Raggiungere un volumi d’affari pari a 4 miliardi di dollari focalizzandosi sul business dei data centre. È questo l’obiettivo di Dimension Data, fornitore di servizi e di soluzioni IT da 5,8 miliardi di dollari (dati a fine 2013), che intende quadruplicare il proprio business in ambito data centre entro il 2018 procedendo con l’ampliamento dell’organico, attraverso nuove acquisizioni e consolidando la propria posizione in Europa e negli Stati Uniti.
«Vogliamo diventare un punto di riferimento indipendente e competente sui nuovi trend tecnologici – afferma Roberto Del Corno, Managing Director di Dimension Data Italia. Noi non produciamo tecnologia ma vendiamo servizi e, quindi, dobbiamo conoscere bene il mercato per supportare al meglio i nostri clienti».
Trend: data centre e SDN
In particolare, sono due gli aspetti evolutivi cui Dimension Data guarda con interesse: il data centre, che si sta trasformando in una tecnologia ibrida per andare incontro alla virtualizzazione e alla automazione, e il Software Defined Networking (SDN), una tecnologia (ancora) in divenire per la quale la società ha sviluppato un proprio modello di sviluppo.
Il data centre di nuova generazione è ibrido
«Bisogna partire dall’individuare i punti di sofferenza delle aziende clienti: i manager IT sono in continuo cambiamento e, a fronte di budget sempre più ridotti, i responsabili della divisione IT devono rispondere velocemente alle nuove necessità di business, come la ottimizzazione della user experience dei clienti e dei dipendenti, la sicurezza (non più solo perimetrale) e assecondare le richieste di velocizzazione del business – precisa Enrico Brunero, LoB Data Centre & Cloud Solutions Manager di Dimension Data Italia. Inoltre, si staglia all’orizzonte una nuova necessità: virtualizzare i sistemi aziendali e valutare quindi altri modelli di sourcing, sia nell’ottica di un maggiore risparmio economico sia di una migliore agilità dei processi. È in questo contesto che si possono individuare le tappe fondamentali che deve percorrere l’evoluzione della infrastruttura IT: consolidamento, virtualizzazione e automazione di policy e operations. Un percorso che può essere perseguito grazie ai data centre di nuova generazione, basati su infrastrutture agili, su processi automatizzati in grado di liberare risorse, anche economiche, e di proseguire, quindi, verso progetti innovativi a supporto del business. Data centre ibridi, che permettono di esternalizzare alcuni servizi, abbandonando la strategia on-premise finora adottata dalle aziende».
L’SDN: una tecnologia agli albori
Altro trend seguito da Dimension Data è l’SDN, «capace di rendere programmabili le reti, così da slegarle dall’hardware, e poterle considerare come un unico sistema operativo – spiega Stefano Paganelli, LoB Network Integration & Security Manager. I benefici che si possono trarre sono diversi: una fruizione più agile dei concetti di cloud e mobility, riduzione dei costi della gestione delle reti e anche una maggiore agilità». Tuttavia, per poter assistere a un uso concreto di questa nuova tecnologia bisognerà attendere almeno quattro anni. «Intanto abbiamo creato un modello di SDN, ovvero un approccio che permette alle aziende di comprendere cosa sia il Software Defined Networking e quali vantaggi possa apportare – conclude Paganelli. Come interpreti delle tecnologie emergenti, stiamo spiegando ai clienti le potenzialità dell’SDN e, prima di prendere decisioni, è giusto che venga valutato quanto le tecnologie SDN sia congeniali all’evoluzione del business».