Cominciamo con una domanda: a quanto ammonta il flusso di denaro che i migranti presenti sul territorio italiano hanno inviato ai propri famigliari rimasti nel paese di origine?

Il Dossier Statistico Immigrazione 2017
E’ molto complicato rispondere a questo interrogativo, anche perché si deve tener presente che gran parte di questi trasferimenti di denaro avvengono per mezzo dei canali informali, cioè di parenti, amici o banchieri di strada, e quindi non lasciano traccia. Il Centro Studi e Ricerche IDOS in partenariato con il Centro Studi Confronti, come tutti gli anni, ha messo ordine alla materia e nel Dossier Statistico Immigrazione 2017, quasi cinquecento pagine ricche di notizie e numeri sul fenomeno migratorio in Italia, ha scattato una nitida fotografia sulle rimesse di denaro inviate dall’Italia nell’anno 2016, per mezzo dei canali formali (posta, banche e soprattutto money transfer).
Trend negativo per le rimesse nel 2016
Emerge così che anche nel 2016, per il sesto anno consecutivo, l’ammontare delle rimesse verso i paesi d’origine dei migranti ha registrato un trend negativo. Lo scorso anno dall’Italia sono stati inviati quasi 5,1 miliardi di euro, con una riduzione di 3,4 punti percentuali rispetto al 2015. Quello maturato nel 2016 è stato il volume più basso delle rimesse degli ultimi dieci anni; occorre, infatti, risalire al 2006, quando i trasferimenti di denaro dei migranti si attestarono intorno ai 4,4 miliardi di euro, per trovare una cifra complessiva minore rispetto a quella registrata nel 2016. La Romania si conferma al primo posto tra i paesi ricettori delle rimesse fuoriuscite dall’Italia nel 2016 con oltre 777 milioni di euro ricevuti (-8,3% rispetto al 2015), pari al 15% del flusso totale. Al secondo e terzo posto, rispettivamente il Bangladesh con 486,5 milioni di euro e le Filippine con quasi 335 milioni. A seguire Senegal (€ 279 mln); India (€ 274,7 mln); Marocco (€ 270 mln) e Sri Lanka (€ 244,8 mln).
I Paesi con gli incrementi più importanti
I paesi che nel corso del 2016 hanno registrato gli aumenti più significativi rispetto all’anno precedente sono stati soprattutto quelli dell’Asia meridionale dove troviamo Sri Lanka (+39,5%), Pakistan (+20,1%), Bangladesh (+11,8%) e India (+10,6%). Nell’Europa dell’Est spicca il risultato ottenuto dall’Ucraina (+15,8%), mentre in Africa sono stati Costa d’Avorio (+42,1%) e Ghana (+36,5%) a conseguire i migliori incrementi percentuali. Se questi sono stati i paesi che hanno conseguito i migliori risultati in termini di incremento percentuale tra il 2016 ed il 2015, merita citare anche quelli che al contrario hanno registrato un’importante contrazione. Fa scalpore, al riguardo, l’inarrestabile crollo delle rimesse verso la Cina che nel 2016 ha ricevuto solo 238 milioni di euro dall’Italia, con un calo del 57,3% rispetto all’anno precedente. Il paese del dragone, dopo essere stato per anni il primo paese ricettore delle rimesse dall’Italia, oggi occupa soltanto l’ottavo posto nella classifica dei principali paesi beneficiari. Si ridimensiona anche il flusso verso la Nigeria (-24,3%) e quello verso la Moldova (-13,0%).

Le rimesse per regione in Italia
Il maggior flusso di rimesse è partito dalla Lombardia, da dove i migranti hanno spedito nel 2016 oltre 1 miliardo e 167 milioni di euro (+23,0 rispetto all’anno precedente). Quasi la metà del volume totale delle rimesse è stato prodotto da tre regioni: Lombardia, Lazio e Toscana. A livello provinciale è Roma a guidare la classifica con oltre 670 milioni di euro spediti, seguita da Milano (€ 587 mln), Napoli (€ 201,5), Torino (€ 164 mln) , Firenze (€ 158,4 mln) e Brescia (€ 150,8 mln). Il calo delle rimesse verso la Cina, pocanzi accennato, si riflette nel volume registrato dalla provincia di Prato che nel 2016 si è contratto rispetto all’anno precedente di 33 punti percentuali.

Per rispondere in maniera esaustiva ala domanda con cui abbiamo iniziato questo articolo aggiungiamo che la stima sul flusso inviato per mezzo dei canali informali si aggira intorno ai 700 milioni di euro annui. Non poco!
