Come succede ormai nella maggior parte dei casi, chi decide di comprare casa non si trova nella fortunata condizione di poter pagare tutto in contanti e deve necessariamente ricorrere a un mutuo. Vediamo che cos’è e come funziona il mutuo prima casa.
Che cos’è un mutuo prima casa
Il mutuo prima casa è un finanziamento ipotecario che permette ai mutuatari che non dispongono di sufficiente liquidità di acquistare un immobile da usare come abitazione principale. I mutuatari stipulano un contratto di prestito vincolato all’acquisto dell’abitazione, impegnandosi a restituire l’importo ratealmente alle condizioni pattuite e in un lasso di tempo prestabilito.
Requisiti per attivare un mutuo prima casa
Per poter richiedere un mutuo prima casa è necessario:
- avere almeno 18 anni;
- non essere già proprietari di altri immobili a uso abitativo;
- richiedere lo spostamento di residenza nel comune in cui si trova l’immobile entro i 18 mesi successivi al rogito;
- non disporre di altri immobili di proprietà nello stesso comune.
Per poter richiedere un mutuo prima casa, l’abitazione in questione non deve rientrare nella categoria degli immobili di lusso.
Qual è l’importo finanziabile con un mutuo prima casa?
In linea di massima, gli istituti bancari concedono mutui parziali che coprono fino all’80% del valore di stima dell’immobile.
Presentando garanzie supplementari, talvolta è possibile richiedere la copertura completa della spesa che si andrà ad affrontare per l’acquisto dell’abitazione. Occorre presentare una polizza fideiussoria per coprire il rimanente 20%, ed è altresì necessario non figurare come cattivi pagatori, e dimostrare una solida stabilità reddituale, generalmente garantita da un contratto di assunzione a tempo indeterminato.
Tipologie di tassi di interesse
Quando ci si accinge a richiedere un mutuo prima casa, tra i primi aspetti da considerare c’è il tasso di interesse, ossia il compenso da restituire alla banca per la somma prestata.
Scegliendo un mutuo a tasso fisso, il tasso di interesse è stabilito al momento della sottoscrizione del contratto di prestito, e rimane invariato per l’intera durata dello stesso.
Un mutuo con tasso di interesse variabile, invece, è soggetto alle fluttuazioni periodiche del tasso di riferimento, e proprio per questo motivo ha in genere dei vantaggi economici iniziali rispetto a un mutuo a tasso fisso.
Quali documenti occorrono per accendere un mutuo
I documenti necessari sono di tipo anagrafico e reddituale. Elenchiamo di seguito i documenti anagrafici da presentare per aprire un mutuo prima casa presso un istituto bancario:
- copia di un documento di identità;
- copia del codice fiscale;
- certificato di residenza;
- stato di famiglia.
I cittadini di paesi extracomunitari dovranno presentare anche il permesso di soggiorno.
I lavoratori dipendenti dovranno presentare i seguenti documenti reddituali:
- copia delle ultime due buste paga, o del cedolino della pensione;
- documentazione relativa alla modalità di assunzione;
- redditi risultanti dall’ultimo CUD o 730;
- estratto conto bancario.
I dipendenti delle pubbliche amministrazioni dovranno presentare anche l’attestato di servizio.
Per quanto riguarda, invece, i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, questi sono i documenti da fornire:
- ultime due dichiarazioni dei redditi;
- bilancio parziale successivo all’ultima dichiarazione;
- certificato di iscrizione all’albo o alla camera di commercio.
Una volta consegnati i documenti, l’istituto bancario valuterà la possibilità di concedere o meno il mutuo. In caso affermativo, l’erogazione del mutuo avviene tra i 30 e i 60 giorni dalla presentazione della documentazione.
Come calcolare l’importo della rata
Il primo passo da fare per comprare casa è farsi un’idea di quanto si può spendere. Prima di chiedere un mutuo, pertanto, è utile calcolare almeno indicativamente quello che sarà l’importo della rata, per valutare se a lato pratico l’esborso sarebbe sostenibile rispetto al proprio reddito.
L’ammontare della rata è determinato da diversi fattori, tra cui il valore dell’immobile, gli interessi, e la durata del mutuo. In linea di massima, la rata mensile non deve essere superiore a un terzo delle entrate mensili. Facciamo un esempio. Se il richiedente del mutuo prima casa percepisce uno stipendio di 1500 euro al mese, la rata del mutuo sarà di circa 500 euro.
Mutuo cointestato
Un mutuo si dice cointestato quando a sottoscriverlo sono due o più soggetti, in genere due coniugi o una coppia anche non necessariamente sposata, che si impegnano a rimborsare le rate fino a quando il debito non sarà completamente estinto.
Gli istituti bancari sono in genere più propensi a concedere un mutuo intestato a più soggetti, poiché si tratta di una soluzione che offre maggiori garanzie. Inoltre, rispetto a quanto si possa ottenere con un solo stipendio, è possibile richiedere una cifra più elevata e scegliere un tasso di interesse migliore con un mutuo cointestato.
Con il mutuo cointestato, per calcolare l’importo della rata si deve considerare un terzo della somma delle entrate mensili dei titolari del finanziamento. Facciamo un esempio. Se il richiedente del mutuo prima casa guadagna 1000 euro al mese e il cointestatario 2000, la rata mensile non può superare i 1000 euro, ossia un terzo della somma dei due stipendi, cioè 3000 euro.
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