Dirigenti Industria), capitali dai 150mila euro ai 220mila euro. Oppure, per i Dirigenti Commercio e Servizi, dai 135mila ai 520mila euro.

…ai costi

Polizze collettive, che potrebbero anche essere più economiche rispetto a quelle individuali per tre ragioni. Primo: assicurando un gruppo, riescono a rendere più prevedibile il rischio. Secondo: vengono meno i costi operativi legati alla gestione individuale del contratto. Terzo: i costi di distribuzione sono più bassi.

Solo il 3% dei lavoratori è assicurato dal secondo pilastro

Il problema è che oggi solo il 3% dei lavoratori (generalmente senior manager dei settori industria, commercio e servizi) ha diritto a coperture assicurative di questo tipo, come previsto dagli accordi contrattuali nazionali. Nel dettaglio parliamo di 125mila dirigenti e 310mila quadri.

Escluse la P.A. e i lavoratori indipendenti

Inoltre la P.A. non prevede da contratto nazionale alcuna copertura contro i rischi biometrici. Eccetto alcune coperture sul decesso dei fondi di assistenza. I lavoratori indipendenti invece, per definizione, non hanno accesso al secondo pilastro. Queste categorie, compresi gli impiegati con basso reddito e le famiglie giovani con pochi anni di contribuzione, sono infatti le meno protette contro i rischi gravi.

 

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