Aprire un conto online per i minorenni per educarli a un uso consapevole del denaro. Già perché se l’Italia ha un livello di alfabetizzazione finanziaria tra gli under 18 alquanto bassa, chi ha già un conto vanta punteggi più alti.
Secondo l’indagine sulla Financial Literacy di Ocse-Pisa (maggio 2020), gli studenti italiani hanno scarse competenze finanziarie. Ma i ragazzi titolari di un conto bancario (il 43,5% del totale) e quelli che hanno effettuato almeno un acquisto online (74%) registrano competenze superiori di almeno 20 punti rispetto alla media generale.
I dati trovano conferma nelle abitudini evolute di spesa e risparmio degli Hyper, ovvero gli oltre 89mila clienti HYPE tra i 12 e i 18 anni (l’8% del totale della customer base, responsabili di quasi il 3% del transato complessivo HYPE). Nel 2019 gli hyper under 18 sono triplicati rispetto all’anno precedente (+205%) a fronte di un raddoppio della customer base totale (+91%); il trend prosegue anche nei primi cinque mesi del 2020.
Circa il 20% dei clienti under 18 utilizza la funzione risparmio (2,4% del transato totale dal campione - un valore simile a quello dei trentenni e superiore a quella dei quarantenni). I dati - depurati dall’effetto pandemico - mostrerebbero una spiccata prevalenza degli acquisti di abbigliamento (22,5%) e delle spese per ristoranti e caffè (9,1%), seguiti dalle spese per intrattenimento (8,8%) ed elettronica (4,8%). Il Covid 19 e il conseguente lockdown ha però determinato un forte incremento negli acquisti relativi a quest’ultima categoria (+56) e una riduzione del 14% di quelli relativi ad abbigliamento e accessori.
I giovani titolari inoltre pesano per circa il 3% sulle transazioni complessive. Le transazioni sono e sono effettuate per il 78% da maschi e per il 22% da femmine. Questo dato è coerente con quelli Ocse, in cui l’Italia si posiziona tra i tre Paesi con un forte gap gender: i maschi staccano le femmine di 15 punti sulle competenze finanziarie.
«L’alfabetizzazione finanziaria è un passo essenziale – commenta Antonio Valitutti, CEO di HYPE. Promuovere l’educazione a concetti legati a risparmio e investimenti fin dalla giovane età è un modo per far crescere consumatori consapevoli, sviluppare benessere e sostenere la stabilità e lo sviluppo finanziario del Paese. Il digitale può assumere un ruolo di primo piano nell’educazione dei giovani. Ne siamo tanto convinti che HYPE è stata la prima challenger bank italiana ad offrire, al compimento dei 12 anni, la possibilità di aprire un conto e di ottenere una carta di pagamento, fruibili su un canale familiare per la Gen Z quale una app su smartphone. Una misurata autonomia di spesa, con l’accompagnamento dei genitori verso quella che un giorno sarà la completa autonomia finanziaria, rappresenta una componente importante della cultura finanziaria dei più giovani. Lo dimostra anche il fatto che, in base ai nostri dati, gli Hyper più giovani abbiano coscienza del denaro e sappiano usarlo, ponendosi obiettivi di risparmio ambiziosi ed evoluti».