Articolo in aggiornamento
Il Governo Italiano ha imposto una serie di restrizioni progressive alla cessione dei bonus edilizi. Questo, di conseguenza, ha ridotto le attività delle banche che erano interessate a questa asset class.
Diverse banche hanno comunque in parte riaperto il mercato della cessione del credito e riprendono l’acquisto dei crediti fiscali da Superbonus e altri bonus edilizi.
L’offerta è quasi sempre rivolta a imprese, artigiani e professionisti che abbiano maturato i crediti a fronte di sconto in fattura per spese sostenute nel 2022. Per l’acquisto di crediti fiscali dai privati, invece, il mercato è davvero limitato.
In mancanza di domanda bancaria, stanno emergendo alcune piattaforme online di acquisto crediti fiscali ma, come spieghiamo nella seconda parte dell'articolo, non mancano le criticità normative.
Sparkasse acquista crediti da privati e imprese
Cassa di Risparmio di Bolzano – Sparkasse ha stanziato un plafond di 20 milioni di euro a favore non solo delle imprese, ma anche delle famiglie, che hanno già maturato crediti di imposta derivanti da Super ed Ecobonus.
L’importo minimo cedibile è di 10 mila euro, quello massimo di 500 mila euro.
Intesa Sanpaolo: acquista da privati e imprese
Intesa Sanpaolo ha confermato il proprio impegno a supporto dell'economia del paese nell’acquisto dei crediti fiscali dai propri clienti, sia privati che imprese.
Grazie al modello sviluppato in collaborazione con Deloitte il Gruppo ha acquistato a fine maggio 2023 quasi 19 miliardi di crediti fiscali, coprendo quasi il 50% del mercato degli acquisti degli intermediari finanziari.
Prima banca a mettere a punto il modello delle ricessioni, utilizzato con continuità, dall'entrata in vigore del decreto Aiuti Intesa Sanpaolo ha sottoscritto contratti di ricessione per un controvalore di 8,3 miliardi, liberando capacità fiscale immediatamente messa a disposizione. I nuovi contratti di ricessione a primari partner e imprese italiane sottolineano l’impegno di lungo periodo del Gruppo.
Le richieste accolte dalla banca saranno soddisfatte per intero in quanto coperte dalla capienza fiscale al momento della sottoscrizione dell’accordo con il cliente.
Banco BPM acquista dalle imprese
Banco BPM ha ripreso gli acquisti di crediti fiscali legati al Superbonus, all'Ecobonus e altri bonus fiscali in ambito edilizio dalle imprese.
Al 31 maggio 2023 Banco BPM ha acquistato oltre 3 miliardi di euro su un plafond, già impegnato, di 5 miliardi. Al momento quindi, oltre a proseguire con la clientela già contrattualizzata, è possibile uno sblocco limitato e selettivo per nuove operazioni qualora si liberino risorse a seguito della rinuncia da parte di clienti.
L’offerta proposta da Banco BPM, tramite il partner CHERRY BANK, è completa per l’acquisto di crediti fiscali ecobonus e superbonus e si posiziona in termini di pricing in linea con i quanto proposto dai principali operatori di mercato.
UniCredit
UniCredit acquista crediti fiscali utilizzando la società di cartolarizzazione del Gruppo, EBS Finance, che successivamente li cede a clienti terzi. Anche in questo caso possono cedere crediti fiscali le imprese: l'ammontare complessivo del credito per singola pratica deve essere superiore a 10mila euro e inferiore ai 600mila. La pratica deve essere ovviamente completa di tutta la documentazione richiesta nel corso dell’istruttoria. UniCredit prevede nuovi prezzi di acquisto in linea con il mercato e ha già perfezionato 6 accordi con player di mercato per la ricessione dei crediti; altri 11 accordi sono in dirittura di arrivo.
Crédit Agricole Italia
Anche Crédit Agricole Italia ha ripreso ad aprile 2023 l’acquisto dei crediti fiscali da superbonus e altri bonus edilizi, perfezionando alcuni accordi con imprese partner. L'obiettivo è realizzare una soluzione di sistema che colleghi le banche e le imprese per assorbire progressivamente i crediti fiscali che CA Italia acquisterà dalla propria clientela.
Piattaforme Acquisto Crediti con Sconto: i nodi secondo lo Studio Dominici
Christian Dominici, fondatore dello Studio Dominici, evidenzia che il proliferare di piattaforme online che acquistano i bonus edilizi con un forte sconto fa emergere due problematiche: la riserva di attività bancaria (disposta dall’art. 106 Testo Unico Bancario) e il rispetto della normativa antiusura (art. 644 del Codice penale che non tocca solo il mondo bancario, ma qualunque operatore economico).
«La normativa tributaria» scrive Dominici «prevede espressamente che i crediti da bonus edilizi siano cedibili anche a imprese, quindi sembra chiaro che non operi direttamente la riserva bancaria. Tuttavia, secondo quanto stabilito dall’Ufficio Informazione Finanziaria di Banca d’Italia, occorre prestare particolare attenzione a tutti quei soggetti giuridici – non banche – che si sono strutturati per essere impiegati in continue cessioni di crediti tributari verso una pluralità di soggetti (per esempio attraverso la costituzione di appositi siti web o la diffusione di messaggi promozionali anche a mezzo di social network). In questo caso si potrebbe ritenere esistente la professionalità dell’organizzazione e quindi la violazione della riserva bancaria. A nostro avviso, molte delle piattaforme automatizzate – non bancarie – che promettono l’acquisto di crediti bonus edilizi assumono il requisito della professionalità e dell’operatività nei confronti della pluralità di operatori e quindi violano potenzialmente la riserva bancaria, la normativa di sollecitazione al pubblico, e da ultimo la normativa in termini di iscrizioni OAM e di intermediazione creditizia degli operatori».
«Per quanto riguarda la seconda criticità sul rispetto della normativa antiusura, il 14 gennaio 2021 la Banca d’Italia ha chiarito che le cessioni dei crediti di imposta caratterizzate dall’assenza del diritto a incassare il corrispettivo e dall’assenza di valutazione del merito creditizio nella decisione di acquistare o meno il credito fiscale non devono essere segnalate nella Centrale Rischi banca d’Italia né in Anacredit».
«Si ritiene infatti che la cessione dei crediti tributari non sia necessariamente un’operazione di natura finanziaria o un’anticipazione del credito, in quanto può mancare la finalità di finanziamento (per esempio è possibile avere interesse a cedere i propri crediti tributari solo per non perderne l’utilizzo, pur non necessitando di nuova liquidità). In questo senso, poiché mancano il diritto a incassare, la valutazione del merito di credito del soggetto cedente e la finalità di finanziamento, si deve ritenere non applicabile la norma art. 644 codice penale in tema di usura».
La raccomandazione finale è il buon senso: tutti gli operatori dovrebbero adottare un prezzo equilibrato dei crediti acquistati, che tenga conto dei costi strutturali delle operazioni. E prevedere un margine di guadagno adeguato e non esagerato per gli operatori.
Attenzione, infine, alla norma antiusura che resta operante in tutti i casi in cui il soggetto cessionario promette al soggetto cedente un pagamento del credito in più tranche successive.