Educazione finanziaria: i nostri ragazzi ancora indietro

Ci risiamo! Anche quest’anno il rapporto PISA (Programme for International Student Assessment), l’indagine promossa dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), boccia gli studenti italiani che, ancora una volta, hanno mostrato vistose lacune nella conoscenza di concetti finanziari.

 

Studenti italiani sotto la media OCSE

L’indagine evidenzia come i quindicenni italiani hanno scarse capacità nella financial literacy, cioè la conoscenza e comprensione dei rischi finanziari nonché le competenze, la motivazione e la fiducia per prendere decisioni efficaci nella vita di tutti i giorni. Addirittura, gli studenti italiani sono sotto la media OCSE, avendo conseguito un punteggio medio di 474 punti contro 505 che costituisce la media OCSE. Il report, che misura il livello di conoscenze e abilità finanziarie degli studenti di quindici anni, ha visto per l’Italia la partecipazione 9.122 studenti, rappresentativi di un totale di più di 500mila alunni italiani.

Difficoltà nel prendere decisioni finanziarie

Il quadro che emerge dalle performance dei nostri ragazzi sentenzia che la percentuale di studenti in grado di risolvere i problemi più difficili (top performer) è meno della metà di quella registrata a livello medio OCSE (4,5% vs 10,5%). La cosa ancor più preoccupante è, però, che quasi uno studente su cinque non possiede le competenze minime necessarie per poter prendere decisioni finanziarie responsabili e ben informate (low performer).

Al nord lo scenario migliora

Dalla fotografia scattata dal report PISA si nota anche che i ragazzi più bravi nell’affrontare le tematiche finanziarie più complesse sono quelli che risiedono al Nord, i coetanei del Centro sono in linea con la media nazionale, mentre la maggior parte di quelli del Sud e isole si classifica tra i low performer.

L’Estonia al primo posto

I nostri quindicenni sono indietro rispetto agli altri Paesi: in Italia un quindicenne su 5 non raggiunge il livello base mentre negli altri Paesi OCSE la proporzione è di uno su 7. Sono gli studenti dell’Estonia i più bravi nella financial literacy, a seguire i ragazzi della Finlandia quindi Canada, Polonia e Australia. I ragazzi statunitensi, portoghesi e lettoni sono a metà classifica mentre, fanalino di coda i nostri e quelli della Slovacchia.

I liceali hanno una maggiore attitudine

Con riferimento al corso di studi, gli alunni dei licei hanno maggiore attitudine ai temi finanziari più complessi rispetto ai colleghi che frequentano istituti tecnici e professionali. Dalla ricerca traspare anche un gender gap tra ragazzi e ragazze italiani, cosa che non viene fuori osservando gli altri Paesi presenti nello studio. Tra ragazzi e ragazze è anche diverso il modo in cui ci si informa sulle tematiche finanziarie. Infatti, i ragazzi utilizzano amici e riviste, le ragazze genitori, internet ed insegnanti.

La Vice Ministra dell’Istruzione Anna Ascani, nel commentare i risultati dell’indagine ha posto l’attenzione sulla necessità di «creare consapevolezza negli studenti e orientarli a un’economia sostenibile, che potremo garantire al futuro delle giovani generazioni e di tutte le popolazioni solo se sapremo integrare le competenze finanziare con quelle della cittadinanza attiva come, tra l’altro, ci siamo prefissati di fare aderendo all’Agenda 2030 dell’ONU. La scuola deve occuparsi anche di questo, di offrire strumenti a ogni giovane per capire ogni aspetto che riguarda la sua vita e quella della società».

Avanti con l’educazione finanziaria!

 

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