Un search fund è un modo per un imprenditore di trovare e comprare un'azienda già avviata, con l'idea di farla crescere.
Il modello è nato negli Stati Uniti, più precisamente alla Stanford University, nell'ormai lontano 1984. Oggi è visto come un'opzione di investimento interessante da molte scuole di business e da investitori, sia grandi che piccoli.
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L'idea di base è che un gruppo di investitori mette a disposizione del denaro e l'esperienza per aiutare un aspirante imprenditore, chiamato 'searcher', a scovare un'azienda da acquisire. Una volta trovata e comprata, questo searcher diventa il capo di quell'azienda, con l'obiettivo di gestirla al meglio e farla prosperare per un certo periodo, creando valore per chi ha investito all'inizio.
Questo approccio funziona particolarmente bene con le piccole e medie imprese, specialmente quelle che si trovano in un momento di passaggio generazionale, dove il fondatore magari non vuole o non può più continuare. Spesso, queste aziende sono un po' fuori dalla portata dei grandi fondi di investimento, e il search fund offre una soluzione per garantirne la continuità. In pratica, i search fund si occupano di una fetta di mercato che, soprattutto in Italia, potrebbe essere considerata un vero e proprio "oceano blu", un'opportunità ancora poco esplorata.
Il ruolo del searcher e degli investitori
Il protagonista di questa storia è il 'searcher', ovvero l'imprenditore che si mette alla ricerca di un'azienda da acquistare. Non è un acquirente qualunque; è qualcuno che vuole diventare un vero e proprio manager, pronto a guidare l'azienda nel suo futuro. Gli investitori, invece, sono quelli che forniscono il capitale necessario per avviare la ricerca e, successivamente, per completare l'acquisizione. Loro si aspettano un ritorno economico dal loro investimento, ma spesso offrono anche consigli e supporto strategico.
Obiettivi del search fund
L'obiettivo principale di un search fund è duplice. Da un lato, c'è l'obiettivo di acquisire un'azienda solida e con potenziale di crescita, spesso una PMI che necessita di una nuova guida o di un piano di sviluppo. Dall'altro lato, c'è l'obiettivo di generare un ritorno economico significativo per gli investitori che hanno finanziato l'operazione.
Il search funding cresce in Italia
Nel 2025, l'Italia ha confermato una forte crescita del search funding, con diverse operazioni interessante.
Tra queste, l'acquisizione di Olistika, società di San Marino attiva nel cibo per animali domestici, da parte del search fund Star First Partner fondato da Alessandro Conti.
Oppure la nascita di Evoluzione Volturnus, fondato da Andrea Biancardi e Alessio Maria Matteocci, la cui compagine conta una ventina di imprenditori e direttori italiani e internazionali, con grande esperienza nelle PMI come Eureka! con Paolo Guida, Paolo Zappa, Loris Lanzellotti, Fabio Costa, Fernando Estrada, Forti Search Fund Partners, Cerralvo e Vonzeo. Vulturnus ha realizzato una prima raccolta di capitali di 650mila euro che serviranno per finanziare la fase di ricerca di una PMI italiana del ramo B2B, soprattutto negli ambiti food & beverage e servizi alle imprese.
O, ancora, l'avvio di Columbus Capital, focalizzato su ambiente ed energia, con il CEO Andrea Bernardi affiancato da una ventina di investitori internazionali. In questo caso, l'obiettivo è un'azienda italiana o spagnola specializzata nell'ambito della transizione energetica e con vocazione all'internazionalizzazione.
Il tessuto economico italiano è fatto in gran parte di piccole e medie imprese, molte delle quali sono aziende solide, con una storia e un buon potenziale, ma che stentano a crescere, oppure che si trovano di fronte a un passaggio generazionale non facile. Molte di queste aziende cercano un passaggio di proprietà che non sia solo una transazione, ma che porti nuova linfa vitale e una visione imprenditoriale fresca. Si tratta di un'opportunità per manager ambiziosi di prendere in mano le redini di un'attività già avviata, liberandone il potenziale inespresso.
Le PMI italiane possono trovare nel search fund un partner per la loro evoluzione, beneficiando di una gestione focalizzata sulla crescita e sull'innovazione. Questo modello offre una via per la successione aziendale, permettendo ai fondatori di vedere le proprie aziende prosperare sotto una nuova guida.
Le fasi operative di un search fund
Raccolta del capitale iniziale
Il primo passo per chi vuole avviare un search fund è raccogliere i fondi necessari per avviare la ricerca. Questo capitale iniziale, spesso chiamato "initial search capital", serve a coprire le spese operative del promotore, come il suo stipendio, i costi di viaggio per incontrare potenziali aziende e le prime analisi preliminari. Gli investitori che partecipano a questa fase ricevono quote del search fund. L'obiettivo è avere a disposizione una somma che permetta di dedicarsi a tempo pieno alla ricerca per un periodo di tempo definito, solitamente tra i 18 e i 24 mesi.
Ricerca e acquisizione dell'azienda target
Una volta raccolto il capitale, inizia la fase più intensa: la ricerca vera e propria dell'azienda da acquisire. Il "searcher" individua potenziali target basandosi su criteri concordati con gli investitori, che possono riguardare il settore, la dimensione, la localizzazione o altre caratteristiche specifiche. Dopo aver identificato un'azienda promettente, si procede con una due diligence approfondita per valutarne la salute finanziaria, operativa e legale. Se tutto procede bene, si negoziano i termini dell'acquisizione e si struttura il finanziamento, che solitamente combina debito bancario e ulteriore capitale raccolto dagli investitori (l'acquisition capital).
Gestione e crescita della società acquisita
Con l'acquisizione completata, il searcher diventa l'amministratore delegato della società. In questa fase, il suo compito è implementare un piano strategico per far crescere l'azienda. Questo può includere l'espansione in nuovi mercati, il miglioramento dell'efficienza operativa, l'introduzione di nuovi prodotti o servizi, o anche acquisizioni successive. Gli investitori iniziali spesso rimangono coinvolti, fornendo supporto e supervisione, a volte anche attraverso ruoli nel consiglio di amministrazione.
Uscita dall'investimento
L'obiettivo finale di un search fund è generare un ritorno economico per gli investitori. Dopo un periodo di gestione e crescita, che tipicamente dura diversi anni (spesso intorno ai 5-7 anni), si cerca un'opportunità di uscita. Questa può avvenire attraverso la vendita dell'azienda a un altro operatore strategico, a un fondo di private equity, o talvolta tramite una quotazione in borsa, sebbene quest'ultima sia meno comune per le dimensioni tipiche delle aziende acquisite dai search fund.
Il mercato delle piccole e medie imprese
Il search fund come soluzione per il ricambio generazionale
Il ricambio generazionale è una sfida che molte piccole e medie imprese italiane affrontano. Spesso i fondatori, dopo anni di duro lavoro, si trovano a dover decidere il futuro della propria azienda, magari senza avere eredi interessati o preparati a subentrare. È qui che il search fund entra in gioco in modo significativo. Offre una struttura che permette a un manager esterno, il 'searcher', di trovare e acquisire un'azienda, per poi gestirla e farla crescere. Questo non solo risolve il problema della successione per l'imprenditore uscente, ma garantisce anche che l'azienda continui a svilupparsi con una nuova visione.
Per l'imprenditore che vende, è una garanzia che la sua creatura venga affidata a qualcuno con la voglia e le capacità di portarla avanti. Il searcher, d'altro canto, ottiene la possibilità di diventare imprenditore e CEO, guidando un'azienda verso nuovi traguardi, anche senza avere inizialmente tutto il capitale necessario per l'acquisizione. È un meccanismo che crea valore per tutte le parti coinvolte, dai dipendenti ai fornitori, che beneficiano della stabilità e dello sviluppo futuro dell'impresa.
Nicchia di mercato e potenziale di crescita
Il mercato delle piccole e medie imprese rappresenta una nicchia di mercato ancora poco esplorata da alcuni tipi di investitori, ma con un potenziale di crescita notevole per i search fund. Mentre i grandi fondi di private equity tendono a concentrarsi su operazioni di dimensioni maggiori, i search fund si specializzano proprio in questo segmento, dove le opportunità sono numerose. La frammentazione del mercato italiano, con migliaia di PMI, offre un ampio bacino di aziende target. La capacità di questi fondi di identificare aziende solide, ma con margini di miglioramento, e di supportare manager qualificati nella loro gestione, apre scenari interessanti. Il modello è in evoluzione e si sta dimostrando sempre più efficace nel creare valore, sia per gli investitori che cercano rendimenti interessanti, sia per le aziende che trovano in questo percorso una nuova strada per la crescita e la continuità. L'interesse verso questo strumento è in aumento, suggerendo che il suo ruolo nel panorama degli investimenti e dell'imprenditoria italiana è destinato a consolidarsi ulteriormente nei prossimi anni.
Evoluzione e varianti del modello search fund
Crescita del fenomeno a livello internazionale
Il modello del search fund, nato negli Stati Uniti verso la metà degli anni '80, ha visto una crescita notevole negli ultimi anni, espandendosi ben oltre i confini americani. Oggi è considerato un'opzione di investimento alternativa riconosciuta da molte business school e da un numero crescente di investitori, sia istituzionali che privati. Questa espansione globale è in parte dovuta alla crescente consapevolezza delle opportunità offerte dal mercato delle piccole e medie imprese, specialmente quelle che affrontano un passaggio generazionale. Molti imprenditori fondatori cercano un successore qualificato per garantire la continuità della loro attività, e il search fund offre una struttura ben definita per facilitare questo processo.
Nuovi modelli come gli acceleratori
Accanto al modello tradizionale, sono emersi nuovi approcci che cercano di ottimizzare il processo. Tra questi, gli acceleratori di search fund stanno guadagnando terreno. Questi programmi offrono un supporto più strutturato ai futuri searcher, fornendo formazione, mentorship e, in alcuni casi, anche capitale iniziale. L'idea è quella di ridurre le inefficienze e aumentare le probabilità di successo, mettendo a disposizione un'infrastruttura consolidata. I searcher che partecipano a questi programmi possono concentrarsi maggiormente sulla ricerca e sull'acquisizione dell'azienda target, delegando parte della gestione operativa e strategica iniziale agli organizzatori dell'acceleratore.
Differenze rispetto ad altri veicoli di investimento
È importante distinguere il search fund da altri strumenti di investimento. A differenza dei fondi di private equity tradizionali, che solitamente investono in aziende già consolidate e di grandi dimensioni, i search fund si concentrano su PMI, spesso con un forte legame con il territorio e un potenziale di crescita ancora da esprimere. Inoltre, il ruolo del searcher è molto più attivo: non è solo un investitore, ma diventa l'imprenditore che gestirà l'azienda acquisita. Questo mix di investimento e gestione operativa lo rende un veicolo unico. Altri modelli, come i fondi di venture capital, si focalizzano invece su startup e aziende in fase di sviluppo tecnologico, con un profilo di rischio e rendimento differente rispetto a quello tipico di un search fund.